IL DECRETO CURA-ITALIA

Scuola digitale, Azzolina: “Assunzione per 1.000 tecnici”

La ministra dell’Istruzione spiega quanto stabilito nel provvedimento: “Saranno esperti in didattica a distanza”. Intanto il Miur pubblica le linee guida sull’e-learning. E la Regione Piemonte guarda avanti: “Dopo l’emergenza banda ultralarga in tutti gli istituti”

Pubblicato il 18 Mar 2020

lucia - azzolina

Mille nuovi assistenti tecnici che, in questa fase di emergenza, potranno dare sostegno alle attività di didattica a distanza per le scuole. Lo spiega la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, delineando quanto previsto dal decreto Cura Italia.

Il provvedimento stanzia 85 milioni di euro per incrementare le piattaforme informatiche per la didattica a distanza. “Si tratta di una spesa – si legge nella relazione tecnica – corrispondente a circa 10mila euro per scuola”. Gli 85 milioni verranno impiegati in questo modo: 10 milioni di euro per consentire alle scuole “di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza”, o di potenziare “quelli già in dotazione”; 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, “dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme”, come tablet e computer, e la rete internet; 5 milioni per formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza.

Intanto il Miur pubblica sul sito le indicazioni operative sull’e-learning inviate alle scuole. “Ci lavoravamo da giorni – spiega su Facebook Lucia Azzolina – Ora è pubblicata e contiene anche una sezione specifica, importantissima, sui ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali che, oggi più che mai, meritano particolare cura e attenzione”.

Il vademecum sulla didattica a distanza

Tra i temi trattati nella nota cos’è la didattica a distanza, la questione della privacy, la progettazione delle attività, l’attenzione agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, la valutazione delle attività. “La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha due significati – si legge nel documento – Da un lato, sta servendo a mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattendo il rischio di isolamento e di demotivazione”. Dall’altro lato, è essenziale per “non interrompere il percorso di apprendimento”.

  • Scuola dell’infanzia. Per la scuola dell’infanzia è opportuno sviluppare attività, per quanto possibile e in raccordo con le famiglie, costruite sul contatto “diretto” (se pure a distanza), tra docenti e bambini, anche solo mediante semplici messaggi vocali o video veicolati attraverso i docenti o i genitori rappresentanti di classe, ove non siano possibili altre modalità più efficaci. Non si tratta, comunque, di nulla di diverso di quanto moltissime maestre e maestri stanno compiendo in queste giornate e stanno postando sul web, con esperienze e materiali che sono di aiuto alla comunità educante e costituiscono un segnale di speranza per il Paese.
  • Scuola secondaria di primo e di secondo grado. Stabilire il raccordo tra le proposte didattiche dei diversi docenti del Consiglio di Classe è necessario per evitare un peso eccessivo dell’impegno on line, magari alternando la partecipazione in tempo reale in aule virtuali con la fruizione autonoma in differita di contenuti per l’approfondimento e lo svolgimento di attività di studio. In particolare negli istituti tecnici e professionali, caratterizzati da una didattica declinata tipicamente nella duplice dimensione della teoria e della pratica laboratoriale, ove non sia possibile l’uso di laboratori digitali per le simulazioni operative o altre formule, che pure diverse istituzioni scolastiche stanno promuovendo, il docente progetta – in questa fase – unità di apprendimento che veicolano contenuti teorici propedeutici, ossia da correlare in un secondo momento alle attività tecnico pratiche e laboratoriali di indirizzo.

 La strategia del Piemonte

A fine emergenza collegheremo online tutte le scuole, con o senza governo. La posa della banda ultra larga non è più prorogabile”. È l’annuncio dell’assessore ai Servizi Digitali della Regione Piemonte, Andrea Marnati. “I dati piemontesi sull’uso di Internet – sottolinea Marnati – ufficializzano un’impennata dell’utilizzo della rete. Siamo quasi al limite del traffico e si rischia di arrivare al massimo disponibile. A fine emergenza collegheremo tutte le scuole piemontesi e le aziende con o senza il Governo, soprattutto nelle aree bianche, lontane dai grossi centri”.

“Il report settimanale di Topix sugli accessi al Web – spiega – ha evidenziato l’urgenza di migliorare le connessioni con la Bul. Il nodo torinese presso il Csi ha fatto registrare +150% seguito da quello milanese (+128%) e da quello in IT. Gate +127%”. “Ci potranno essere dei rallentamenti e dei problemi di connessione – rimarca – soprattutto la sera. Il monitoraggio di Topix evidenzia quanto sia improrogabile portare a termine l’infrastruttura della banda ultra larga. Ma serve una forte accelerata”.

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