ISTRUZIONE

Apre a Taranto il primo corso di laurea “P-Tech” italiano

Il percorso di sei anni, che inizierà durante le superiori, ha l’obiettivo di formare esperti in tecnologie digitali. Promotori dell’iniziativa Ibm con Politecnico di Bari, Ufficio scolastico regionale della Puglia, Confindustria, Angel Group e Ordine degli ingegneri

Pubblicato il 21 Ott 2019

Cereda-Enrico-IBM

Le lezioni partiranno dal 21 novembre, e interesseranno 120 studenti. Apre i battenti a Taranto il primo “P-Tech – esperti digitali” italiano: un percorso di studi di sei anni che ha l’obiettivo di formare i giovani alle professioni del futuro, realizzato da Ibm in partnership con partner pubblici e privati come Politecnico di Bari, Ufficio scolastico Regionale della Puglia, la Confindustria, Angel Group e Ordine degli Ingegneri. Si tratta di un modello formativo già diffuso all’estero, dove ha coinvolto finora 18 Paesi, 75 università e più di 600 partner industriali, e che entro la fine dell’anno porterà sui banchi circa 125mila studenti su scala internazionale.

Il modello formativo, che è stato messo a punto in conformità con le priorità e i piani del ministero dell’Istruzione, è stato pensato per creare sinergia tra la scuola secondaria di secondo grado, l’università e l’ecosistema industriale del territorio pugliese per promuovere i nuovi skill oggi richiesti dal mondo del lavoro e un apprendimento in grado di durare l’intera vita professionale.

“Questo progetto è un modello di collaborazione che ci auguriamo possa diventare una buona pratica in tutta Italia e sono contento che inizi da Taranto, una città del Sud – afferma Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Noi oggi dimostriamo che si possono acquisire delle competenze, che si può lavorare in modo molto innovativo per far sì che questo Paese sia una avanguardia di un nuovo modello di sviluppo. Questo è un esempio di collaborazione tra il mondo del settore privato e il mondo della formazione per fare anche delle nostre scuole i pionieri dal punto di vista della digitalizzazione, dell’information technology e di tutte quelle competenze che servono sempre di più in tutte le discipline in modo trasversale”.

“Il percorso di studi P-Tech – aggiunge Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia – risponde ad una delle più grandi necessità del Paese: colmare il divario tra percorsi formativi e mercato del lavoro. L’impatto indotto dallo sviluppo delle tecnologie sull’occupazione va gestito in modo responsabile e inclusivo, promuovendo una preparazione più in linea con le esigenze delle imprese. L’innovazione non potrà portare benefici a tutti noi senza un capitale umano adeguatamente preparato e protagonista”.

Dinamico perché rimodulabile ogni anno sulla base delle esigenze, il percorso per lo sviluppo delle competenze digitali si baserà sullo studio di tecnologie quali l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, il cloud, la blockchain e l’Internet of things – si legge in una nota di Ibm –  – tutte applicabili all’Industria 4.0 – al quale saranno associati corsi di ingegneria e di programmazione, ma anche di soft-skill e di etica. A completare l’iniziativa sono previste anche esperienze sul campo attraverso seminari, tutoraggi e stage forniti dai partner industriali.

Le lezioni si svolgeranno in uno spazio dedicato a Taranto e potranno essere seguite anche  via web in videoconferenza. Alla fine dei primi tre anni delle Superiori, gli studenti del P-Tech saranno in grado di continuare il percorso al Politecnico di Bari senza la necessità di affrontare i test di ingresso e, inoltre, potranno fare leva sui crediti formativi con cui accelerare il triennio accademico verso la laurea in Ingegneria informatica che prenderà il nome di “P-Tech Esperti Digitali”.

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