SCENARI

Smart working, svolta “ibrida”per 7 imprese su 10. Ma va sciolto il nodo “parità tecnologica”

Le stime di Idc al 2023. I modelli di hybrid working si affermeranno sempre di più. Si punta a conciliare le esigenze di datori e lavoratori per processi più agili e produttivi. La questione più critica resta l’accesso alle risorse in maniera egualitaria per tutti

Pubblicato il 02 Mar 2022

smart home- smart working

E’ l’hybrid working il modello di lavoro in via di affermazione. Nel 2021 è stato adottato da oltre il 40% delle imprese, e si prevede che entro il 2023 l’accelerazione digitale e l’estrema mutabilità dei mercati spingeranno il 70% delle organizzazioni a implementare questa modalità. Emerge dagli studi di Idc secondo cui i modelli di lavoro ibridi costituiranno parte integrante delle future pratiche aziendali per venire incontro sia alle esigenze di flessibilità dei dipendenti sia ai requisiti dei datori di lavoro per processi più agili e produttivi.

Parità tecnologica requisito cruciale

L’accesso continuo e sicuro a persone, dati e applicazioni richiede però, si legge nello studio, “il mantenimento del contesto tra le esperienze e le sedi, in modo che i dipendenti possano portare il proprio lavoro a loro e se stessi al proprio lavoro”. E questo potrebbe riservare alle aziende qualche problema. Per esempio, potrebbe risultare difficile garantire la parità tecnologica e colmare perfettamente il divario tra i dipendenti che si spostano tra casa, ufficio, sedi satellite e sedi dei clienti.

Molte organizzazioni devono quindi ridefinire le pratiche di lavoro e le tattiche di leadership per supportare con successo il lavoro ibrido. Quali sono nello specifico le sfide da superare? Idc ne ha identificate quattro.

Ecco le 4 sfide da superare

Consentire un coinvolgimento efficace tra i dipendenti in remoto e in loco. Le imprese devono qui impegnarsi nel fornire linee guida e best practice che aiutino i lavoratori ad avere successo nelle loro funzioni, concentrandosi sul miglioramento dello sviluppo delle competenze umane e su una più ampia distribuzione di pratiche agili all’interno dell’organizzazione.

Garantire la parità tecnologica per supportare la collaborazione e la produttività in un ambiente di lavoro ibrido. Per le aziende è necessario colmare le carenze in dotazioni tecnologiche per i dipendenti che lavorano in remoto, investendo in dispositivi, connettività e applicazioni basate sul cloud. Intelligenza artificiale e automazione possono aiutare.

Guidare i team ibridi in un modo che duri e che aumenti il successo nel tempo. Impegnare una leadership dall’alto verso il basso per supportare una strategia flessibile al variare delle condizioni aziendali.

Promuovere il coinvolgimento con l’azienda, non solo con i manager. Ovvero costruire una cultura che sia intenzionale, inclusiva e in grado di durare.

La strategia delle aziende

Il vero Future of Work sarà definito, spiega Idc, “da un approccio lavorativo in grado di supportare il cambiamento via via che il mondo imparerà ad affrontare le nuove sfide”. Le aziende sufficientemente preparate per capitalizzare le opportunità nonostante le difficoltà attuali saranno quelle che stabiliranno il prossimo futuro del lavoro.

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