L'APPELLO

Reti Internet, gli Ott “contribuiscano alle spese”. In pressing anche la politica

Rappresentanti dei governi di Italia, Francia e Spagna avrebbero inviato alla Commissione europea la richiesta di un’iniziativa legislativa per imporre alle piattaforme tech di partecipare ai costi e allo sviluppo dell’infrastruttura digitale in Ue. Ma da Roma arriva la smentita: il Mise “Non ha aderito a tale iniziativa, né intende farlo”

Pubblicato il 02 Ago 2022

reti-tlc-170918133545

Le aziende over the top come Google, Facebook e Netflix devono pagare per l’utilizzo delle reti di telecomunicazione: una linea da anni sostenuta dalle telco europee e che ora – secondo indiscrezioni di Reuters – avrebbe l’appoggio di alcuni rappresentanti dei governi di Italia, Francia e Spagna. L’agenzia di stampa riferisce di un documento inviato alla Commissione europea in cui si chiede una legislazione che assicuri che le big tech dividano i costi della banda larga con le telco – ovvero diano il loro contributo a finanziare gli ingenti investimenti di rete necessari a sostenere il boom del traffico Internet, generato soprattutto dai video e dai social media.

Smentisce il Ministero dello sviluppo economico: “Apprendiamo dalla stampa di una lettera indirizzata alla Commissione europea che impegnerebbe il governo italiano insieme ad altri a supportare presso la Commissione europea l’adozione di norme che prevedano la condivisione dei costi di utilizzo delle reti di comunicazione elettronica tra operatori di rete e content providers. Al netto dei contenuti, precisiamo che il Ministero dello sviluppo economico, competente per materia sulle reti di telecomunicazioni, non ha aderito a tale iniziativa, ne’ intende farlo”. Il Mise, si aggiunge, “ritene opportuno infatti che debba essere il prossimo governo in carica, eventualmente, ad affrontare, in un senso o nell’altro, la delicata questione”.

“Tutti i player di mercato devono contribuire alle reti”

Lo scorso maggio uno studio realizzato da Axon Partners per Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco europee, ha indicato che le grandi piattaforme digitali generano il 55% del totale del traffico dati, ma non remunerano direttamente le reti telecom nazionali mentre le telco hanno investito 500 miliardi negli ultimi 10 anni.

I regolatori europei stanno già studiando la questione per decidere se e in che modo Alphabet, Meta e le aziende del video-streaming debbano pagare parte dei costi dell’aggiornamento delle reti.

Il traffico generato dagli Ott “genera specifici costi per gli operatori europei delle telecomunicazioni in termini di capacità in un momento storico in cui stanno già investendo pesantemente nelle parti più costose delle reti con il 5G e il fiber-to-the-home,” si legge nel documento congiunto di Italia, Francia e Spagna di cui parla Reuters. “Lanciamo un appello per una proposta legislativa…che assicuri che tutti i player di mercato contribuiscono ai costi dell’infrastruttura digitale”.

Il dibattito sulla net neutrality

Secondo lo studio di Etno i costi incrementali generati direttamente dal traffico delle big tech sulle reti tlc sono di almeno 15 miliardi l’anno. Anche l’associazione degli operatori telecom propone un intervento regolatorio che affronti la questione. Una legislazione in tal senso potrebbe aumentare il Pil europeo fino a 72 miliardi e spingere l’incremento di posti di lavoro, fino a 840mila nel 2025 nonché aiutare la riduzione delle CO2 emessa dal settore del 94%.

Sul fronte opposto gli Ott e gli attivisti dei diritti digitali sostengono che far pagare la rete alle big tech minerebbe le regole sulla net neutrality, perché le piattaforme internet finirebbero col dare preferenza a parte del traffico dati rispetto ad altre per aiutare a finanziare le reti. Il documento di Italia, Francia e Spagna afferma tuttavia che qualunque proposta legislativa da parte di Bruxelles dovrà salvaguardare le regole della neutralità della rete, “un principio cardine che dobbiamo assolutamente difendere”.

Asstel plaude al dialogo con l’Ue sul contributo delle Big tech alle reti

A commento delle indiscrezioni dei media è intervenuta anche Asstel-Assotelecomunicazioni esprimendo il proprio apprezzamento per un rinnovato dialogo in sede comunitaria in merito alla proposta di contributo equo e proporzionato da parte delle big tech ai costi di realizzazione delle infrastrutture di rete. “La proposta – sottolinea l’associazione – va nella direzione già espressa da Asstel e dalle associazioni europee di settore, impegnate nel sostenere il principio dell’equo compenso delle big tech in considerazione dell’incremento di utilizzo delle reti. È necessario realizzare un contesto di sviluppo e pari opportunità anche in linea con la recente decisione sul Digital Decade“.

Le big tech, evidenzia Asstel-Assotelecomunicazioni, “possono contribuire alla crescita dell’ecosistema Internet dell’Unione europea in un contesto di continuo aumento del traffico dati, caratterizzato da videostreaming sulle reti di telecomunicazione. Questo genera costi specifici per gli operatori delle telecomunicazioni, in un momento in cui si sta già investendo significativamente nello sviluppo delle reti Vhcn“. Asstel auspica “l’avvio di un rapido confronto da parte della Commissione europea con il coinvolgimento degli Stati membri e di altre parti interessate”.

La Commissione Ue pronta a intervenire

La Commissione europea ha già avviato il dibattito suiDigital Decade Principles”, secondo cui tutti i player che beneficiano della digitalizzazione si devono impegnare a “contribuire alle infrastrutture in maniera giusta e proporzionata”.

“Penso che ci sia un problema che dobbiamo considerare con molta attenzione, ed è questo il problema di un equo contributo alle reti di telecomunicazioni”, ha detto la commissaria all’Antitrust Margrethe Vestager in conferenza stampa in occsione della presentazione del report Etno. “Ci sono attori che generano molto traffico che poi abilita la loro attività ma che non hanno effettivamente contribuito per abilitare quel traffico. Non hanno contribuito per consentire gli investimenti nel lancio della connettività. E siamo in procinto di ottenere una comprensione approfondita di come potrebbe essere abilitato”.

Il pressing delle telco: a rischio fibra e 5G

Il documento inviato dai tre governi europei a Bruxelles è una chiara presa di posizione delle forze politiche sul tema della remunerazione delle reti di banda ultralarga. Finora a muoversi erano state le aziende tlc; per esempio, a febbraio, i ceo di Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone avevano scritto alla Commissione Ue affermando che gli investimenti di rete dell’industria non erano più sostenibili e il futuro sviluppo di fibra e 5G sarebbero a rischio. Infatti, hanno spiegato i tre ceo, il traffico dati aumenta ogni anno del 50%, con video-streaming , gaming e social media responsabili di oltre il 70% del volume totale. Gli operatori investono miliardi di euro per aggiornare l’infrastruttura di rete in modo da sostenere tale traffico ma i costi andrebbero ripartiti con gli Ott, che realizzano la maggior parte dei profitti.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati