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Innovazione, il “Manifesto” della ricerca italiana: “Più spazio alle sfide del futuro”

Dalle università all’industria, 20 le organizzazioni che si appellano all’Europa. Tra i primi firmatari Confindustria, Cnr, Apre, Crui, Enea, Fast e Unioncamere

Pubblicato il 18 Nov 2021

Ericsson Innovation Awards 2

“Invitiamo la Conferenza sul futuro dell’Europa a discutere e approfondire nei prossimi mesi le tematiche di ricerca e innovazione, in modo da porre la R&I al centro del dibattito sulle future sfide e priorità dell’Unione europea”. È questo il messaggio principale del Manifesto Research and Innovation for the Future of Europe, lanciato da 20 organizzazioni del mondo della ricerca e innovazione italiana ed europea, da oggi aperto alla sottoscrizione pubblica sul sito researchforeurope.eu.

Chi sono i firmatari dell’appello

Tra i primi firmatari sono presenti organizzazioni rappresentative dell’intera comunità europea di R&I, dalle università agli enti di ricerca, alle associazioni di categoria del mondo industriale e della piccola e media impresa.

Tra gli aderenti iniziali figurano anche Apre, Confindustria, Cnr, Crui, Enea, Fast e Unioncamere. Ancora, fra gli altri, Norwegian University of Science and Technology, Conferenza dei rettori delle università italiane, BusinessEurope, European Regions Research and Innovation Network.

R&I grandi assenti dalla Conferenza dell’Europa

La Conferenza sul futuro dell’Europa ha preso il via la scorsa primavera ed entra ora nella sua fase decisiva: il termine è previsto per la primavere del 2022. E’ stata presentata – si legge nel Manifesto – come un’opportunità unica per i cittadini europei di riflettere e dibattere sulle sfide e le priorità dell’Unione.

Eppure, nonostante il ruolo centrale che rivestono per il futuro del Vecchio continente, la ricerca e l’innovazione – fanno notare le organizzazioni firmatarie – non sono state incluse tra gli argomenti prioritari selezionati inizialmente dalla Conferenza.

“Non c’è dubbio però – proseguono i promotori – che il futuro dell’Europa e dei suoi cittadini sarà in gran parte legato ai risultati nel campo della scienza e della tecnologia. Nei prossimi anni, la ricerca e l’innovazione saranno fondamentali per guidare la ripresa europea post-Covid, accelerare la transizione ecologica e la trasformazione digitale, e sostenere le aspirazioni di autonomia strategica dell’Unione”.

Le richieste all’Europa

Per far questo, dicono i promotori, l’Unione europea “dovrebbe accrescere le proprie ambizioni sul rilancio dello spazio europeo della ricerca, disegnare politiche per l‘innovazione più incisive per il nuovo decennio e concepire un approccio rafforzato e più europeo per i finanziamenti pubblici e privati in R&S“.

La pandemia ha portatola scienza e la tecnologia al centro del discorso pubblico. Mai come oggi – si legge ancora nel Manifesto – è fondamentale promuovere un dialogo aperto tra scienza, tecnologia e società e un impegno diretto dei cittadini nelle attività di ricerca e innovazione, in modo che gli europei possano continuare a riconoscere il contributo della scienza e della tecnologia al progresso e alla propria vita quotidiana”.

Il Manifesto “Research and Innovation for the Future of Europe” è pubblico sul sito researchforeurope.eu ed è possibile aderire sia come organizzazione che a titolo individuale.

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