CALCIO

Serie A, il 25 maggio la Lega decide sui diritti Tv

Dopo l’ok dell’Antitrust, a sbloccare la situazione arriva anche il via libera di Agcom sulle linee guida dell’asta. Giovedì prossimo il confezionamento di offerte e pacchetti per il triennio 2015-2018, con la gara che si dovrebbe concludere a luglio

Pubblicato il 19 Mag 2017

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Ottenuto l’ok alle nuove linee guida per l’assegnazione dei diritti per la trasmissione delle partite del massimo campionato di calcio da Antitrust e, in rapida sequenza, da Agcom, la Lega serie A ha indetto per giovedì 25 maggio l‘assemblea che sarà chiamata a confezionare i pacchetti e gli inviti alle offerte per il triennio 2018-2021.

La novità della nuova asta sarà quella della divisione su tre distinte piattaforme dei diritti: satellitare, digitale terrestre e Internet.

L’Antitrust aveva bocciato la prima versione delle linee guida proposte dalla Lega serie A il 25 gennaio, e ora le ha approvate “con osservazioni”, riservandosi di vigilare sull’asta.

Quella del 25 maggio sarà la prima assemblea del commissariamento Tavecchio: i diritti della Serie A dovrebbero essere assegnati a luglio, mentre per la Champions si prevede che il bando Uefa possa dare i propri esiti a metà giugno.

Il lavoro a cui a questo punto è chiamata la commissione diritti Tv della Serie A, che si riunisce ogni settimana, è la definizione in concreto dei pacchetti, mente rimane ancora da sciogliere il nodo delle esclusive: c’è cioè da decidere se vadano concesse per piattaforma o per prodotto.

Quale possa essere la novità del prossimo bando, lo indicano le autorità vigilanti, “valutando con favore la scelta delle linee guida di valorizzare i diritti di trasmissione sulla piattaforma Internet, che non sono più considerati ‘accessori’ rispetto alle piattaforme tradizionali”. La piattaforma Internet era prevista già, ma ora, sottolineano le autorità, dovranno avere pari opportunità con le altre.

L’auspicio era per “l’adozione di una modalità di vendita tale da alimentare un confronto effettivo tra più piattaforme distributive (digitale terrestre, satellite e internet) – recita la nota dell’Antitrust – stimolando lo sviluppo competitivo nei mercati a valle, in particolar modo della pay-tv. Si tratta di modalità che consente una effettiva concorrenza in particolare nei riguardi del consumatore, il quale può scegliere tra più offerte in concorrenza tra loro senza dover sostenere maggiori costi derivanti dalla necessità di sottoscrivere una pluralità di abbonamenti”.

La delibera dell’Agcom, inoltre, indica altri paletti: tempi certi per tutte le fasi dell’asta, e questo potrebbe consentire di evitare come nell’ultima occasione periodi lunghi tra l’apertura delle buste e la fase successiva; pacchetti business, ovvero per i locali pubblici, concorrenziali come quelli per il singolo consumatore; un limite alla discrezionalità della Lega di annullare l’asta in caso di mancata assegnazione di tutti i pacchetti e il divieto di “esclusive negative”.

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