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Cardani, asta frequenze: “Rai e Mediaset potrebbero non partecipare”

Il presidente dell’Agcom ammette che le regole dell’Autorità potrebbero indurre le due emittenti a non prendere parte alla gara. Confermato l’invio del regolamento al Mise entro metà gennaio

Pubblicato il 14 Dic 2012

“Non sarebbe un’ipotesi assurda che Rai e Mediaset decidessero di non partecipare” all’asta per l’assegnazione delle frequenze tv. Lo ha detto Angelo Marcello Cardani, il presidente dell’Agcom a margine di un convegno alla Bocconi.

“L’Agcom ha messo delle regole che potrebbero portare Rai e Mediaset a non partecipare”, ha aggiunto, precisando che “non c’è nessuna esclusione” dei due giganti della televisione italiana, ma ci sono regole che “fanno sì che imprese con le caratteristiche come quelle di Rai e Mediaset potrebbero decidere di non partecipare all’asta”. Nei giorni scorsi Mediaset ha pesantemente criticato lo schema di regolamento messo a punto dall’Agcom.

“Ci piacerebbe un’asta pulita”, ha sottolineato il presidente dell’authority che ha inoltre confermato che l’Agcom invierà entro metà gennaio il regolamento sull’asta per le frequenze tv al ministero dello Sviluppo Economico. “Al consiglio del 20 dicembre spero riusciremo ad approvare definitivamente il documento che poi manderemo a Bruxelles per l’approvazione formale”. Quindi, ha spiegato, il documento dovrebbe arrivare sul tavolo del ministero “prima del 10-15 gennaio”.

Per quanto riguarda la vendita di La7, il presidente dell’Autorità si è detto “felice di qualsiasi attività che avvenga nel mercato nella misura in cui si dimostra che è vivente e non è una pozza stagnante”.

Prima della crisi di governo, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera si era detto fiducioso che la gara si svolgesse prima della fine della legislatura. Ma alla luce dell’anticipo delle elezioni sembra ormai inevitabile che l’asta si svolgerà più in là, quando si sarà insediato il nuovo governo.

Per quanto riguarda la tempistica, metà febbraio è l’ultima data utile per lo scioglimento delle Camere, in vista delle elezioni della prossima primavera. Secondo fonti parlamentari, sembra alquanto difficile che il provvedimento riesca ad arrivare in Parlamento prima della fine della legislatura del Governo Monti. Con il risultato che di asta frequenze secondo le fonti, si rischia di riparlarne dopo l’insediamento del nuovo governo, non prima di maggio o giugno.

Secondo fonti del ministero, allo stato attuale sono in corso studi di compatibilità tra i servizi televisivi e quelli radiomobili per la banda dei 700 Mhz. Il risultato di questi studi saranno presentati nella conferenza mondiale delle radiocomunicazioni che si terrà nel 2015 (Wrc15), nel corso della quale saranno individuate anche ulteriori bande di frequenza da assegnare al servizio radiomobile; in base alle prospettive oggi esistenti ed alle posizioni della Commissione Europea e dei vari paesi aderenti alla Cept (European conference of Postal and Telecommunications Administrations), che comprende 48 paesi europei, è altamente probabile, se non certo, che la banda dei 700 Mhz possa essere assegnata, in quella sede al servizio radiomobile sottraendola al servizio di radiodiffusione televisiva (televisione digitale terrestre).

Il 15 novembre scorso, il Consiglio dell’Agcom ha approvato lo schema di provvedimento per l’assegnazione delle frequenze, che dopo un mese di consultazione pubblica sarà inviato a Bruxelles. Fatti i rilievi del caso, l’Ue rispedirà il documento all’Agcom, che potrà così a sua volta passarlo al Mise per il passaggio in Parlamento prima del varo della gara.

Sei i multiplex messi all’asta: tre del sottoinsieme U (lotti U1, U2, U3), con un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata perché verrà aperta all’uso co-primario da parte delle telco; tre del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3) destinati alla sola TV per 20 anni. “Le previsioni normative della legge 44/2012 – che ha dato avvio alla procedura di gara – hanno portato l’Autorità a riservare un diverso trattamento alle frequenze della banda 700 Mhz, destinate in un prossimo futuro al radiomobile di nuova generazione (Lte): un segnale chiaro della strategia dell’Autorità che mira all’uso efficiente delle risorse frequenziali”, scrive l’Agcom, mostrando un fortissimo commitment dell’Agcom per lo sviluppo della banda larga mobile.

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