MERCATO

Guerra dei chip, Amd punta ai data center per battere la rivale Intel

La società vuole diventare il fornitore di riferimento per le grandi Internet companies che offrono servizi cloud: ora tra i clienti c’è anche Google. Intel, indietro sulla tecnologia dei 10 nanometri, sta però recuperando terreno sui sistemi AI e IoT e già punta al “silicio personalizzato”

Pubblicato il 09 Ago 2019

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Amd (Advanced Micro Devices) va all’attacco della rivale Intel provando a capitalizzare sulle recenti innovazioni introdotte nei suoi chip per server e sull’ingresso nel suo portafoglio di un cliente di peso: Google.

Il mercato dei semiconduttori è in profonda trasformazione, con la concorrenza che si gioca soprattutto su due fronti: i chip per dispositivi mobili – un segmento da cui Intel si sta ritirando – e i chip per i computer dei data center che gestiscono i servizi cloud, a forte tasso di sviluppo.

Nei giorni scorsi la chief executive officer di Amd, Lisa Su, ha annunciato che Google sta usando nei suoi data center l’ultima generazione degli Epyc, i chip per server di Amd. Microsoft, Amazon, Tencent e Baidu sono già clienti e, con l’aggiunta di Google, Amd può adesso vantare forniture a cinque dei più grandi gruppi di Internet al mondo (mancano all’appello solo Facebook e Alibaba). I numeri sulle prestazioni di calcolo forniti dai manager di Amd dicono che l’azienda è riuscita a superare le performance del prodotto rivale di Intel: più del doppio per ogni dollaro speso nelle elaborazioni standard, quattro volte di più nell’high-performance computing, dice Amd.

“In passato non sempre siamo riusciti a capitalizzare il vantaggio tecnologico portandolo efficacemente sul mercato”, ha ammesso la ceo Su in un’intervista col Financial Times. Stavolta Amd non intende ripetere lo stesso errore.

Sono passi falsi che si pagano cari: meno di quattro anni fa Amd ha visto scendere il valore delle sue azioni sotto i 2 dollari ed è stata costretta addirittura a vendere gli immobili del quartier generale e affittarli per generare cash. Ora il titolo vale intorno ai 32 dollari e la capitalizzazione di mercato sfiora i 35 miliardi. L’azienda spera di riuscire finalmente a consolidare il suo posizionamento sul mercato delle Cpu, i chip per Pc e server, ampiamente dominato da Intel.

In questa risalita il ruolo del nuovo management è stato fondamentale. La ceo Su, ex top manger di Ibm arrivata in Amd nel 2012, e il cto Mark Papermaster, altro ex di Ibm brevemente passato anche per il dipartimento di sviluppo hardware di Apple, hanno spinto Amd a ridisegnare completamente i suoi prodotti principali in modo da anticipare le mutate esigenze dei clienti, allinearsi a Intel nella capacità innovativa e arrivare rapidamente sul mercato.

La strategia si è rivelata corretta, sottolineano gli analisti, e a favore di Amd ha giocato anche il fatto che la grande rivale Intel si è nel frattempo ritrovata in ritardo sul rilascio della più avanzata tecnologia per i microprocessori, i chip a 10 nanometri. Secondo l’ultima call con gli analisti i chip 10 nm di Intel saranno sul mercato solo nella seconda metà del 2020. Amd, che ha venduto la divisione manufacturing per tagliare i costi, è ulteriormente avvantaggiata dal fatto che si fa costruire i chip dal contractor taiwanese Tsmc, già attrezzato per produrre i 10 nm.

Tuttavia Intel è sempre Intel: un colosso difficile da battere, soprattutto per l’esperienza consolidata e la forza della sua ricerca e sviluppo, fanno notare gli analisti. Mentre resta in ritardo sulla nuova tecnologia dei chip, Intel lavora al silicio personalizzato, capace di gestire i carichi di lavoro cliente per cliente, come ha anticipato Lisa Spelman, top manager della divisione data center del chipmaker di Santa Clara. Intel è anche in grado di ottimizzare i suoi prodotti per un mercato enterprise che è estremamente sfaccettato, includendo aziende di industrie diverse,e organizzazioni del settore pubblico, tutte con esigenze di calcolo e di applicativi diversi.

Amd si rivolge di più ai fornitori di servizi cloud, che hanno esigenze meno differenziate, ma la stessa ceo Su ammette che la sua azienda non ha ancora la potenza di fuoco di Intel su marketing e sviluppo. Intel è specializzata nei carichi di lavoro massicci, come nelle applicazioni di machine learning, dove Intel offre il processore Xeon, e nei sistemi “in-memory”, usati nei calcoli in tempo reale con grandi quantità di dati. Intel si sta anche riposizionando dai processori per computer verso i sistemi per intelligenza artificiale e IoT.

Wall Street però è soddisfatta dalle strategie di Amd e dai risultati messi a segno dai chip Epyc per server ed è pronta a scommettere in un market share del 15% entro la fine del 2020 e del 25% a fine 2022. Il successo non è scontato: dovrà tenere il passo sull’R&D e il marketing e mantenere le promesse sul vantaggio tecnologico.

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