“Alla fine nel 2017 abbiamo avuto un risultato straordinario che è un aumento dell’11% negli ordinativi di macchinari 4.0. Questo vuol dire che il Paese sta approfittando di queste opportunità e che si sta configurando un nuovo made in Italy fortemente contagiato dall’innovazione digitale“. A dirlo dal palco della nuova sede di Cefriel a Milano inzona Bicocca, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “Tutto questo – ha avvertito il premier – va accompagnato da un investimento straordinario sul capitale umano, sulle persone perché poi alla fine l’interrogativo più attuale intorno cui interrogarsi è che tipo di impatto questa gigantesca trasformazione avrà sul lavoro“. “La dimensione ci è nota, il rischio che si crei una sorta di frattura tra un elite cosmopolita padrona del linguaggio digitale e senza terra e dall’altra parte settori di lavoro legati al territorio ma sottoutilizzati, sottoformati dal punto di vista digitale – ha concluso – Questa divisione è difficile da sostenere”.
“Difficile – avverte il premier – prevedere la forma che prenderà l’innovazione tra 15 anni, questo processo possiamo cercare di non subirlo, ma di governarlo in maniera forte. E possiamo farlo approfittando della congiuntura positiva dell’economia in Italia, nell’Eurozona e nelle principali aree del mondo in questo momento”.
Per quanto riguarda il Cefriel, “è una realtà che conosco da vent’anni”, ha detto Gentiloni. Non tanto per la sede nuova ma “per sottolineare l’importanza del lavoro fatto fino ad oggi”, che avuto il merito di portare avanti “la ricerca sull’innovazione digitale” in Italia. Per il presidente del Consiglio, “occuparsi di relazioni tra industria, Università e Ict trent’anni fa non era scontato e non era la stessa cosa rispetto a farlo oggi”. Riuscire a “tenerla viva è un merito da riconoscere a chi al Cefriel ha lavorato in questi anni: grazie per il lavoro fatto. E’ stato – continua Gentiloni – un competence center ante litteram in una città che ha sicuramente ecosistema favorevole”.

Alfonso Fuggetta, Ceo del Cefriel (nella foto accanto al presidente del Consiglio), ha ricordato come il Cefriel sia nato “per costruire un ponte tra università e industrie, per promuovere le attivita’ di ricerca e formazione nelle tecnologie digitali e nelle telecomunicazioni. Siamo partiti con un programma innovativo di formazione post laurea per cambiare pelle e accettare negli anni le sfide che l’evoluzione del mercato e della societa’ ci ponevano. Cefriel e’ cosi’ diventato sempre piu’ complementare alle universita’”.
Cefriel attua una politica di attenzione anche ai suoi dipendenti, ai quali viene ridistribuita ogni anno una parte importante degli utili (il 50% circa nel 2017). Presso il centro operano oltre 130 persone, di cui 117 a tempo indeterminato. I professionisti, con un’età media al di sotto dei 40 anni e circa un quarto al di sotto dei 30, sono laureati in ingegneria, statistica, economia e industrial design, molti con titoli accademici plurimi (master post-laurea, PhD, MBA, etc).
“La partecipazione attiva delle Università al Cefriel – ha dichiarato Cristina Messa, rettore dell’università Bicocca – offre al centro competenze d’alto livello scientifico che contribuiscono a creare innovazione nel campo della ricerca applicata all’industria. Il Cefriel è un polo di ricerca multidisciplinare – ha proseguito – dove competenze ed esperienze tecniche eterogenee si integrano con successo per creare un modello di eccellenza. Sono certa – ha concluco – che la nuova collocazione gioverà al quartiere Bicocca, già nuovo centro del terziario avanzato e area di grande trasformazione economica e sociale, sempre più traino di sviluppo per la città di Milano”.
“Cefriel è una scommessa giocata 30 anni fa dal nostro ateneo, una scommessa vinta – ha commentato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano – frutto di una politica universitaria lungimirante che aveva intuito, fin da allora, il valore dell’apertura dell’università verso il mondo esterno, verso le imprese e le pubbliche amministrazioni come attori del cambiamento. Un impegno che è nelle corde del Politecnico di Milano e che rinnoviamo ogni giorno attraverso nuove sfide – il distretto di innovazione a Bovisa, il rilancio di Città Studi, la partecipazione a Human Technopole – ponendo il sapere al centro di grandi trasformazioni.”
L’inaugurazione della nuova sede con il Presidente Gentiloni è stata anche l’occasione per dare il via ai festeggiamenti per i 30 anni di Cefriel, nato nel 1988 da un progetto condiviso tra Politecnico di Milano e l’università degli Studi di Milano come polo accademico, Regione Lombardia e Comune di Milano come polo pubblico e un polo industriale costituito da Assolombarda, Bull, IBM, Italtel, Pirelli e Telettra.