L'INDAGINE

Trentino Ngn nel mirino dell’Antitrust Ue

La Commissione europea ha avviato un’indagine per valutare se la jv Telecom Italia-Provincia di Trento violi o meno la normativa Ue in materia di aiuti di Stato. Il commissario Joaquin Almunia: “Fondamentale garantire che i fondi pubblici non vengano utilizzati per favorire un singolo operatore”. La Provincia: “Atto dovuto. Piena disponibilità a collaborare”

Pubblicato il 25 Lug 2012

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Il progetto della fibra trentina nel mirino dell’Antitrust Ue. La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare la compatibilità con la normativa Ue in materia di aiuti di Stato della joint venture Trentino Ngn tra la provincia di Trento e Telecom Italia, che prevede la costruzione di un’infrastruttura in fibra ottica. La Commissione ha dubbi sul fatto che il progetto venga realizzato a condizioni che un investitore privato operante in condizioni di mercato avrebbe accettato. L’avvio dell’indagine approfondita offre alle parti interessate l’opportunita’ di presentare osservazioni sulla misura in questione, senza pregiudicare l’esito del procedimento.

“Gli investimenti pubblici nelle reti a banda larga ultraveloci favoriscono la crescita e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda digitale dell’Ue – spiega Joaquin Almunia, commissario alla Concorrenza – E’ tuttavia fondamentale garantire che i fondi pubblici non vengano utilizzati per favorire un particolare operatore del mercato, per alterare le condizioni di

Bruxelles ha avviato l’indagine dopo esposto di Fastweb, Vodafone e Wind Bruxelles che hanno espresso più volte il proprio concreto interesse a partecipare all’iniziativa, presentando alla Provincia dettagliati business plan a cui – stando a quanto dicono gli operatori – non sarebbe stato dato riscontro nonostante il progetto sia sempre stato dichiarato come “aperto”.

L’inchiesta analizzerà il conferimento di capitale di 50 milioni di euro da parte della provincia di Trento a favore di una joint venture con Telecom Italia, che dovrebbe partecipare con un semplice contributo in natura, consistente nel trasferimento dei diritti relativi alla sua infrastruttura in rame esistente. Tale infrastruttura verrebbe poi interrotta, una volta che la rete a fibre ottiche diventerà operativa. Successivamente, in virtù di un’opzione di acquisto, Telecom Italia potrebbe diventare il proprietario unico della joint venture. La Commissione vuole dunque verificare se esista un vantaggio economico indebito per Telecom: se questo dovesse essere confermato, la misura verrebbe a costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato Ue e la sua compatibilità dovrebbe essere valutata alla luce degli orientamenti dell’Ue sulla banda larga.

La notizia dell’apertura dell’indagine non sorprende la Provincia di Trento che parla di “un atto dovuto a seguito di un esposto presentato da alcune società concorrenti”. “La notizia dell’apertura dell’indagine, volta ad accertare il rispetto delle norme Ue sugli aiuti di stato – viene detto in una nota -, era già nota agli uffici provinciali, che hanno fornito alla Commissione tutti gli elementi conoscitivi utili ad istruire il procedimento. Nessuna sorpresa, dunque ma serena attesa del pronunciamento della Commissione e piena disponibilità a fornire ogni altro elemento utile per una veloce positiva conclusione della verifica, anche attraverso modifiche migliorative del progetto che, si ritiene, potranno meglio essere definite dopo che si saranno conosciute le considerazioni della Commissione Ue”.

Nel febbraio 2011 nel firmare a Trento l’accordo per la gestione del cosiddetto ultimo miglio della fibra ottica il governatore Lorenzo Dellai e Franco Bernabè, allora ad di Telecom Italia, avevano parlato di “un accordo capace di abbinare le esigenze della comunità locale con le opportunità operative garantite da una realtà internazionale”.

La formula ricalca la filosofia operativa già sperimentata nel settore energia con Enel ed Edison. In quest’ultimo caso la società Dolomiti Energia (braccio operativo locale) ha acquisito il 51% delle due NewCo Hydro Dolomiti Enel srl e Dolomiti Edison Energy, che complessivamente controllano poco meno di trenta centrali idroelettriche installate in Trentino, per una produzione annua di oltre tre miliardi di Kilowattora. Nel caso di Trentino Ngn la Provincia autonoma ha provveduto a realizzare le dorsali in fibra ottica lungo le valli del Trentino e sulle quali si innesteranno le derivazioni nei centri abitati sino alle 150mila singole abitazione.

In sostanza la Provincia autonoma di Trento – attraverso Trentino Network – ha realizzato l’asse principale dei collegamenti, paragonabile al ruolo svolto in Trentino-AA dall’Autostrada del Brennero, mentre Trentino Ngn dovrà realizzare e curare – sempre rimanendo in tema di trasporti – gli svincoli di uscita dall’A22. Questi ultimi, in base all’accordo firmato nel febbraio 2011 potranno poi venir ceduti a Telecom permettendo all’ente pubblico di rientrare dagli investimenti fatti. Per la Provincia autonoma di Trento – era stato detto – rimarrà comunque la garanzia di poter comunque riscuotere il pedaggio, cioè il canone d’uso, per quanto riguarda i passaggi dati lungo le dorsali.

E sulla decisione della Ue è intervenuta anche la politica. “Dell’indagine aperta dalla Commissione Europea sulla joint venture tra Provincia di Trento e Telecom per la realizzazione dell’infrastruttura in fibra ottica non possiamo ovviamente prevedere l’esito – dice Enzo Raisi, capogruppo di Fli nella Commissione attività produttive della Camera dei Deputati – Ma è evidente che anche questo caso ripropone la questione politicamente sensibile del rapporto tra gli investimenti pubblici nella banda larga e la tutela delle condizioni di trasparenza e di concorrenzialità nel mercato delle Tlc. I rapporti tra pubblico e privato, per la natura degli interventi e la portata degli investimenti, devono essere regolati in forma neutrale, senza favorire alcun operatore e soprattutto senza riconoscere all’ex monopolista posizioni di vantaggio e di privilegio”.

Il senatore del Pdl, Alessio Butti apprende “con soddisfazione l’annuncio da parte della Commissione Europea di avviare un’indagine sulla partnership tra Telecom Italia e la Provincia Autonoma di Trento sulla fibra ottica”

“E’ particolarmente positivo l’impegno costante della Commissione per evitare che modelli anticoncorrenziali possano diffondersi in Italia e in Europa in un settore cruciale come quello delle reti di nuova generazione . spiega – E’ fondamentale, poi, accertare che i fondi pubblici vengano utilizzati a vantaggio della concorrenza e quindi di tutti i cittadini, e non per favorire la nascita di nuovi monopoli”.

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