CONTROCORRENTE

Smartphone, oggetto del desiderio ma solo a metà

Secondo Analysys Mason quasi il 50% dei possessori di cellulari di prima generazione non è interessato ad acquistare telefonini “intelligenti”. Motivo? Prezzi troppo alti e la mancanza di servizi appealing

Pubblicato il 24 Gen 2012

Quasi la metà dei proprietari di cellulari che non hanno ancora comprato uno smartphone non pensano di farlo nel breve termine perché non ne vedono il motivo. Lo rende noto Analysys Mason, la società di analisi che ha realizzato uno studio, secondo cui il costo salato degli smartphone e la carenza di funzionalità strettamente necessarie contribuiscono all’apatia dei consumer, che non trovano motivi validi per comprarsi lo smartphone. Insomma, il 46% degli utenti che hanno un vecchio cellulare non intendono sostituirlo con lo smartphone perché non ne vede il motivo.

Il report, condotto su un campione di 7,485 utenti, è stato realizzato in 6 paesi europei e negli Usa.

Al di là della freddezza nei confronti degli smartphone, dallo studio emerge una discreta confusione degli utenti circa le reti su cui viaggia il traffico dei diversi device. Tutta colpa delle campagne di marketing ambigue, che traggono in inganno gli utenti, a tal punto che il 46% dei proprietari di un iPhone 4 è erroneamente convinto di usare già un dispositivi 4G. “Nella maggior parte dei casi gli utenti non sono al corrente di cosa sia il 4G e di cosa si possa fare con il 4G – dice Martin Scott, autore del report e Principal Analyst at Analysys Mason – la capacità da parte degli operatori di comunicare all’utente medio i vantaggi del 4G e dell’Lte avrà un impatto fondamentale sul decollo di queste tecnologie”.

Il report mette inoltre in evidenza il fatto che i consumatori sono sempre più connessi e scaricano sempre più dati. In media, gli utenti sono connessi 8,8 ore al giorno e il 91% dei proprietari di tablet scarica video sulla tavoletta. La penetrazione dei laptop, pari al 64%, supera quella degli stereo (54%), evidenziando le mutate abitudini dei consumer nella fruizione di musica. Il 12% degli abbonati a servizi di banda larga fissa pensa di cambiare provider nei prossimi 6 mesi. Il fattore chiave per questi clienti è il customer care, un aspetto considerato più rilevante rispetto alla velocità di connessione e del prezzo. Il 27% del campione usa un qualche servizio VoIp, con Skype che ha una quota del 78%. Il 67% degli intervistati si porta il cellulare all’estero, dove il servizio più usato sono i messaggini (49% dei consumatori), anche se sta aumentando l’utilizzo di messaggistica via Ott e Wi-Fi. Il mercato della pay-Tv è un po’ saturo: Analysys Mason prevede che quest’anno la penetrazione di pay-Tv in Europa crescerà appena del 4% in Europa nei prossimi ciqnue anni, passando dall’attuale 53% a 57% nel 2016.

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