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Studio Istituto Piepoli-Lanieri: il 34% degli utenti è favorevole all’uso di tecnologie che aiutino nella scelta e nell’acquisto dei capi, soprattutto personalizzati. I millennials guidano la rivoluzione

Pubblicato il 20 Giu 2017

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Il futuro della moda è su misura e online. Quasi la metà dei millennials paga fino al 40% in più per l’acquisto online di articoli personalizzati e 1 su 3 dichiara di spendere fino a 500 euro all’anno pro capite, per un giro d’affari complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. A dirlo è il Lanieri Fashion Tech Insights 2017, la prima fotografia sull’innovazione e sui principali trend resi possibili dalla tecnologia nel mondo della moda. Lo studio è stato realizzato da Istituto Piepoli per Lanieri, il primo e-commerce di abiti maschili su misura made in Italy.

Sul totale del campione, il 4% dedica oltre 1.000 euro ad acquisti online di articoli di moda personalizzati, producendo, solo su questo segmento, un giro d’affari stimato di 2,4 miliardi di euro, nei prossimi dodici mesi. Lo scenario tracciato dalla ricerca fa emergere differenze molto marcate sulle diverse fasce d’età: il 23% dei millennials, contro il 6% degli over 54, preferisce i servizi di personalizzazione online perché permettono di risparmiare rispetto all’acquisto in un negozio fisico. Il 24% dei più giovani è disposto ad aspettare di più per avere il proprio capo su misura ordinato online, preferenza indicata invece solo dal 3% del cluster più anziano. L’11% dei millennials dichiara addirittura di essere disposto a spendere di più per avere un capo unico e personalizzato. La crescita del fenomeno, che proseguirà nei prossimi anni, ha prodotto già i primi riscontri: secondo il sondaggio ben 4 italiani su 10, con una lieve prevalenza nel pubblico maschile (40%) su quello femminile (37%), hanno comprato online nell’ultimo anno abbigliamento e accessori personalizzati o creati su misura; tra questi ci sono il 54% dei millennials, il 49% del campione di fascia 35-54 anni e il 19% degli over 54.

I servizi di personalizzazione online piacciono a un’ampia fetta di utenti, ma oltre la metà degli intervistati over 54 dichiara di non fidarsi di un prodotto che non può vedere o toccare con mano; un’esigenza sentita che, se tra i più giovani non costituisce un limite, sicuramente rappresenta un elemento decisivo per concludere il processo di acquisto: il 33% dei millennials e il 25% degli intervistati nella fascia 35-54 anni comprerebbe più volentieri online un capo personalizzato se potesse vederlo prima dal vivo in un negozio o showroom. L’unicità del prodotto è la leva principale che spingerebbe 1 italiano su 3 a comprare capi su misura o personalizzati online, seguita dalla soddisfazione di creare il proprio capo in ogni dettaglio (29%) e dal desiderio di esprimere la propria personalità (25%): ancora una volta il trend si esprime in maniera più forte tra i millennials, tra i quali le percentuali salgono rispettivamente al 54%, 45% e 31%, offrendo una chiara direzione al trend ascendente del su misura online per i prossimi anni. Gli e-commerce del su misura non temono le grandi piattaforme: il 47% degli intervistati dichiara che, per questo tipo di servizio, preferisce affidarsi a un negozio online specializzato in un singolo tipo di produzione (esempio borse, abbigliamento da ufficio, sportivo) piuttosto che a un big dell’abbigliamento o degli acquisti online.

Un fattore determinante per la scelta di un capo su misura online, indicato dal 63% degli intervistati, è che il prodotto sia totalmente made in Italy, segno che la qualità, in uno dei settori dove il Belpaese non teme rivali, è un motore molto potente nel superare le diffidenze su un capo che non possiamo toccare con mano prima dell’acquisto. Altri aspetti su cui si gioca la competitività del su misura online sono un ottimo servizio al cliente e l’azzeramento dei costi di spedizione, aspetti determinanti in fase di acquisto per un 67% del campione. Tra i settori che nel prossimo anno gioveranno di più della crescita del su misura online peseranno in quantità molto diversa le scelte del pubblico maschile e femminile: gli accessori personalizzati saranno tra gli articoli più venduti per 1 italiano su 3, con il 38% delle donne che dichiara di aver intenzione di acquistarli nel prossimo anno, a fronte di un 16% di rispondenti del sesso opposto. Le posizioni si invertono se parliamo di scarpe su misura: il 29% degli uomini intende procurarsene un paio su internet, il doppio rispetto alle donne che hanno indicato questa preferenza (14%). L’abbigliamento su misura online, in generale, convince maggiormente il pubblico maschile: ad esempio, il 18%, a fronte di un 12% femminile, ordinerebbe su internet anche i propri capi formali da portare al lavoro (giacca, abito, camicia, ecc).

Rispetto al tema della privacy nel processo di acquisto online di articoli di moda, il 55% del campione si dice preoccupato della quantità di informazioni sugli utenti usate dalle aziende a scopi di marketing. Ciò nonostante esiste un 42% che dichiara di non avere problemi rispetto all’utilizzo delle proprie informazioni personali per l’offerta di capi personalizzati sui propri gusti e un interessante 34% favorevole all’utilizzo di un chatbot e un assistente virtuale che guidi l’utente nel processo di acquisto a qualsiasi ora del giorno o della notte, sulla base di dati personali. Il budget che gli italiani dedicano agli acquisti personalizzati online tende ad essere minore tra le donne e gli over 54: il 76% delle intervistate e l’81% del cluster più anziano del campione non spendono più di 200 euro all’anno.

La possibilità di trovare e ordinare articoli su misura online è un aspetto interessante non solo sul piano degli acquisti per sé, ma anche al momento di scegliere un regalo unico per amici o famigliari, con un enorme impatto sul pubblico femminile (80%), per una spesa massima annuale che però, anche in questo caso, non supera i 200 euro pro capite. Aumentando la fascia di prezzo fino a 500 euro annui si registra invece un impatto maggiore sul pubblico maschile (25% contro 18% nelle donne) e tra i millennials (24%), che rappresentano il cluster di età più disposto a spendere una cifra mediamente alta per regali fashiontech personalizzati.

”Il fenomeno del FashionTech – spiega Simone Maggi, ceo di Lanieri- sta esplodendo con l’aumentare della domanda di servizi che rendano la moda sempre più tagliata sulle richieste dell’utente. Offrendo la possibilità di configurare e ordinare il proprio abito su misura made in Italy, Lanieri si rivolge a una nicchia maschile e rappresenta in questa industry un caso molto rappresentativo: nel 2016 ha registrato un aumento del fatturato del +200% e raggiunto clienti in oltre 50 Paesi”. “Lo studio appena pubblicato -ha ricordato- evidenzia un trend di crescita che va di pari passo con l’attitudine positiva dei millennials verso il made-to-measure online e l’aumento progressivo della loro capacità di spesa”. “I primi mesi del 2017 ci confermano questa tendenza e, mentre fioriscono decine di nuove startup in questo settore, punteremo sempre di più su questo segmento, che nei prossimi 5 anni costituirà una percentuale consistente della nostra utenza”, ha concluso.

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