LA VERTENZA

Caso Sirti, il 6 marzo tavolo al Mise

A luglio scorso sembrava essere stata trovata una soluzione per il rilancio dell’azienda. Dopodiché l’impasse totale. I sindacati in allarme. La Uilm chiede all’azienda di fare chiarezza su mille presunti esuberi. E il ministero dello Sviluppo convoca un incontro

Pubblicato il 20 Feb 2012

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"Dal 4 agosto aspettiamo invano di conoscere il piano industriale dell’azienda". Così in una nota Enrico Azzaro, coordinatore di settore della Uilm nazionale, a margine del coordinamento nazionale unitario dei delegati sindacali di Sirti, in merito alla situazione del gruppo attivo nelle soluzioni per reti di telecomunicazione.

"Chiederemo al ‘management’ della società di Tlc – ribadisce Azzaro – di far chiarezza su i ‘rumors’ relativi a circa mille esuberi che l’azienda pare sia intenzionata a dichiarare sul territorio nazionale. La stessa consistenza dell’assetto manageriale sarà oggetto di un’attenta valutazione, perché ci risultano uscite dai vertici societari. Abbiamo per questo risposto positivamente alla convocazione giunta dal dicastero dello Sviluppo economico per il prossimo 6 marzo".

Lo scorso 27 luglio l’accordo per il rilancio di Sirti sembrava trovato. Lo annunciava la Uilm stessa, precisando che “è stata sottoscritta ieri sera al ministero del Lavoro, nella sede romana di via Fornovo, l’intesa tra sindacati e l’azienda per il rilancio dell’azienda in cui lavorano 4.064 dipendenti".

"Si tratta di un accordo che si caratterizza per la procedura di Cassa Integrazione Straordinaria per ristrutturazione che coinvolgerà 760 addetti – spiega Enrico Azzaro, coordinatore nazionale di settore della Uilm per le Tlc – Di questi, grazie al suddetto accordo, gli esuberi strutturali sono scesi da 300 a 270: ciò è stato possibile mediante l’applicazione dei contratti di solidarietà rivolti a 300 lavoratori dell’area tecnica del cosiddetto ‘Staff’”.

Ai dipendenti con i requisiti della pensionabilità era stato garantito, a seconda della funzione che svolgevano, il trattamento di rotazione bimestrale o quadrimestrale, insieme ad un’integrazione al reddito di 550 euro mensili.

Era stata inoltre istituita una formula incentivante per chi volesse aderire ad un percorso di uscita verso il trattamento pensionistico. “Se in caso di successive riforme il trattamento dovesse slittare i lavoratori interessati potranno essere riassunti fino al raggiungimento dei requisiti pensionabili previsti – puntualizza Azzaro – Infine, verranno realizzate verifiche sia a livello nazionale che locale su modi e metodi del ricorso al subappalto delle aziende che lavorano con Sirti".

La Uilm era soddisfatta del risultato raggiunto. "Avevamo già dato un utile contributo all’azienda – conclude il sindacalista – realizzando l’accordo per la Cigs rivolta a situazioni di crisi che ha permesso di ristrutturare il debito accumulato dalla società in questione. Ora, con l’intesa raggiunta nella tarda serata di ieri, la Sirti potrà puntare allo sviluppo e posizionarsi meglio sul mercato che le compete. Il sindacato – conclude la nota – ha sottoscritto un’intesa unitaria per il bene dei lavoratori e questo è un altro valore aggiunto".

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