ELEZIONI 2022

Cybersecurity, Fratelli d’Italia e Lega: “Rafforzare le politiche nazionali”

In aumento gli attacchi hacker a danno di Comuni, Asl ed enti pubblici. Nel programma dei due partiti il rafforzamento delle misure per la protezione dei dati. Voucher e crediti di imposta per le aziende del comparto

Pubblicato il 31 Ago 2022

hacker, cybersecurity

Investimenti in tecnologie di nuova generazione, voucher e crediti di imposta per le aziende del comparto, crittografia nazionale per i servizi essenziali, rafforzamento dell’Agenzia italiana per la cybersecurity. Sono delle misure previste dai programmi elettorali di Fratelli d’Italia e Lega che puntano a consolidare la sovranità digitale arginando l’aumento di attacchi hacker che si sta verificando in Italia a danno di Comuni, Asl ed enti pubblici.

Fratelli d’Italia: “Voucher per le aziende del settore”

“La cybersecurity deve essere al centro delle politiche nazionali di sicurezza. L’Italia è il quarto paese al mondo per rischio di attacchi: il prossimo Governo non potrà far finta di niente”. Lo dice Federico Mollicone, deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia e candidato alle elezioni politiche 2022 al collegio plurinominale Lazio 1-01.

“Per far sì che l’Italia si possa difendere da hacker e criminali virtuali – spiega il deputato – sarà necessario stabilire la pubblicazione delle spese per l’acquisto di beni e servizi digitali da parte degli apparati dello Stato che gestiscono le risorse del Pnrr. Dobbiamo investire in tecnologie di nuova generazione, ad alto valore aggiunto e sostenere i soggetti a cui sarà richiesto un elevato livello di protezione con voucher e crediti d’imposta”.

“Tutelare la sovranità digitale – dice Mollicone – vuol dire inoltre valorizzare l’apporto delle aziende cyber italiane nel settore della difesa. Serve inoltre annullare l’asimmetria tra imprese italiane e quelle estere nell’ambito della crittografia end-to-end, per ripristinare la leale concorrenza e la possibilità per le imprese italiane di operare, imponendo l’uso di crittografia nazionale per i servizi essenziali”.

Tecnologie nazionali o europee

Ancora, secondo Fratelli d’Italia, il Paese deve incentivare il ricorso a tecnologie nazionali o europee, sia quando si tratta di sostenere la domanda da parte dei privati, sia quando si tratta di determinare i parametri di valutazione di offerta nell’ambito del Public procurement con un ruolo chiave dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale”.

Il partito sostiene inoltre “una decontribuzione specifica per le imprese del settore che assumano personale qualificato, tipicamente con reddito elevato e dunque non soggetto alle decontribuzioni attuali per le assunzioni che spesso si fermano a 35.000 euro”, conclude Mollicone.

Lega: “Rafforzare cybersecurity della PA”

“Strategia comunitaria che preveda investimenti ad hoc per rafforzare i sistemi di sicurezza cibernetica della pubblica amministrazione” è invece quanto propone l’europarlamentare e coordinatore Lega FVG, Marco Dreosto anche alla luce dell’attacco hacker al Comune di Gorizia.

Per questo serve “un potenziamento del’Agenzia italiana per la cybersecurity proprio per prevenire attacchi di questo tipo. I dati dei cittadini devo essere inviolabili”. “L’attacco hacker al Comune di Gorizia è uno dei molti attacchi cibernetici che l’Italia sta subendo in questi ultimi tempi – fa sapere l’europarlamentare  -. I dati dei cittadini devono essere inviolabili. Sono sicuro che il Comune di Gorizia e l’ottimo sindaco Ziberna risolveranno il prima possibile la situazione con la competenza che li ha sempre distinti”, conclude la nota.

Gli attacchi hacker ai servizi pubblici

Nei giorni scorsi è stato messo fuori uso il sito di Gse (Gestore servizi energetici) da un attacco informatico. Utilizzato un malware di ultima generazione. Per mettere in sicurezza le informazioni il Gestore dei servizi energetici ha reso indisponibili tutti i portali. Il comparto dell’energia tra i più bersagliati. Gli esperti: “Aumentare gli investimenti nelle tecnologie operative”.

L’attacco informatico all’Asl Città di Torino ha scatenato “conseguenze non ancora state risolte e la preoccupazione resta elevata – fa sapere l’Ordine dei Medici torinese – soprattutto sulla effettiva sicurezza dei dati trasmessi e conservati nei server e nelle banche dati. Abbiamo necessità di avere garanzie in proposito”. Guido Giustetto, presidente dell’Ordine chiede che ci sia la massima attenzione alla sicurezza nella conservazione dei dati sanitari. “La ‘questione informatica’ in sanità è delicata e composita – spiega -. L’Ordine di Torino se ne sta occupando da alcuni anni, anche sollecitando la scelta di sistemi informativi performanti, rispettosi degli standard internazionali, agili in funzione di una reale ottimizzazione dei percorsi di cura a favore dei cittadini, in modo che le incombenze informatiche non sottraggano tempo alla relazione medico-paziente”.

Richiesto un riscatto all’indomani dell’attacco al sistema informatico del Comune di Gorizia. “Per riavere i dati – si legge nel messaggio trovato sul server dai tecnici – dovrete pagare seguendo le istruzioni contenute in questo messaggio, in caso contrario i dati saranno pubblicati on line e quindi visibili a tutti”. È il messaggio trovato ieri sul server dai tecnici del Comune di Gorizia che stavano indagando sul blackout informatico che aveva colpito l’ente nella notte fra domenica e lunedì”.

Lo rende noto in un post su Facebook il sindaco Rodolfo Ziberna, precisando di aver “accertato che, a provocarlo, è stato un attacco hacker al sistema del Comune“. “Una cosa gravissima – prosegue il primo cittadino – anche se va detto subito che alcuni servizi importanti sono stati solo sfiorati”.

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