LE RACCOMANDAZIONI

Women20: “Digitale strumento chiave per abbattere il gender gap”

Il gruppo del G20 lancia la sfida ai leader mondiali: “Investire nell’imprenditorialità femminile per realizzare una società più giusta e competitiva”

Pubblicato il 22 Ott 2020

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Women 20 (W20), l’engagement group del G20 impegnato nell’elaborazione di proposte sul tema della parità di genere, lancia una sfida ai leader globali, affinché vengano intraprese azioni concrete in ottica digitale a favore dell’emancipazione economica femminile.

Nella proposta presentata a Majid Alqassabi, responsabile del G20 per il Commercio e gli Investimenti e rappresentate della presidenza, si stilano alcune raccomandazioni, così da realizzare appieno l’Agenda Onu sullo Sviluppo sostenibile e centrare l’obiettivo comune di una crescita solida, sostenibile ed equilibrata, “possibile solo attraverso l’emancipazione sociale ed economica delle donne”, precisa il testo.

“Affrontare i problemi causati dalla pandemia di Covid-19 è necessario e urgente, tenendo soprattutto in considerazione l’impatto negativo e sproporzionato che questa sta avendo sulla vita delle donne in tutto il mondo – sottolinea Women 20 – La pandemia di Covid-19 offre ai leader del G20 l’inaspettata opportunità di ripristinare le economie dei maggiori Paesi al mondo, pianificando una ripresa basata sull’inclusione e riconoscendo che proprio la piena ed equa partecipazione delle donne all’attività economica la rende possibile. Una volta adottate e attuate, le raccomandazioni del W20 possono fungere da strumento per raggiungere la parità di genere”.

Tra le misure chiave che i leader del G20 sono chiamati ad adottare per accelerare la ripresa economica, sulla scia della pandemia di Covid-19, garantendo economie più inclusive: stimolare la partecipazione delle donne all’imprenditorialità, sostenendo l’avvio, la crescita e la solidità economica delle imprese gestite da donne, in particolare nel commercio elettronico e nell’economia digitale; aumentare l’accesso alla tecnologia digitale per donne e ragazze, con particolare attenzione alle aree remote e rurali, attraverso investimenti in infrastrutture, connessione ad alta velocità e formazione professionale; assicurare l’accesso e la partecipazione di donne e ragazze all’istruzione e alla formazione, anche online; garantire una pari rappresentanza delle donne in tutti i livelli decisionali, sia nel settore privato sia in quello pubblico; adottare una pianificazione fiscale che risponda alle esigenze di genere, sulla base di valutazioni di impatto, così che la ripresa dalla pandemia possa fare affidamento anche sulla forza lavoro femminile; aumentare in modo significativo gli investimenti nelle infrastrutture sociali, così da creare posti di lavoro e incentivare la ripresa fornendo un’assistenza accessibile e di qualità per bambini, persone a carico e anziani, aumentando la disponibilità e l’accesso a un’assistenza sanitaria di alta qualità,; attuare meccanismi di protezione sociale e del reddito che coinvolgano tutti i lavoratori (nelle economie formali e informali), con particolare attenzione a quelli essenziali, part-time o autonomi e alle fasce vulnerabili della popolazione, in particolare nei Paesi a basso reddito; collaborare con le istituzioni finanziarie pubbliche e private per sviluppare prodotti finanziari digitali innovativi e facilmente accessibili, che possano incrementare l’utilizzo da parte delle donne dei servizi finanziari; finanziare la ricerca e la raccolta di dati disaggregati per genere sul corso della pandemia.

“Se non interveniamo subito, la pandemia continuerà a esacerbare le disuguaglianze di genere, a esporre le profonde vulnerabilità dei sistemi sociali, politici ed economici, e a far regredire le conquiste ottenute finora in termini di parità tra donne e uomini – spiega Horaya Obaid, presidente del W20 – Ancora una volta, le donne subiranno un impatto negativo sproporzionato e saranno lasciate da sole a sopportare il peso di una crisi multidimensionale. I leader del G20 devono agire tempestivamente; se non lo faranno quest’anno, nel momento in cui le crepe nelle nostre diverse culture si sono rese così evidenti, così come quelle nelle politiche, nei servizi pubblici e nei programmi di sostegno alle donne, allora quando? Se non ora, che il mondo intero si trova ad affrontare la sfida della ripresa economica, allora quando?”

Il W20 esprime “preoccupazione per la mancanza di un riconoscimento diretto da parte dei leader mondiali sull’impatto che la pandemia e le risposte nazionali stanno avendo sulle donne. Finora, i pacchetti di aiuti adottati dai governi di tutto il mondo e le dichiarazioni del G20 non hanno tenuto conto delle specifiche esigenze finanziarie e istituzionali delle donne. Il comunicato consegnato è orientato ad affrontare queste carenze e a raggiungere un cambiamento sostenibile e duraturo per le donne a livello globale”.

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