SMART CITY

Amsterdam, capitale della vita ecosostenibile

Applicazioni Ict alla base del complesso esperimento che coinvolge istituzioni locali, imprese e cittadini. Obiettivo: ridurre le emissioni di Co2 attraverso interventi sull’intero territorio urbano

Pubblicato il 02 Apr 2012

obilità, edilizia, istruzione: sono numerosi i settori riguardati dal complesso esperimento di integrazione tra innovazione tecnologica e miglioramento della qualità della vita realizzato dalla capitale olandese nella strategia Amsterdam Smart City, piano che coinvolge istituzioni locali, imprese e cittadini nello sforzo di riduzione delle emissioni di Co2 attraverso un pacchetto di interventi realizzati sull’intero territorio cittadino.
Con questo piano, in linea con gli obiettivi del New Amsterdam Climate (il piano di intervento che prevede entro il 2025 una riduzione del 40 per cento delle emissioni di Co2), Amsterdam ha scelto di concentrarsi soprattutto sull’efficientamento energetico e tecnologico per favorire una condivisione dal basso delle politiche e degli interventi previsti dal programma avviato da Liander e Amsterdam Innovation Motor.
A comporre il piano molteplici interventi in settori come l’edilizia, l’approvvigionamento energetico, la mobilità. Oltre quattocento abitazioni sono state dotate di uno specifico sistema di gestione dell’energia nell’ambito del progetto West Orange, che punta a migliorare la consapevolezza dei consumi energetici privati da parte dei cittadini attraverso un display collegato ai rilevatori digitali dei consumi di gas ed energia elettrica. Il sistema, che consente di visionare i consumi dei singoli apparecchi elettrici e dell’intera abitazione, ha favorito un risparmio di energia ed emissioni fino al 14 per cento per abitazione.
Iniziativa simile è stata realizzata in altre cinquecento abitazioni nell’ambito del progetto Geuzenveld, che ha favorito la progressiva sostituzione dei rilevatori energetici in uso con display contenenti indicazioni e suggerimenti per migliorare il proprio consumo energetico residenziale.
Sul fronte della fornitura energetica legati ai trasporti, con Ship to Grid quasi duecento stazioni energetiche sono state installate per connettere le imbarcazioni ad una fonte di energia pulita che alimenta i congegni di bordo senza dover ricorrere agli inquinanti generatori diesel. Sperimentato inizialmente su cargo fluviali e piccole imbarcazioni da crociera, il sistema è disponibile attraverso una connessione attivabile via telefono dal comandante dell’imbarcazione.
Le iniziative del piano hanno riguardato anche numerosi edifici-simbolo della città. Tra questi il Nemo museo della scienza realizzato da Renzo Piano che ha scelto di investire sulla produzione di energia attraverso il tetto panoramico della sua struttura a forma di imbarcazione.
Un altro edificio storico della capitale, il De Balie, centro culturale tra i più innovativi del paese, ha fatto della sostenibilità la chiave per il suo rilancio affermandosi come struttura-pilota per l’applicazione di innovativi sistemi di monitoraggio e risparmio energetico da condividere con le migliaia di visitatori che partecipano alle attività sociali e culturali dell’edificio.
Come anche in altri progetti, la partecipazione dei cittadini si è rivelata determinante nella realizzazione degli interventi proposti dalla strategia, che ha trovato un importante momento di visibilità con la trasformazione di Utrechtsestraat nella prima via commerciale sostenibile e partecipata d’Europa.
Utrechtsestraat Climate Street è il nome del progetto che punta a diminuire le emissioni di Co2 attraverso l’azione di quaranta imprenditori del quartiere che hanno partecipato alla mappatura delle emissioni e alla progressiva installazione di Smart meters e Smart plugs per la riduzione dei consumi. L’installazione di sistemi di illuminazione a risparmio energetico nelle strade e alle fermate del tram hanno contribuito all’efficientamento degli spazi pubblici, come hanno fatto con l’installazione di cassonetti intelligenti BigBelly che grazie all’alimentazione solare sono in grado autonomamente di compattare i rifiuti e le fontane pubbliche ad osmosi inversa.
Il progetto Smart schools ha invece favorito la partecipazione di sei scuole elementari e dei propri alunni all’azione di promozione dell’efficienza energetica attraverso un portale online che ha messo a confronto le performance dei diversi istituti, dispensando consigli su come migliorare nel corso delle dieci settimane di gara.

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