L'APPROFONDIMENTO

Italia digitale, De Nicola (Ampioraggio): “Serve una rete di intelligenza collettiva”

La Fondazione punta alla costruzione di un ecosistema nazionale per ridurre le distanze tra domanda e offerta di innovazione e aumentare la competitività di Pmi e startup. L’analisi del cofondatore

Pubblicato il 06 Apr 2021

Giuseppe De Nicola

cofondatore di Ampioraggio

digitale-reti

L’innovazione si fa con l’intelligenza collettiva. Partendo da questo assunto la Fondazione Ampioraggio ha creato una rete di “intelligenza collettiva” che è diventato il punto di forza dell’ecosistema, centinaia di persone (prima ancora che imprenditori, ricercatori, dirigenti e professionisti) che hanno condiviso l’idea di “unire punti” per portare l’innovazione lontana dai luoghi comuni sul tema.

L’obiettivo finale è la costruzione di un ecosistema nazionale per ridurre le distanze tra domanda e offerta di innovazione, in un paese che si trova indietro su tutti gli indici sul tema a livello internazionale (es. Desi 2020) con un impatto diretto sullo sviluppo competitivo del sistema produttivo e pubblico, sempre meno capaci di adattarsi alle sfide globali.

Decine di incontri, da nord a sud e una missione in Svezia per comprendere i meccanismi della principale startup nation europea, hanno consolidato una rete di relazioni che si ha generato ricadute dirette in termini di investimenti, sinergie tra startup e mercato, collaborazioni e coesione territoriale.

Il progetto, nato nel 2016 dall’esperienza dei soci fondatori (Giovanna Ruggiero, presidente, Massimo Di Filippo, Carmine De Donato e Giuseppe De Nicola) oggi conta su una rete di 130 soci provenienti da 15 regioni italiane e 3 paesi esteri, coinvolge partner industriali e istituzionali come Infratel Italia, Invitalia, AgID, Fos, Star Investiment Holding (Ch), 42N (USA), 8 centri di ricerca, centinaia di startup e pmi innovative coinvolte e un comitato scientifico composto da esperti di innovazione in diversi campi.

Su tutto l’intuizione “fortuita” dell’evento Jazz’inn, il format di slow dating for innovation sperimentato per la prima volta nel 2017 a Pietrelcina, il borgo del Sannio tra quelli coivolti del progetto Mise “Smarter Italy”.

Un evento che mescola giornate di matching lento e informale tra case givers e innovatori e serate di musica jazz e convivialità, tra i vicoli di un paese del Sud che ha favorito, in modo imprevisto, l’incontro tra i partecipanti e stimolato ulteriori ricadute proprio grazie alla lentezza e ad un’informalità che ha fatto fluire idee collaborative tali da generare oltre 60 progetti di sviluppo e open innovation, facendo diventare Pietrelcina uno dei 12 borghi del futuro della sperimentazione Smarter Italy di Agid, la sede meridionale dell’accademy del gruppo FOS Spa, l’hub del progetto Smart&Slow Italy (il progetto che punta a creare una smart comunity di oltre 100 borghi tra Campania, Molise e Puglia) e luogo selezionato dal Mibact per il progetto dimore d’artista Art&Soul.

Il format lo scorso anno era previsto in altre 3 località (Molise, Marche e Piemonte) e sarebbe stato presentato nell’aula dei gruppi parlamentari per la seconda volta e a fine anno lanciato anche a San Francisco e Stoccolma, mete di 2 missioni estere annullate come tutto il resto (tranne la IV edizione di Pietrelcina) per effetto della pandemia.

I prossimi passi di Ampioraggio

Ampioraggio, che si appresta a trasformarsi in Fondazione di Partecipazione riconosciuta, nel frattempo è diventata Associazione Riconosciuta da CdP Venture per il fondo rilancio, Ente Partner di Invitalia per gli incentivi Resto al Sud, partner di Infratel Italia Spa per la valorizzazione del progetto WiFi Italia, parte di uno dei 40 Rti che hanno superato la prima fase di selezione del bando per gli European Digital Innovation Hub, dell’ATI Kinesis, progetto Erasmus vincitore di un bando per la riqualificazione delle aree interne.

Il tutto frutto di un grande lavoro di squadra che ha messo le competenze dei soci al servizio di imprese, enti, startup e istituzioni per sostenere progetti che abbiano come obiettivo generare investimenti sostenibili e non semplicemente spendere risorse pubbliche, cercando di generare risultati misurabili e oggettivi grazie ad approcci di social innovation in grado di far convivere le tecnologie con il loro uso efficace, per rilanciare le imprese italiane, far rinascere le aree interne e dare alle Pmi e alle startup innovative un mercato e una rete di alleati interessati a farle crescere.

Il prossimo appuntamento con Jazz’inn è stato presentato lo scorso 26 marzo in un webinart introdotto dalla prof.ssa Flavia Marzano che è stato l’occasione per illustrare i prossimi progetti di Ampioraggio (il riconoscimento giuridico e lo sviluppo di una piattaforma digitale di open innovation dell’ecosistema), i risultati ottenuti in questi anni e il  programma degli appuntamenti di Pietrelcina che quest’anno prevedono 6 giornate (al posto delle consuete 3) dal 26 al 31 luglio, con il lancio del progetto Jazz’Out (l’evento esteso in contemporanea a Campodipietra e Bovino, in Molise e Puglia) per coinvolgere i giovani dai 18 ai 26 anni su approcci nuovo al mondo del lavoro che verrà. Ad arricchire il pomeriggio ci sono stati sia i partner consolidati (Eleonora Fratesi, presidente di Infratel Italia, Guglielmo de Gennario di Agid e Gianmarco Verachi di Invitalia) che un focus group di 11 esperti, coinvolti da Flavia Marzano, che hanno scoperto Ampioraggio e fornito spunti di collaborazione:

Sila Mochi, #InclusioneDonna,
Agostino Santoni, Cisco
Elena Marchetto, Fastweb
Roberto Reale, Eutopian
Salvatore Marras, Formez.
Nello Iacono, Repubblica Digitale
Michele Benedetti, Politecnico Milano
Raffaele Gareri, Roma Capitale e The Smart City Association Italy
Massimiliano Gambardella, PagoPA

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