IL PIANO

Fedeli: “Piano scuola digitale tassello centrale per Industria 4.0”

La ministra evidenzia l’importanza della riforma per sostenere la svolta: “Atelier creativi, lab territoriali e coding i progetti chiave. Ma serve lavorare al meglio per l’alternanza scuola-lavoro”

Pubblicato il 06 Lug 2017

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“La riforma della scuola investe sullo sviluppo di competenze necessarie per il futuro, in tre settori chiave: lingue, Competenze Digitali e Scuola-Lavoro“. Lo ha ricordato la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, nel corso dell’audizione in commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato. “In materia di alfabetizzazione e competenze digitali – ha aggiunto – il Ministero sta investendo oltre 1,5 miliardi di euro attraverso il Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd) per dare a tutti gli studenti le basi per comprendere e governare tecnologie sempre più centrali nella nostra vita. In quest’ottica molte delle misure previste dal Pnsd contribuiscono all’alfabetizzazione digitale che sta alla base del governo di qualsiasi tecnologia e quindi anche delle soluzione di Industria 4.0”.

Le principali misure del Piano scuola che sono maggiormente sinergiche al Piano Industria 4.0, molte già realizzate, altre in corso di realizzazione, sono: gli atelier creativi, i laboratori territoriali per l’occupabilità, i curricoli digitali e gli interventi per lo sviluppo del pensiero computazionale. Ad oggi, 150 mila persone nella scuola fruiscono della formazione sui temi del digitale; 8.400 animatori digitali e i loro team per l’innovazione sono al lavoro; oltre 1,3 milioni di studentesse e studenti e 50.000 docenti sono già coinvolti nel portare il pensiero computazionale in ogni classe; oltre 4.000 istituti sono al lavoro per rendere strutturali le competenze digitali grazie ad un investimento da 80 milioni di euro; tutte le scuole sono impegnate su innovazione degli ambienti per l’apprendimento e per il rinnovamento di didattica e organizzazione”.

“Il Piano Industria 4.0 del Governo nasce dalla consapevolezza della portata di questo cambiamento e dalla volontà non solo di non farsi trovare impreparati, ma anche di governare questi processi – ha detto la ministra Il Piano è stato sviluppato nell’estate 2016 e avviato lo scorso 21 settembre. Alle risorse già stanziate nel Piano Nazionale Scuola Digitale, nel Piano Nazionale Formazione Docenti e nel Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020, la Legge di Bilancio ha aggiunto oltre 7 miliardi in più in tre anni per sgravi fiscali e altre misure espansive in numerosi settori tra i quali assumono un ruolo rilevante quelli della conoscenza.

In questo contesto “alla scuola di oggi si richiede uno sforzo di ammodernamento, non solo formale. Per aiutare le nuove generazioni ad affrontare le sfide del futuro e per far sì che riescano ad anticipare e governare i mutamenti della società”.

“Diversi studi – ha aggiunto – osservano che le ragazze e i ragazzi di oggi apprendono a scuola non più del 30% delle loro conoscenze. Arrivano con una sviluppata abilità nell’uso di linguaggi multimediali e di tecnologie digitali e si trovano di fronte a modelli di apprendimento e metodi didattici che in larga misura sono i medesimi utilizzati dalle precedenti generazioni. Stiamo lavorando allora per fare in modo che il mondo digitale, che per loro è familiare e amichevole, si trasformi nel principale alleato della scuola, che sia in grado di coinvolgerli e motivarli allo studio”.

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