IL VERTICE

TMobile-Sprint, ecco la nuova squadra post merger

Nominati i nuovi Cto e Cio e il vice presidente esecutivo delle tecnologie avanzate. Tre i rami di business tra cui i “prodotti emergenti”. Focus sui manager esperti di integrazione

Pubblicato il 13 Mar 2020

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T-Mobile Us ha annunciato il nuovo team manageriale dopo il sì alla sua fusione con Sprint, che sarà completata ad aprile. Le nomine sono state rese note in un’email al personale delle due telco e ufficialmente comunicate all’ente regolatore di Borsa americano, la Sec.

I nuovi dirigenti includono John Saw come Executive vice president of Advanced and emerging technologies, che riporta al president of technology Neville Ray. Saw è entrato in Sprint nel 2013, quando l’operatore mobile ha assorbito Clearwire, e ha coperto il ruolo di direttore delle attività di rete.

Nel top management entra anche Abdul Saad come Chief technology officer e Executive vice president, e riporta sempre al presidente della tecnologia Ray. Saad è entrato in T-Mobile quasi 20 anni fa e ha partecipato alle strategie di sviluppo della rete.

Cody Sanford è invece il nuovo Chief information and product officer, oltre che vice presidente esecutivo; riporta a Ray. Sanford pure viene dalle fila di T-Mobile, dove ha iniziato a lavorare più di 20 anni fa e ha coperto diversi ruoli manageriali, anche nel ramo tecnologie. Sanford è fra i dirigenti che hanno guidato l’integrazione di T-Mobile con MetroPCS. Oltre allo sviluppo di prodotto, Sanford e il suo team continueranno a dirigere i sistemi It.

Tre linee di business

Il nuovo operatore mobile avrà tre rami di business. Jon Freier e Mike Katz di T-Mobile rimarranno nei rispettivi ruoli di capo della divisione consumer e capo della divisione business/wholesale, mentre Dow Draper è stato nominato nuovo Vice presidente esecutivo dei prodotti emergenti e riporta direttamente al Ceo Mike Sievert. 

Draper è nelle fila di Sprint dal 2009, dove è stato, tra l’altro, Chief commercial officer e responsabile delle strategie commerciali, inclusi marketing e vendite per i marchi Sprint, Boost Mobile e Virgin Mobile. Il suo team lavorerà sulle opportunità di mercato al di là dell’attività core degli smartphone, guidando l’espansione di T-Mobile verso l’offerta broadband e video per il mercato residenziale e alcune tecnologie IoT. Svilupperà anche nuovi modelli di business nell’ambito del digitale e della pubblicità.

I leader dell’integrazione

Altri dirigenti di Sprint che entrano nel top management della nuova società sono Deeanne King come vice presidente esecutivo e capo delle Risorse umane (Chief Hr officer), e Nestor Cano, l’ex Coo di Sprint, chediventa ora Executive vice president of Integration and transformation e Strategic advisor per il Ceo. 

Sunit Patel, che ha diretto il programma di integrazione pre-merger, lascerà invece la telco dopo il completamento del deal. Patel era entrato in T-Mobile nel 2018; proveniva da CenturyLink, dove era stato Cfo.

Il lungo cammino del deal

Il via libera alla fusione da 26,5 miliardi di dollari fra T-Mobile e Sprint, che crea il terzo più grande operatore mobile negli Stati Uniti, è arrivato a febbraio. Le due società hanno trovato diversi ostacoli lungo il cammino (il merger è stato proposto ad aprile 2018). Dopo i rimedi imposti dal regolatore per questioni antitrust (l’apertura del mercato mobile a Dish Network cui sono stati ceduti alcuni asset) sono arrivate le cause di un gruppo di procuratori statali, guidati da New York e California, che sostenevano che il deal avrebbe danneggiato la concorrenza e l’innovazione e provocato un aumento dei prezzi per i consumatori.

Tuttavia, il giudice distrettuale Victor Marrero ha respinto il ricorso dei procuratori statali. Il giudice ha osservato che la “debolezza” di Sprint rende sensata la fusione con T-Mobile; tra l’altro ciò ha dato la spinta a Deutsche Telekom, che controlla T-Mobile, per rinegoziare con Softbank, proprietaria di Sprint, i termini dell’accordo in modo più vantaggioso.

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