L'INTERVISTA

Intermatica, il ceo Nasso: “Approccio data-driven chiave della business transformation”

Riflettori sulla partnership appena siglata con Fico, player internazionale specializzato negli analytics: “Alleanza win-win per la contaminazione tecnologica e l’estensione delle soluzioni a tutti i segmenti di mercato”

Pubblicato il 22 Mar 2021

Intermatica&FICO_Partner1

“I dati vengono spesso definiti ’il petrolio del nuovo millennio’, rinnovabili all’infinito per definizione. Oggi l’economia si basa sui dati, un approccio data driven consente alle aziende di prendere decisioni rapide, mirate ed efficaci. L’Internet of Things e l’iper automation creano innumerevoli opportunità in questo senso e stanno determinando nuove esigenze sul piano della raccolta e gestione dei dati. Parliamo di Advanced Analytics, tecnologie che permettono di utilizzarli non solo in modalità descrittiva ma anche in modalità predittiva e prescrittiva, anticipando problemi e comportamenti, bisogni e tendenze”. Lo afferma in un’intervista a CorCom Maurizio Nasso, CEO di Intermatica, player italiano nel campo delle Tlc e system integrator con oltre 20 anni di presenza su mercati strategici quali Energy&Utility, Telecomunicazioni, Difesa e Protezione Civile. Intermatica ha appena ufficializzato una partnership con FICO, società internazionale specializzata in soluzioni di Analytics e supporto alle decisioni “data driven”, per offrire al mercato soluzioni ad alto contenuto tecnologico, in grado di abilitare il percorso di business transformation dei Clienti.

Nasso, quali sono le opportunità più significative abilitate dalle tecnologie per l’approccio data-driven dal punto di vista di Intermatica e della sua attività?

Intermatica ha due “anime”: siamo un carrier ed un system integrator allo stesso tempo. Forniamo soluzioni di connettività a 360°, tecnologie di Industrial-IoT per la sicurezza ed il monitoraggio di infrastrutture critiche (come ad esempio quelle basate su Narrowband alle quali abbiamo applicato la tecnologia satellitare di ultima generazione) e di Safety del personale preposto alle attività in campo, che consentono di raccogliere e trasmettere a chi di dovere una mole significativa di informazioni preziose. Le tecnologie di Business Intelligence ci permettono di offrire soluzioni “end-to-end” ai nostri Clienti, non solo dal punto di vista della sicurezza ma anche da quello dell’ottimizzazione e dell’efficientamento delle grandi infrastrutture, un tema molto caldo in questo momento.

Ci sono verticali – anche guardando ai principali clienti di Intermatica – in cui l’adozione di soluzioni che sposano l’approccio data-driven può essere considerata più urgente o in generale più promettente?

Certamente. Uno dei vertical più interessanti in questo momento riguarda il settore Energy&Utility, che sta adottando soluzioni Analytics di optimization delle reti di distribuzione sia in campo elettrico sia idrico, infrastrutture notoriamente complesse da gestire, geograficamente distribuite e mission critical. Ma anche settori come le Telco, la Grande Distribuzione, i Trasporti, per non parlare del Fintech, stanno adottando soluzioni basate su sofisticati modelli matematici al fine di prendere le migliori decisioni nel più breve tempo possibile, coniugando la necessità di offrire servizi sempre più competitivi ed in linea con le esigenze della clientela (riducendo al minimo i rischi) a quella di ridurre significativamente il time-to-market per battere la concorrenza e guadagnare market share. Oggi uno dei trend chiave per le Aziende che competono sui mercati globali è l’applicazione di logiche “people centric” ed i big data anche in questo caso vengono in aiuto nello sviluppare quello che viene definito da Gartner l’”Internet of Behaviors”, che deve necessariamente offrire un vantaggio reciproco ad entrambe le parti per non rischiare di essere rifiutato dai Clienti finali.

Come nasce la partnership con FICO, e quali reciproche opportunità vi aspettate di poter cogliere da questa alleanza, che vede Intermatica come partner esclusivo di FICO per l’Italia?

Nasce dalla comune volontà di allargare i propri orizzonti con soluzioni complementari in grado di accelerare il processo di trasformazione digitale dei Clienti. La complementarietà tra noi e FICO è nei fatti, sia in termini di soluzioni sia in termini di mercati presidiati: una partnership win-win che consente, da un lato, una “contaminazione” tecnologica significativa, dall’altro, di poter far leva sul rispettivo posizionamento per offrire soluzioni praticamente in tutti i settori di mercato.

Con la pandemia la corsa alla digitalizzazione ha subito un’accelerazione decisiva in molti settori. Questo periodo storico può rappresentare un’occasione per colmare un gap tecnologico ed entrare con decisione nell’era digitale per il tessuto produttivo del nostro Paese? Che segnali state ricevendo dal mercato?

Assolutamente sì. Al di là degli aspetti legati allo smart working, la pandemia ha “costretto” molti player a ripensare il proprio modello di business in pochissimo tempo, riducendo di fatto il gap tecnologico anche se per necessità. Oggi abbiamo tutti maggiore consapevolezza della potenzialità delle tecnologie digitali e di come la loro adozione può supportare una rinascita per il tessuto produttivo del Paese, perdere questa occasione sarebbe folle. Noi abbiamo una naturale predisposizione alla R&D, alla sperimentazione di nuove soluzioni partendo da esigenze reali che i nostri Clienti ci rappresentano quotidianamente, legate alla necessità di raggiungere comunque gli obiettivi del loro piano industriale. Ciò consente ad Intermatica di porsi come partner tecnologico che può aiutare ad accelerare l’evoluzione dei processi aziendali grazie all’innovazione e nonostante le difficoltà del momento, predisporre le strategie per il Post Covid. I riscontri in tal senso sono molto confortanti e rappresentano per noi uno sprone a spingere sull’acceleratore per essere uno dei protagonisti della transizione tecnologica del Paese.Stiamo lavorando al fianco di Aziende che hanno compreso che la trasformazione non riguarda solo i processi ed i modelli di business, ma il modo stesso di fare innovazione. Coloro che stanno adottando modelli di business data driven iniziano a manifestare segnali di concretezza con porte aperte sugli scenari competitivi.

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