AGENDA DIGITALE

Asati, senza risorse pubbliche non centreremo obiettivi Ngn

L’associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia auspica il coinvolgimento finanziario della Cdp e di soggetti come PostePa sul fronte dei servizi per rispettare i diktat di copertura broadband della Ue

Pubblicato il 09 Feb 2012

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"Asati in data 7 febbraio ha inviato una proposta di un nuovo piano industriale, in cui tra l’altro indicava puntualmente come coinvolgere il settore Pubblico nella realizzazione della rete in fibra ottica Ngn, al fine di raggiungere tra l’altro anche i due obbiettivi della Comunità Europea al 2020, e cioè collegare il 50% delle famiglie abbonate con una banda almeno di 100 Mbits e collegare il 30% dell’intera popolazione con una banda di 30 Mbits". Lo scrive l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia, aggiungendo che "Apprendiamo che nell’audizione alla camera il Presidente Esecutivo della Società avrebbe dichiarato che TI al 2014, in 99 comuni collegherà 6 milioni di unità immobiliari con architettura Fiber-to-the-cab (Fttc)".

"Finalmente, dopo le tante sollecitazioni di Asati da diverso tempo, la società manifesta l’intenzione di investire in maniera significativa anche sulla rete fissa a larga banda, e non solo sul mobile Lte – prosegue la nota – E’ opportuno comunque sottolineare che il suddetto progetto di investimento, sia per estensione sia per architettura di rete, può costituire solo un primo passo intermedio ma certamente non sufficiente rispetto agli obiettivi di banda ultralarga dell’Agenda Digitale. Infatti la tecnologia Fttc (cioè la fibra dalla centrale locale fino all’armadio di distribuzione) va bene in partenza per dare 50 Mbit su 6 milioni di unità immobiliari che corrispondono a circa 1,5 milioni di clienti collegati (25% delle unità immobiliari). Ma per proseguire verso la banda ultralarga, ci aspettiamo che TI definisca una metodologia di ulteriore estensione della fibra con architettura di tipo Fiber-to-the-basement (fibra fino alla base del condominio) per raggiungere e superare i 100 Mbit su una elevata porzione dei clienti o tecnologie che diano la stessa prestazione".

"Mentre Telecom Italia sicuramente può realizzare la prima fase del progetto con proprie risorse finanziarie e senza alcun accordo con altre società minori, che non aggiungono nessun valore aggiunto sul piano finanziario e tecnologico – continua la nota – per il completamento del progetto è indispensabile da subito procedere ad identificare concretamente il coinvolgimento del Pubblico, sia nelle risorse finanziarie (Cdp), sia nel campo delle sinergie per i servizi (ad esempio con la Pubblica Amministrazione, le PostePA, e molti altri). Infatti il successo dell’intero progetto, per lo sviluppo del settore Ict e quindi di un contributo fondamentale al Paese, può avvenire solo dal successo che si avrà dai servizi richiesti dalle imprese e dai clienti che giustifichino utilizzazioni di capacità di trasmissione elevate".

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