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L’annuncio di Conte: “Un grande piano per la banda larga”

Nessun dettaglio per ora ma il Presidente del Consiglio riaccende i riflettori sulle nuove reti in occasione della presentazione del decreto Semplificazioni. Nel provvedimento, che già spinge l’infrastrutturazione abbattendo molta burocrazia, sprint a AppIO. Ok anche alla strategia nazionale di riforma 2021-2023: innovazione bussola del Recovery Plan

Pubblicato il 07 Lug 2020

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Stiamo lavorando, lo annunceremo tra breve, a un grande piano, a un grande progetto in materia di banda larga che è stato al centro delle riflessioni della consultazione nazionale a Villa Pamphilj”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa sul decreto Semplificazioni.

Il via libera del Cdm al decreto Semplificazioni

Il Cdm ha dato il via libera al decreto che riguarda anche la PA con una lunga lista di interventi.

In merito alla cittadinanza digitale e allo sviluppo dei servizi digitali della PA, si prevede: l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite Spid, Carta d’identità digitale (Cie) e tramite AppIO su smartphone; il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi; la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini; la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO; semplificazioni per il rilascio della Cie; una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della PA e via Pec degli atti giudiziari; la semplificazione della firma elettronica avanzata; il sostegno per l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici; regole omogenee per tutte le PA per gli acquisti informatici, la formazione digitale dei dipendenti pubblici e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini; la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA; la semplificazione e il rafforzamento della Piattaforma digitale nazionale dati, finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.

Si introducono misure per l’innovazione, volte a semplificare e favorire le iniziative innovative e, in particolare misura, le sperimentazioni mediante l’impiego delle tecnologie emergenti.

“L’ottica dietro al decreto – ha spiega la ministra della PA, Fabiana Dadone, in conferenza stampa – è quella di una PA che sia una vera e propria alleata di questa ripresa”.

”Molto spesso il tema legato ai tempi certi per l’erogazione di pratiche da parte della PA è tra le cose più richieste dai cittadini – ha puntualizzato – Il decreto dovrà essere uno stimolo alla PA per renderla migliore più efficace ed efficiente in particolare per quanto riguarda i tempi per l’erogazione delle pratiche”.

”I tempi di erogazione delle pratiche saranno pubblicati sui siti delle amministrazioni e parametrati a quelli previsti dalla legge”, ha spiegato ancora la ministra.

“Entro il 30 settembre – ha annunciato infine – verrà presentata l’agenda per la semplificazione 2020-2023 che discuteremo insieme a Regioni ed enti locali “.

Per le imprese, si prevedono: la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga; l’aumento dell’importo di erogazione in un’unica soluzione della “Nuova Sabatini” (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno.

“Con il decreto semplificazioni l’Italia toglie il piede dal freno della burocrazia e schiaccia l’acceleratore – scrive il ministro Gualtieri si Twitter- Sblocco cantieri e investimenti, procedure più snelle, digitalizzazione PA e green economy. Ora a tutta velocita’ verso un’Italia piu’ semplice e innovativa”.

Per la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, “la digitalizzazione è stata riconosciuta come strumento di semplificazione e di crescita per il nostro Paese: semplificazione della vita dei nostri cittadini, semplificazione efficienza della Pa e aumento della competitività delle aziende del nostro Paese”.

Il Programma nazionale di riforma

Realizzare un Paese innovativo e resiliente. È l’obiettivo dello schema del Programma Nazionale di Riforma 2020 (Pnr) illustrato all’ultimo Cdm dal ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri.

Il Piano delinea le politiche che il Governo intende adottare nel triennio 2021-23 per il rilancio della crescita, l’innovazione, la sostenibilità, l’inclusione sociale e la coesione territoriale, nel nuovo scenario determinato dal Coronavirus. Il documento traccia le linee essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) che il Governo metterà a punto dopo l’adozione dello Strumento Europeo per la Ripresa (“Next Generation EU”).

Lo schema è costruito intorno a tre linee strategiche: modernizzazione del Paese; transizione ecologica; inclusione sociale e territoriale e parità di genere.

Si punta al rilancio degli investimenti pubblici, con l’obiettivo di portarli stabilmente sopra il 3% del Pil, concentrandosi su diverse aree di intervento, tra cui: lo sviluppo delle reti di telecomunicazione e di trasporto, la green economy, la protezione dell’ambiente. Focus anche sulla PA digitale, infrastruttura strategica per accelerare sulla modernizzazione del Paese.

Previsto un aumento delle spese per l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo, puntando a incrementare la spesa pubblica per la ricerca e per l’istruzione di 0,4 punti percentuali di Pil nei prossimi tre anni.

Sul fronte degli investimenti privati, delineati diversi obiettivi: promuovere l’innovazione, favorire il consolidamento patrimoniale delle aziende, aumentare gli investimenti nell’economia reale, favorire la crescita dimensionale, incentivare il trasferimento o la riorganizzazione in Italia di attività svolte all’estero. Centrali anche interventi per il rilancio di importanti filiere e settori produttivi, come il settore sanitario, l’auto e la componentistica, il turismo e lo spettacolo, l’edilizia, la produzione di energia, la siderurgia.

In cantiere anche riforme volte a rafforzare la competitività dell’economia e a migliorare l’equità, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Tra queste: una amministrazione della giustizia più moderna e più efficiente; interventi sul sistema dell’istruzione, per una maggiore inclusione, più alti livelli di conseguimento educativo, e per ridurre il disallineamento fra le qualifiche richieste dalle imprese e quelle disponibili. Inoltre, una riforma tributaria che migliori l’equità e l’efficienza, riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro e aumenti la propensione delle imprese ad investire e a creare reddito e occupazione.

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