LA RACCOMANDAZIONE UE

Ngn, il parere del Berec “piace” agli Olo

Accolte con favore da parte degli operatori alternativi le osservazioni del Regolatore europeo sulla bozza di Raccomandazione della Kroes. “Si è riconosciuto che il principale stimolo per le nuove reti è la competizione”

Pubblicato il 29 Mar 2013

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Il parere con cui il Berec, l’organismo dei regolatori europei per il mercato delle comunicazioni, ha rimandato al commissario europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes la bozza di raccomandazione comunitaria in materia di obblighi di non discriminazione e metodologia dei costi per l’accesso alle reti Ngn è diventato un best seller.

Tra i lettori più avidi (e più soddisfatti) spiccano senza ombra di dubbio gli operatori alternativi. Assai poco convinti della bontà delle proposte della Kroes che intende favorire lo sviluppo delle reti a banda ultralarga riconoscendo un “risk premium” e condizioni stimolanti per chi fa gli investimenti, gli Olo hanno sempre visto con sospetto il varo di un impianto regolatorio che ritengono penalizzante della concorrenza e troppo vantaggioso per gli incumbent.

Nessun commento ufficiale, ma la soddisfazione appare evidente: “Il Berec ha riconosciuto che il principale stimolo e motore degli investimenti è la competizione, senza la quale gli incumbent europei non investirebbero nelle NGA. Si è capito che il deployment delle nuove reti non può essere raggiunto a scapito dei benefici ottenuti in un decennio di competizione”, osserva da Bruxelles il responsabile degli affari legali di un grande gruppo internazionale che ha seguito passo passo l’iter del provvedimento.

“La futura Raccomandazione – si sostiene– dovrà assicurare che le singole autorità mantengano invariata la propria indipendenza e flessibilità nell’applicazione delle regole a livello nazionale, così da tenere nel debito conto le specificità dei vari mercati”.

La declinazione nostrana (ed i desiderata) di questa posizione emerge da un Olo Italiano: “Da noi non esistono reti via cavo per i servizi TV in competizione con la rete di Telecom Italia, unico operatore all’ingrosso sulla rete in rame”.

Proprio il capitolo del documento del Berec dedicato alla rete in rame risulta uno di quelli più letti e sottolineati negli uffici legali (e non solo) degli Olo. E costituisce anche uno dei maggiori motivi di soddisfazione per gli alternativi, soprattutto quando il Berec chiede che non vengano adottati specifici modelli di costo a fronte di una Kroes che ha indicato un range di prezzo fra 8 e 10 euro. “È l’applicazione del principio di non discriminazione per evitare che il prezzo fissato dall’incumbent sia indebitamente elevato e per garantire ai competitor parità di trattamento nell’accesso ai servizi all’ingrosso rispetto alle divisioni commerciali retail dell’incumbent”, si commenta.

Un’altra “vittoria” ritenuta importante è la richiesta alla Commissione di inserire nel testo finale della Raccomandazione un riferimento che demandi alle Autorità nazionali la decisione finale sull’architettura di rete da utilizzare nei modelli di calcolo del costo della rete. L’attuale draft della Raccomandazione comunitaria prevede invece che il riferimento per le Ngan sia l’architettura Fttc. “Una scelta, quella della Kroes, non coerente col principio della neutralità tecnologica e che mette a forte rischio la concorrenza”, accusano gli Olo.

Gli operatori alternativi si mostrano particolarmente soddisfatti della “richiesta del Berec di demandare all’autorità nazionale la valutazione sulla proporzionalità dei principi di equivalence of input e di equivalence of output, indipendentemente dalle proposizioni dei singoli operatori dominanti”.

Dalla “battaglia del Berec” le posizioni degli operatori alternativi paiono uscite rafforzate. Ma è presto per dire se vinceranno anche la guerra delle Ngn, anche perché parere dei regolatori europei non è vincolante per la Commissione.

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