L'INTERVENTO

Basso, WindTre: “Servono più incentivi per digitalizzazione e nuove reti”

I fondi del Pnrr una grande opportunità per colmare i ritardi. Ma per concretizzare è fondamentale intervenire con misure di semplificazione burocratica a partire da una revisione dei limiti elettrosmog

Pubblicato il 09 Mag 2022

Roberto Basso

Direttore External Affairs and Sustainability di WindTre

Roberto Basso WindTre

La disponibilità di servizi di rete ad alta capacità consente di supportare su larga scala le applicazioni evolute per esprimere appieno tutte le potenzialità delle infrastrutture di telecomunicazioni. La connettività diventa così un importante strumento per ridurre le distanze, sia attraverso la semplice comunicazione, sia tramite soluzioni tecnologiche in grado di abilitare servizi come la teleassistenza delle persone più fragili o il lavoro da remoto. Anche in borghi e aree un tempo considerati esclusivamente luoghi di vacanza e ora potenzialmente meta di smart worker.

Questo scenario richiede un ulteriore impegno da parte delle telco per la realizzazione delle infrastrutture di rete di ultima generazione e delle soluzioni da queste abilitate. Sforzo in continuità con gli ingenti investimenti del settore: più di 65 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Risorse che hanno consentito al Paese di compiere importanti progressi nell’ambito delle infrastrutture digitali, nonostante un grave deficit di cultura digitale che rende il mercato meno recettivo.

Secondo lo studio “Il settore Telco in Italia: assetto normativo e analisi di impatto”, realizzato da Luiss Business School e sostenuto da WindTre, solo il 61% delle famiglie italiane è abbonato a servizi a banda larga. Se il Paese si allineasse alla velocità media dell’UE, nel 2025 il Pil registrerebbe 40,9 miliardi di euro aggiuntivi. Inoltre, se la percentuale di aziende coperte dalla banda larga in Italia raggiungesse il valore medio UE, il nostro Pil registrerebbe, nel 2025, 110 miliardi di euro aggiuntivi.

I fondi del Pnrr dedicati alla digitalizzazione rappresentano una grande opportunità per colmare i ritardi. Tuttavia, per concretizzare questa opportunità è fondamentale intervenire con misure di semplificazione burocratica e di incentivo alla digitalizzazione, con l’obiettivo di agevolare il lavoro delle telco e di rendere possibili gli investimenti necessari. Mi riferisco, in particolare, all’adeguamento dei limiti elettromagnetici a quelli in uso nel resto dell’UE e ad incentivi per la diffusione delle competenze digitali, della connettività a banda ultralarga e delle soluzioni evolute per famiglie e aziende. Solo attraverso interventi di questo tipo, con una sinergia tra aziende e istituzioni, sarà possibile completare l’evoluzione digitale del Paese per una vera ripartenza.

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