GIRO DI POLTRONE

Fcc, Genachowski si dimette da presidente

Fra i papabili per la successione ci sono l’ex venture capitalist e sostenitore di Obama, Tom Wheeler, e Karen Kornbluh, ambasciatore Usa all’Ocse

Pubblicato il 22 Mar 2013

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Julius Genachowski, presidente della Federal Communications Commission, si dimetterà nelle prossime settimane. L’annuncio è arrivato oggi a Washington, per bocca dello stesso Genachowski, che ha voluto salutare di persona gli impiegati dell’agenzia. Il suo mandato sarebbe scaduto a giugno e quindi si tratta di un addio anticipato. Con la sua decisione Genachowski lascerà vacanti due poltrone su cinque della commissione della Fcc, visto che oltre al presidente ha da poco annunciato le dimissioni anche il commissario repubblicano Robert Mcdowell.

La Fcc, l’agenzia Usa che regola il mercato delle comunicazioni (Tlc, cavo e tv), resta quindi momentaneamente con soli tre membri in carica, due democratici e un solo repubblicano. I due commissari democratici che restano in carica sono Mignon Clyburn e Jessica Rosenworcel, mentre l’unico repubblicano è Ajit Pai. Secondo quanto riferito dalla Reuters, il regolamento dell’Fcc prevede che il presidente Obama elegga un nuovo commissario repubblicano e un presidente democratico. Obama potrebbe decidere di promuovere alla presidenza uno dei commissari che sono già in carica. Le nomine dovranno passare al vaglio del Senato per l’approvazione.

Genachowski è stato nominato presidente della Fcc nel 2009 dal presidente Obama. I due sono stati compagni di studi e Genakowski è stato fra i più stretti collaboratori di Obama nella sua prima campagna elettorale, in qualità di consigliere privilegiato del presidente sulle questioni tecnologiche. Un passato da venture capitalist, lo sforzo di Genachowski è stato quello di liberare la maggior parte possibile di spettro radio e servizi a banda larga, riformare il regolamento e il regime di sovvenzioni nel mercato del fisso e difendere la net neutrality.

Obama al momento sta valutando una rosa di candidati per sostituire Genachowski, fra cui Tom Wheeler, un venture capitalist ed ex responsabile dell’associazione del commercio via cavo e wireless, sottolinea il Wall Street Journal. Wheeler è stato anche un sostenitore di Obama, raccogliendo fondi per la sua campagna elettorale. Fra gli altri papabili ci sono Karen Kornbluh, ambasciatore Usa all’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico); Catherine Sandoval, membro della California Public Utilities Commission, avvocato e professore presso la Santa Clara University School of Law. Altri papabili sono Lawrence Strickling, un top adviser dell’amministrazione Obama in materia di telecom e tecnologie, che attualemtne ricopre la carica di amministratore della National Telecommunications and Information Administration (Ntia). E Susan Crawford, professoressa presso la Cardozo School of Law.

Il nuovo presidente della Fcc troverà sul suo tavolo un dossier scottante, che riguarda l’asta per l’assegnazione di nuove frequenze alla telefonia mobile, che secondo i piani dovrebbe riguardare la banda a 700 Mhz oggi occupata dalla tv. L’asta si dovrebbe tenere l’anno prossimo. Dal punto di vista politico, l’asta solleva una questione delicata, che riguarda l’esclusione o meno dei maggiori operatori Usa, Verizon e At&t, per lasciare più spazio all’ingresso di nuovi entranti in chiave pro-competitiva.
La Fcc dovrà inoltre decidere la quantità di spettro radio da riservare al Wi-Fi, lo standard che consente di navigare a banda larga senza passare sui network degli operatori.

L’asta che si terrà l’anno prossimo potrebbe portare all’assegnazione di 120 Mhz di banda, secondo stime del National Broadband Plan stilato da Genachowski nel 2010. Una quantità di spettro che rappresenta il 25% delle frequenze nazionali da liberare entro il 2020, in base agli obiettivi fissati dell’amministrazione Obama.

Fra le decisioni più importanti prese da Genachowski durante il suo mandato, si ricorda lo stop all’acquisizione di T-Mobile Usa da parte di At&t, che aveva messo sul piatto un’offerta di 39 miliardi di dollari. Una decisione che ha favorito la permanenza T-Mobile nel mercato Usa e di rafforzare la sua posizione acquisendo il quinto operatore Usa, MetroPcs Communication.

Nel frattempo, la giapponese Softbank sta da tempo negoziando per acquisire Sprint, il terzo operatore Usa, mettendo sul piatto 20 miliardi di dollari. Un negoziato che Genachowski non ha ostacolato e che dovrebbe chiudersi a maggio.

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