IL PROGETTO

Scommessa blockchain per i notai, debutta Notarchain

Nasce la prima prima piattaforma italiana nella quale le info non sono gestite da soggetti anonimi, ma da professionisti italiani. In campo anche Ibm. In collaborazione con Siae via alla nuova modalità di archiviazione dei codici sorgente

Pubblicato il 13 Ott 2017

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Scommessa blockchain per i notai. Il Notariato lancia Notarchain e i registri volontari digitali in occasione del 52° Congresso Nazionale – “#Notaio: garanzia di sistema per l’Italia digitale” – a Palermo fino al 14 ottobre. Per rispondere alle esigenze di digitalizzazione del Paese e per garantire la sicurezza nelle transazioni, il Notariato ha proposto due applicazioni concrete delle più moderne modalità di archiviazione dei dati digitali: i registri diffusi (blockchain) e i registri volontari digitali.

Attualmente la procedura di alimentazione, gestione e tenuta di Registri Pubblici immobiliari, Societari o dello stato Civile rappresenta un’attività che i notai, come pubblici ufficiali delegati dallo Stato, compiono quotidianamente. La pubblicità legale permette di garantire affidabilità e sicurezza alle transazioni economiche, con un impatto positivo non solo sui soggetti direttamente coinvolti, ma sui terzi (banche e creditori) che fondano le loro scelte economiche sui dati contenuti nei registri pubblici.

In partnership con Ibm debutta “Notarchain”, ovvero una blockchain nella quale le informazioni non siano gestite da soggetti anonimi, ma dai notai italiani che per legge sono presenti su tutto il territorio nazionale: una piattaforma che manterrebbe intatte le potenzialità connesse alla velocità, all’assenza di costi per il cittadino fruitore, alla diffusione su scale mondiale, ovviando alle criticità potenziali di un modello di registro decentrato e privo di controlli sulla veridicità dei dati inseriti. Con la “Notarchain” infatti il Notariato propone il primo modello di blockchain sicura in Europa nella quale viene fornita non solo la certezza della immodificabilità dei dati inseriti, ma anche un controllo preventivo sull’identità dei soggetti coinvolti, sulla correttezza e completezza dei dati stessi inseriti nella catena. Si tratta di una base digitale di archiviazione e gestione di ogni tipo di file digitale e pertanto il suo utilizzo potrà in futuro essere esteso a molti ambiti applicativi che necessitano di un sistema di maggiore sicurezza e certificazione (disegni, opere d’arte, beni mobili in genere).

La stessa tecnologia di blockchain è alla base del secondo progetto con Siae nella gestione del deposito e archiviazione dei codici sorgente. Sarà possibile, dunque, depositare presso un qualsiasi notaio italiano il codice sorgente di un nuovo programma ottenendo in tempo reale l’inserimento di tale file in un registro condiviso con Siae che ne permette l’immediata attribuzione di una marca temporale e quindi la certezza che nessuno possa in futuro contestarne la paternità.

Via anche al Registro pubblico sussidiario dedicato agli atti di designazione di amministratori di sostegno (Ads), la prima piattaforma alla quale tutti i notai potranno avere accesso in tempo reale e sulla quale potranno inserire i dati essenziali dell’atto di designazione di amministrazione di sostegno ricevuto. Il contenuto del registro verrà ordinato in modo da consentirne una ricerca efficiente su base personale e potrà essere condiviso da tutti i notai e altri soggetti qualificati, come le singole Aziende Sanitarie Locali, al fine di rendere immediata la conoscibilità della volontà espressa dal designatario. La piattaforma, predisposta da Notartel (la società informatica del Consiglio Nazionale del Notariato) potrà essere utilizzata anche per altre tipologie di atti notarili che richiedano analoga pubblicità come, ad esempio, i registri delle procure, dei testamenti olografi, delle disposizioni anticipate di trattamento, delle volontà in ordine alla donazione di organi.

La creazione di registri su base volontaria è solo l’ultima tappa del processo di informatizzazione dell’attività notarile, un percorso avviato nel 2001 su cui il Notariato ha investito più di 18 milioni di euro solo negli ultimi dieci anni mettendo in rete i circa 5 mila studi notarili tra loro e con la Pubblica Amministrazione. Nel 2002 è stata completata l’informatizzazione dei registri pubblici societari e nel 2012 quella del registro immobiliare. Nel 2013 sono partite le aste telematiche notarili, attraverso la Ran (Rete Aste Notarili) con l’aggiudicazione ad oggi di 1.168 aste per un importo complessivo di 280,908 milioni di euro. L’atto pubblico informatico è realtà e, attraverso una struttura dedicata per la conservazione digitale degli atti, dal 2013 al 2016 sono stati archiviati circa 6 mila atti.

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