Anche il Comune di Roma scende in campo per i call center di Almaviva. L’Assemblea capitolina ha approvato la mozione che chiede la convocazione di “un tavolo di concertazione con il governo, la Regione Lazio, i sindacati, Roma Capitale e la società Almaviva Contact Spa per evitare eventuali perdite di posti di lavoro e salvaguardare un’importante realtà aziendale presente nel territorio di Roma Capitale”. Nel mirino il call center di via Lamaro, a Roma, dove lavorano 632 addetti ceh rischiano il licenziamento.
La mozione è stata firmata da tutti i capigruppo capitolini. Subito dopo l’approvazione, si è chiusa l’assemblea capitolina ed è in corso la riunione dei capigruppo. I dipendenti di Almaviva Contact, con sede sulla Tuscolana, protestano da settimane per scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro.
La mozione del Comune segue l’incontro dello scorso venerdì in Regione tra i sindacati e i vertici dell’azineda. In quell’occasione la società si è detta “consapevole che fra i 632 lavoratori vi sono anche persone che hanno sempre operato in maniera adeguata, ma gli indicatori del sito in questione, paragonati a quelli presenti in altri centri del Gruppo producono un impatto che incide negativamente sul conto economico per un 34% rendendo impossibile raggiungere il necessario equilibrio”.
Il gruppo di proprietà della famiglia Tripi ha poi respinto l’accusa di “volere spostare commesse al Sud al fine di ottenere incentivi pubblici per aumentare i propri utili”. Ha inoltre ribadito che “al fine di evitare strumentalizzazioni, rinuncerà a qualunque contributo o agevolazione che dovesse derivare dal trasferimento delle commesse in questione presso altri siti produttivi, o, in alternativa, utilizzerà integralmente i benefici in questione per premiare i dipendenti più meritevoli”.