FINMECCANICA

Super-Selex annuncia 2.500 esuberi

Solo in Italia il piano industriale ne prevede 1.938, ma nel numero sono compresi gli accordi di mobilità già firmati per 810 dipendenti. I siti italiani ridotti da 48 a 26. Ghini (Uilm): “Non accettabile cigs a zero ore”

Pubblicato il 05 Apr 2013

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Oltre 2.500 esuberi per Selex ES. Lo ha annunciato la neonata azienda dell’elettronica per la difesa controllata da Finmeccanica durante l’odierno incontro con le organizzazioni sindacali per proseguire il confronto sul nuovo piano industriale. Piano che appunto prevede 2.529 esuberi, di cui 1.938 in Italia (su una popolazione aziendale di 12.261 unità produttive) suddivisi in 1.098 indiretti e 840 diretti.

A riferire l’esito dell’incontro è stato il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, precisando che nei numeri riguardanti l’Italia “sono compresi gli accordi di mobilità già sottoscritti” per “810 dipendenti”.

Resi noti anche i numeri sulla riduzione degli stabilimenti: in “Italia da 48 siti si passerà a 26” entro il 2014, mentre nel Regno Unito “da 16 siti si passerà a 10”, sempre entro il 2014. Per sostenere il piano di riorganizzazione dell’azienda, che ha il suo quartier generale a Genova, Selex Es “propone di utilizzare: mobilità finalizzata alla pensione; cigs a zero ore per gli indiretti e per i diretti che hanno i requisiti per la mobilità/pensione; cigs a zero ore per chiusure collettive per diretti e indiretti”. La Uilm considera il piano di riorganizzazione nel suo complesso “molto impegnativo” e per quanto riguarda gli strumenti proposti dall’azienda per gestire le eccedenze dice che “non è accettabile la cassa integrazione a zero ore, è necessario individuare strumenti solidali in grado di non penalizzare i lavoratori”.

Proteste arrivano, tra gli altri, dalle Rsu del territorio fiorentino e dal segretario generale della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi. Entrambi “esprimono forte preoccupazione per le scelte aziendali, con l’incognita di quanto tali esuberi potranno incidere sul territorio toscano, in considerazione della scelta di chiudere i progetti legati alla radaristica, finora sviluppati nell’unico stabilimento di Selex destinato a rimanere aperto a Campi Bisenzio. Fim, Fiom, Uilm – aggiungono – non possono rimanere in silenzio davanti a tale macelleria sociale, quindi lunedi’ 8 aprile 2013 verrà indetta un assemblea presso lo stabilimento ex-Galileo con tutti i lavoratori interessati dalla ristrutturazione”.

Lo scorso 20 febbraio era stata raggiunta una prima intesa fra Selex ES ed i sindacati Fim, Fiom e Uilm sul piano di ristrutturazione del gruppo dopo la fusione fra Galileo, Sistemi Integrati e Elsag. L’accordo era approdato a un piano di mobilità volontaria per 580 dipendenti provenienti dall’ex Galileo Avionica (240 dipendenti) e Sistemi Integrati (340 dipendenti).

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