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5G, Spada: “Si rischia nuovo digital divide. Fwa tecnologia chiave”

La densificazione delle reti mobili potrà essere realizzata, per ragioni di sostenibilità economica, solo nei grandi centri urbani. Ecco perché bisogna puntare sul fixed wireless access. L’analisi di Luca Spada, Presidente e Ad di Eolo

Pubblicato il 16 Lug 2018

Luca Spada

Presidente e fondatore di Eolo

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Nella sua relazione annuale 2018, l’Agcom ha sottolineato un notevole dinamismo nel segmento dei servizi di accesso fixed wireless (FWA), i cui ricavi mostrano una crescita prossima al 30%, con un volume d’affari pari a circa 250 milioni di euro. In particolare, merita osservare che, in termini di domanda di servizi broadband, ad oggi il fixed wireless rappresenta la seconda tecnologia di accesso in Italia (dopo il vecchio doppino in rame) con una customer base che ha superato di gran lunga il milione di linee.

Una crescita ed un dinamismo destinate ad avere ulteriore impulso per almeno due ragioni. La prima è che nell’ambito della Strategia del Governo Renzi per la banda ultra-larga, il piano di realizzazione della rete pubblica prevede che quasi 2 milioni di unità immobiliari, su un totale di 9,3 (circa il 20%), siano coperte con tecnologia Fwa, a dimostrazione del fatto che il Fwa rappresenta a tutti gli effetti una tecnologia future-proof anche in ottica ultra-broadband, soprattutto nei piccoli centri urbani, piccoli borghi o aree rurali e montane.

La seconda riguarda lo sviluppo dei servizi 5G: infatti, la cosiddetta densificazione delle reti mobili (migliaia di small cell con coperture di poche centinaia di metri) potrà essere realizzata, per ovvie ragioni di sostenibilità economica, solamente nei grandi centri urbani. È quindi fondamentale scongiurare il rischio di un nuovo digital divide 5G nelle aree meno densamente popolate, che taglierebbe fuori tutti quei piccoli e medi centri che già con estremo ritardo hanno visto arrivare la banda larga.

Per le sue caratteristiche tecniche e architetturali, il Fwa rappresenta la tecnologia ideale per l’offerta di servizi innovativi 5G in tali challenge areas. Di tutto ciò ne è assolutamente consapevole Agcom che, nella sua recente decisione sulla procedura di gara 5G ha stabilito che qualora gli operatori assegnatari delle frequenze 5G non dovessero utilizzarle nei comuni con meno di 5.000 abitanti, vi sarà un obbligo di leasing a favore di soggetti terzi.

Un contesto quindi in costante evoluzione quello del settore del fixed wireless, settore in cui Eolo ha fin dall’inizio agito come first mover, facendo leva sul proprio team di Ricerca e Sviluppo che ha da sempre collaborato con i vendor al fine di ideare soluzioni tecnologiche innovative al passo con i tempi e con le crescenti esigenze dei consumatori.

Ad oggi, Eolo è il principale operatore Fwa ultra-broadband in Italia (ed il quinto operatore in assoluto dopo i 4 “big”) con una market share di quasi il 4% nelle linee ad almeno 30 mega, ed è anche l’operatore con il maggior numero di frequenze licenziate in Italia in quanto aggiudicatario di una dotazione spettrale – sull’intero territorio nazionale – di quasi 400 MHz nelle bande 26 e 28 GHz. Dotazione frequenziale che stiamo utilizzando per realizzare la prima rete fixed wireless a 100 Mega del Paese.

Il progetto si chiama “EoloWaveG”, lo abbiamo avviato nel 2017 e oggi coinvolge già 20 province italiane in cui le famiglie possono usufruire di servizi di connessione a 100 Mega. Prestazioni che riusciamo a garantire, appunto, grazie all’utilizzo di frequenze licenziate per la copertura dell’ultimo miglio e al rilegamento delle torri in fibra ottica, con una infrastruttura di rete mista radio-fibra. Per ora sono state interessate dal progetto solo le 14 regioni del centro-nord in cui siamo già presenti, ma entro l’anno diventeremo a tutti gli effetti operatore nazionale in quanto raggiungeremo con il servizio 100 mega anche le restanti 6 regioni del Sud.

In Italia sono 7.200 i comuni con meno di 10.000 abitanti, ed Eolo pone al centro della propria strategia proprio i territori più remoti del Paese con una missione tanto semplice quanto sfidante: portare internet dove gli altri non arrivano. È ovviamente un obiettivo di business ma anche di inclusione sociale che mira a garantire a tutti il “diritto di accesso ad Internet” attraverso un servizio di connettività wireless ultraveloce che permette a famiglie e imprese dei piccoli centri e dei borghi italiani di sfruttare appieno le opportunità del mondo digitale.

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