INVESTIMENTI

Cloud, l’Italia accelera. Ma pesa l’incognita cybersecurity

Secondo la Global Tech Trends Survey di Equinix oltre due terzi dei responsabili IT prevede la migrazione sulla nuvola delle applicazioni mission critical. Ma la priorità viene assegnata all’incremento della sicurezza informatica e della protezione dati

Pubblicato il 23 Set 2021

cloud

Migrazione verso il cloud passaggio strategico per infrastrutture digitali a prova di futuro. Ma l’aumento di cyberattacchi spinge le aziende a cautelarsi rafforzando le difese informatiche. E’ lo scenario dell’Italia disegnato dalla Global Tech Trends Survey di Equinix secondo cui in Italia più di due terzi (71%) dei responsabili IT prevede di spostare più funzioni sul cloud, un numero leggermente in calo rispetto allo scorso anno (79%).

Sì al cloud, ma la sicurezza è prioritaria

Complessivamente l’86% dei responsabili IT italiani afferma che la digitalizzazione della propria infrastruttura IT è una priorità assoluta, con l’83% che lavora per migliorare l’esperienza dell’utente. Quasi la metà (46%) degli intervistati ritiene che la minaccia di data leak e di violazioni della sicurezza, come risultato di una maggiore adozione del cloud, sia una dei maggiori rischi a livello globale. E l’89% dei leader digitali in Italia dichiara di dare la priorità al miglioramento della sicurezza informatica della propria organizzazione.

“Scopo del nostro report ogni anno – dice Emmanuel Becker, Managing Director di Equinix Italia – è indagare sulle necessità e le preoccupazioni delle aziende così da supportarle e aiutarle ad accelerare la loro trasformazione digitale. La migrazione di funzioni verso il cloud è una componente chiave di una solida infrastruttura digitale, ma molti leader digitali sono preoccupati per i rischi associati percepiti. In Equinix, stiamo lavorando con i leader digitali per mitigare i rischi, offrendo una piattaforma interconnessa che consente lo scambio diretto e sicuro di dati tra le aziende per sostenere il successo futuro dei clienti”.

Cosa succede a livello globale

A livello globale la necessità di rimanere competitivi e soddisfare le crescenti richieste degli utenti ha portato a un balzo dal 15% al 37% delle aziende che affermano di voler trasferire le applicazioni business-critical nel cloud nel 2020-21, rispetto all’anno precedente.

Dallo scoppio della pandemia globale da Covid-19, il rischio di cyberattacchi si è notevolmente ampliato. La criminalità informatica costa all’economia mondiale più di 1 trilione di dollari, con un costo medio per le organizzazioni stimato in più di mezzo milione di dollari per attacco.

Il rischio è stato aggravato dal gran numero di aziende che stanno rapidamente spostando la propria capacità di rete per soddisfare i crescenti volumi di traffico dati dei lavoratori da remoto. Questo ha provocato un’impennata nella migrazione verso il cloud e una diffusa implementazione dell’infrastruttura digitale basata su cloud come parte di una strategia di infrastruttura ibrida.

“Gli spostamenti nei centri abitati – spiega Jennifer Cooke, Research Director, Edge Strategies, Idc – il crescente verificarsi di attacchi informatici, i volumi di dati in rapida espansione e le esigenze di conformità, la creazione di ecosistemi aziendali e la trasformazione verso il business digitale, stanno guidando la necessità di un nuovo approccio all’infrastruttura digitale. Queste forze di mercato stanno spingendo i leader IT a considerare le migliori strategie e a dare priorità agli investimenti attraverso il digital core, l’edge e lo scambio di dati”.

La minaccia di cyberattacchi

Stando al report il 70% degli intervistati a livello globale ritiene che la migrazione al cloud sia una priorità assoluta, con l’80% concentrato sulla digitalizzazione della propria infrastruttura IT. Questa mossa non viene fatta “alla leggera” – si legge nel report – con la minaccia di data leak/cyberattacchi come risultato di una maggiore adozione del cloud percepita come una delle maggiori minacce per le organizzazioni in tutte e tre le regioni: 52% in America, 50% nell’Asia-Pacifico, 45% nell’Emea.

“Preoccupazioni non infondate”, si legge nel report che rivela una crescita del numero di dispositivi degli utenti e delle risorse cloud, il che significa che le organizzazioni devono essere consapevoli dei rischi per la sicurezza distribuiti come gli attacchi DDoS, che sono cresciuti oltre il 270% rispetto all’anno precedente.

Secondo Michael Montoya, Chief Information Security Officer, Equinix, “la trasformazione digitale è essenziale per la sopravvivenza del business. Ogni azienda sta diventando una software company e la pandemia ha accelerato la necessità di trasformazione digitale. Il passaggio al cloud è al centro di questa trasformazione. Tuttavia, come mostra il report molti leader digitali sono ancora preoccupati per questa migrazione, con i responsabili IT che evidenziano i timori per l’aumento delle data leak e delle violazioni della sicurezza”.

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