Risultati tutti migliori del previsto per i Gafa nel secondo trimestre mentre l’economia Usa affonda del 32,9% nello stesso periodo a causa dell’impatto della pandemia da Covid-19.
Le trimestrali di Google, Amazon, Facebook ed Apple registrano tutte un fatturato migliore delle previsioni. Il grande vincitore, tra i quattro colossi tecnologici, si conferma però la big company fondata da Jeff Bezos che deve proprio alla pandemia un’enorme impennata degli acquisti online.
Alphabet, primo calo dei ricavi ma meglio delle previsioni
Alphabet nel secondo trimestre dell’anno ha subito il primo declino nei ricavi della sua storia, una flessione del 2% a 38,3 miliardi di dollari provocata da tagli nei budget pubblicitari delle imprese colpite dalla pandemia che sono il motore del suo business. I profitti sono a loro volta diminuiti bruscamente a 6,96 miliardi, pari a 10,13 dollari per azione, dai 9,6 miliardi degli stessi tre mesi dell’anno scorso. Fatturato e utili hanno tuttavia battuto le previsioni, di un giro d’affari pari a 37,37 dollari e utili per azione di 8,21 dollari.
Il fatturato pubblicitario per l’intero gruppo è sceso a 29,9 miliardi da 32,5 miliardi. Una flessione da 2,6 miliardi, la prima in 22 anni, è avvenuta nelle attività “core”, il motore di ricerca Google. Meglio ha fatto la controllata nei video YouTube, che ha rastrellato 3,81 miliardi di entrate da inserzioni contro 3,78 miliardi previsti.
La divisione Other Bets, che raggruppa le scommesse più rischiose dell’azienda quali Waymo nell’auto self-driving, ha invece registrato un declino delle entrate a 148 da 162 milioni e perdite peggiorate a 1,1 miliardi. Il direttore finanziario Ruth Porat, parlando dell’outlook, ha messo in guardia dalla “incertezza del clima macroeconomico globale”.
Amazon mette il turbo
Le vendite di Amazon sono cresciute così velocemente da permettere al colosso di Jeff Bezos di archiviare il secondo trimestre con utili record. Il titolo ha reagito con un rialzo del 4%. I profitti si sono attestati, di fatto, a 5,2 miliardi di dollari, o 10,30 dollari per azione, raddoppiando quasi rispetto dai 5,22 euro dell’attivo per azione dello stesso periodo dello scorso anno e testando il record su base trimestrale. Tutto merito del fatturato, balzato del 40% dai 63,4 miliardi del secondo trimestre del 2019, fino a 88,9 miliardi, ben al di sopra dello stesso outlook di Amazon, che aveva previsto un giro d’affari compreso tra 75 e 81 miliardi. Gli analisti, in media, avevano previsto utili per 1,48 per azione su un fatturato di 81,45 miliardi. Il gruppo ha reso noto che il giro d’affari della divisione dell’e-commerce è balzato, in particolare, del 47,8% da 31,05 miliardi a 45,9 miliardi, meglio dei 39,89 miliardi attesi dal consensus. Nel Nord America, il fatturato online su base netta e presso i negozi fisici di Amazon – come nei suoi punti vendita di Whole Foods Markets – è balzato a 55,44 miliardi dai 38,65 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, mentre le vendite sui mercati esteri sono aumentate da 16,37 a 22,67 miliardi. Le vendite unitarie – che monitorano i veri ordini fisici da Amazon – sono volate del 57%, decisamente meglio del +18% del secondo trimestre del periodo precedente. La divisione di cloud computing Amazon Web Services ha assistito a un rialzo del fatturato a 10,8 miliardi, rispetto agli 8,38 miliardi precedenti, anche se meno degli 11 miliardi attesi dal consensus.
In ogni caso, la divisione Aws si è confermata la principale fonte di profitti per Amazon, con utili operativi totali di 3,36 miliardi, rispetto al totale degli utili operativi pari a 5,84 miliardi. Come ha detto Bezos nella sua audizione al Congresso Usa di mercoledì, il numero dei dipendenti di Amazon ha superato ora 1 milione, sebbene molti posti di lavoro siano considerati temporanei, in quanto aggiunti per centrare la domanda degli utenti nel periodo più cruciale della pandemia da coronavirus. Il fondatore del gigante americano dell’e-commerce, nel comunicare gli utili, ha reso noto che, “come da attese, abbiamo speso più di 4 miliardi a causa dei costi aggiuntivi legai al Covid-19, al fine di garantire la sicurezza dei dipendenti e per consegnare i prodotti ai clienti in questa fase di elevata domanda”. Costi sostenuti “con l’acquisto di prodotti personali di protezione, con la maggiore pulizia nei nostri centri, adattandosi alle nuove prescrizioni sulla sicurezza, aumentando i benefit alle famiglie, ed erogando un bonus di ringraziamenti di oltre 500 milioni a favore dei partner con cui lavoriamo per i servizi di consegna e dei dipendenti in prima linea”.
Utili al raddoppio per Facebook
Il colosso di Mark Zuckerberg ha riportato utili netti per 5,18 miliardi di dollari, o 1,80 per azione, rispetto ai 2,62 miliardi, o 91 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti avevano previsto per Facebook utili adjusted a 1,39 per azione. Il fatturato è salito dell’11% a 18,69 miliardi dai 16,89 miliardi precedenti e meglio dei 17,34 miliardi stimati dal consensus. Gli utenti attivi mensili (Monthly active users, o Mau, indicatore chiave della crescita del social e anche della sua capacità di attrarre pubblicità) sono aumentati a 2,7 miliardi, meglio dei 2,63 miliardi previsti dal consensus e rispetto ai 2,41 miliardi di unità riportata nello stesso periodo dello scorso anno. Gli utenti attivi giornalieri (Daily active users, o Dau) sono saliti del 12% a 1,79 miliardi, meglio degli 1,75 miliardi previsti. Nelle prime tre settimane di luglio, il tasso di crescita delle entrate pubblicitarie, su base annua, è stato in linea, all’incirca, con il tasso di crescita del fatturato del secondo trimestre, pari al 10%. Facebook ha detto di prevedere che, nel corso del terzo trimestre, il tasso di crescita delle entrate pubblicitarie sarà simile all’incirca a questa performance di luglio”.
Affrontata anche la questione del boicottaggio deciso da diverse aziende, che hanno deciso di ritirare le loro inserzioni pubblicitarie da Facebook aderendo alla campagna Stop Hate For Profits, nata per contrastare l’odio in rete. L’effetto del boicottaggio sui conti non sarà noto prima della pubblicazione del bilancio del terzo trimestre.
L’iPhone SE traina i conti di Apple
Apple vince la sfida del Covid-19, tanto da riuscire a riportare risultati trimestrali record. Nel comunicare il bilancio, il colosso ha annunciato anche un piano per procedere a uno split azionario, al fine di rendere i suoi titoli “più accessibili a una gamma più ampia di investitori”. Nel suo terzo trimestre fiscale, Apple ha riportato utili netti in crescita a 11,25 miliardi di dollari, o 2,58 di dollari per azione, in rialzo rispetto ai 10,04 miliardi, o 2,18 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti intervistati da FactSet avevano previsto un attivo per azione di $2,05. Il fatturato è salito a 59,7 miliardi dai 53,81 miliardi, meglio dei 52,24 miliardi attesi dal consensus. Il colosso guidato da Tim Cook ha beneficiato delle forti vendite dell’iPhone SE ad aprile e dai miglioramenti che hanno interessato i mesi di maggio e giugno rispetto a quello di aprile, grazie all’allentamento delle misure di lockdown.
“Continuiamo ad assistere a un forte ciclo con gli iPhone 11 e 11 Pro. Di conseguenza, combinando un forte ciclo con il lancio dell’iPhone SE e con la riapertura dei negozi etc, credo di poter dire che ci sono stati molti fattori che sono andati nella giusta direzione”, ha commentato il ceo Tim Cook nella call sui risultati di bilancio.
Allo stesso tempo, il Covid ha avuto un impatto negativo, in generale, sugli iPhone e sulle categorie di dispositivi indossabili a causa della chiusura dei negozi, così come sui prodotti assicurativi Apple Care. Il direttore finanziario Luca Maestri ha confermato che il lancio del prossimo iPhone sarà posticipato di “qualche settimana” rispetto ai cicli precedenti, quando i nuovi smartphone erano disponibili per la vendita verso la fine di settembre. Riguardo allo split azionario, Apple ha annunciato che il cda ha approvato uno split di 4 a 1 per gli azionisti di Apple.