L'APPROFONDIMENTO

Tech war Usa-Cina, l’Europa decida come schierarsi

Di fronte alle schermaglie per la supremazia tecnologica gli Stati Ue possono giocare la loro partita, trainati dalle telco. La posta in gioco è il benessere economico e il futuro del lavoro nel Vecchio Continente

Pubblicato il 22 Ott 2019

Salvatore Improta

usa-cina

“Sarebbe opportuno che in Italia ed Europa si prenda finalmente coscienza che è in atto una drammatica , violenta competizione  tra sistemi industriali  di USA e Cina per la supremazia tecnologica e per il dominio dei processi di trasformazione digitale“.

Cosi Umberto de Julio si è espresso al Convegno Le Telecomunicazioni nel futuro digitale: la visione del Quadrato della Radio, che si è tenuto a Pontecchio Marconi il 19 Ottobre, sotto il coordinamento di Stefano Pileri, a cui è stato rinnovato il mandato di presidente del Quadrato per i prossimi tre anni.

Gli  Usa difendono gli Ott  da qualsiasi attacco, anche semplicemente dalla tassa del 3% sul fatturato promettendo alla Francia che l’ha applicata pesanti ritorsioni doganali  e bandiscono  Huawei  dalle forniture sul territorio americano. La Cina  ha i propri  Ott e dà il massimo supporto  a Zte e a Huawei nella loro espansione. I Paesi Europei devono decidere se semplicemente schierarsi o giocare la loro partita. La posta in gioco sono il benessere economico e soprattutto  i posti di lavoro del futuro in Europa.

L’Europa ha potenzialmente la capacità di giocarsi le sue carte e avere  un ruolo importante. Le industrie Telco europee   per molti  anni hanno fatto la storia delle Telecomunicazioni e hanno guidato fino ad ora i processi di trasformazione più importanti sia dal punto sistemistico che tecnologico. Possono e debbono giocare un ruolo trainante  anche nella avanzata digitale che sta trasformando profondamente  il mondo industriale  e sociale.

Ma è fondamentale che l’ Europa e l’ Italia comincino a difendere  la propria industria delle Telecomunicazioni,  così come Cina e Usa stanno facendo per la propria e ne favoriscano soprattutto dal punto normativo lo sviluppo nella giusta direzione. Basterebbe passare da  un atteggiamento Antitrust tradizionale ( attento solo alle quote di mercato e ai prezzi ai consumatori) a un atteggiamento volto al futuro ( attento all’innovazione e ai vantaggi per i consumatori del futuro)

Gli operatori Europei ed in particolare quelli  italiani hanno subito un sostanziale ridimensionamento schiacciati tra una rigida normativa, che li ha portare a competere solo sul prezzo (abbiamo gli Arpu tra i più bassi al mondo e la concorrenza degli Ott sui servizi di base (Sms e voce).

Allora è fondamentale una normativa che consenta in Europa la riduzione del numero di operatori, attraverso un processo di aggregazione di capitale e di risorse   umane  con l’obiettivo di creare 2/3 campioni con la capacità di contendere la leadership ai grandi player internazionali. Al tempo stesso,  eventualmente attraverso un processo di finanziamento all’innovazione, favorire la cooperazione tra questi campioni  ed i grandi  Telco tecnology provider  europei. I grandi sistemi delle Telecomunicazioni del passato sotto passati attraverso queste cooperazioni. Il  pieno sfruttamento delle  capacità e delle opportunità del 5G richiede lo sviluppo di un nuovo sistema di  creazione, controllo e gestione dei servizi di Telecomunicazione basato su  tecnologia cloud e intelligenza artificiale, che può nascere in Europa solo dalla cooperazione sinergica di tutte le forze in campo.

In Europa si insedia una nuova Commissione che, ci si augura , sarà più determinata nella difesa e nella promozione della nostra industria delle Telecomunicazioni , almeno con la stessa determinazione di quella che USA e Cina stanno usando per la loro.

Il resto del Convegno  è stato incentrato sulla  presentazione delle attività che un gruppo di soci del Quadrato della Radio, coordinato da Maurizio Decina e da Sandro Dionisi, ha svolto assieme ad altri esperti del settore per da un lato fotografare lo stato degli sviluppi della Banda Ultra Larga fissa e gli aspetti da indirizzare, con proposte atte a favorire uno sviluppo che allineino il Paese ai best in class europei.

Il lavoro produrrà, entro l’anno, un Position Paper articolato su quattro capitoli che affrontano  temi quali: la rilevanza sociale dello sviluppo verso una rete UBB per il Paese, il posizionamento dell’Italia nell’ambito di un contesto internazionale, gli aspetti di mappatura delle coperture Larga Banda, la domanda di servizi a Larga Banda in Italia e proposte per favorire una migrazione dallo stato attuale ad una rete a Banda Ultra Larga sia di carattere tecnico sia di carattere normativo-regolamentare.

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