REPORT ETNO-ANALYSYS MASON

Tlc in Europa, record di investimenti ma a rischio obiettivi 2030

I target del Decennio Digitale non potranno essere raggiunti se non si spingerà l’infrastrutturazione. Si stima che il 10% della popolazione resterà in broadband divide. Gli operatori sono in difficoltà: arpu e metriche finanziarie al ribasso mentre crescono incassi e profitti degli over the top. Lise Fuhr: “Necessario un sostegno alle telco”

Pubblicato il 01 Feb 2023

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Record di investimenti in Europa nel settore delle telecomunicazioni che hanno generato progressi importanti nella copertura 5G e Ftth. Ma non basta, perché si rischia di non raggiungere l’obiettivo gigabit per tutti entro il 2030. È quanto emerge dal rapporto “State of Digital Communications 2023” (SCARICA QUI IL REPORT) presentato dall’Etno, associazione che rappresenta i principali operatori di Tlc in Europa, sulla base di una ricerca condotta da Analysys Mason.

Un report il cui valore assume molta importanza considerato dell’imminente avvio, da parte della Commissione Europea, della consultazione pubblica votata a mappare quantità ma soprattutto capacità di investimento da parte delle telco da qui ai prossimi anni e a verificare l’ipotesi di obbligare gli over the top (le principali digital company) a contribuire alla realizzazione dei network ad alta capacità (QUI IL DOCUMENTO PUBBLICATO IN ANTEPRIMA DA CORCOM).

“La leadership digitale dell’Europa richiede un settore delle telecomunicazioni forte. Questo rapporto mette in luce la necessità di sostenere gli operatori che investono nel 5G e nelle reti in fibra”, sottolinea Lise Fuhr, Direttore generale dell’Etno.

E Rupert Wood, direttore della ricerca di Analysys Mason, evidenzia che “il cattivo stato di salute del settore delle telecomunicazioni va contro gli interessi degli europei. Gli scarsi rendimenti rendono più impegnativi gli investimenti infrastrutturali necessari per raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale 2030 e intaccano le speranze di una rinascita dell’innovazione e delle competenze nelle nuove tecnologie di comunicazione digitale”.

Ftth e 5G, le nuove stime

Secondo le nuove proiezioni, l’Europa raggiungerà circa il 90% di copertura delle reti ad altissima capacità nel 2030 (Ftth, cavo). Ciò significa che l’Europa potrebbe mancare l’obiettivo della “connettività full gigabit per tutti entro il 2030”. E il 10% di scarto si traduce in un gap di decine di milioni di europei in broadband divide. Nel 2022 ca copertura Ftth si attesta al 55,6%, in salita dal 50% del 2021.

Riguardo alla copertura della popolazione con le reti 5G è passata dal 62% del 2021 al 73% del 2022, una percentuale decisamente inferiore a quella degli Stati Uniti (96%) – primi in classifica – e di Corea del Sud (95%), Giappone (90%) e anche della Cina (86%). Fra l’altro in Europa la copertura non fa il paio con un’adozione importante da parte dei consumatori: solo il 6,4% delle connessioni mobili in Europa sono 5G, contro il 58,4% della Cina, il 37,9% della Corea del Sud, il 29,1% degli Stati Uniti e il 16,3% del Giappone.

Gli investimenti in Tlc in Europa

L’Europa è ancora in ritardo rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo per quanto riguarda gli investimenti pro capite nonostante nel 2021 siano stati messi sul piatto 56,3 miliardi di euro, picco massimo dal 2016.  Nel 2021 gli investimenti pro capite ammontavano a 104 euro in Europa, 260 euro in Giappone, 150 euro negli Stati Uniti e 110 euro in Cina. Se nel 2021 le aziende tecnologiche hanno investito circa 1 miliardo di euro in reti (cioè grandi rotte internazionali e sottomarine, peering, ecc) il resto degli investimenti in infrastrutture digitali da parte delle aziende tecnologiche (ossia 16 miliardi di euro) è stato destinato ai data center.

Le metriche finanziarie di telco e over the top

L’aumento degli investimenti si riflette anche nelle metriche finanziarie. Il rapporto debito netto/Ebitda delle telco associate all’Etno è di 2,53, il più alto dal 2014. Allo stesso modo, il multiplo medio Ev/Ebitda (il valore totale di un’azienda in relazione ai suoi profitti) è di 5,7 contro il 17,4 di Microsoft, il 12,5 di Alphabet e il 20,3 di Amazon.

L’Arpu in Europa non è a livello delle economie avanzate

I ricavi medi per utente (Arpu) rimangono molto bassi rispetto agli standard globali. L’Arpu mobile è stato pari a 14,71 euro in Europa nel 2021, rispetto ai 37,37 euro degli Stati Uniti, ai 25,86 euro del Giappone e ai 26,17 euro della Corea del Sud. L’Arpu della banda larga fissa ammontava a 21,8 euro in Europa nel 2021, rispetto ai 50,6 euro degli Stati Uniti, ai 26,2 euro del Giappone e ai 13 euro della Corea del Sud.

Innovazione delle reti

Nel 2022 in Europa si contano 18 offerte di edge cloud (l’Asia-Pacifico ne ha 19, il Nord America 5); per quanto riguarda l’Open Ran, l’Europa conta 6 sperimentazioni, le stesse della Cina mentre gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno ne contano 3 e il Giappone 2. Sul fronte delle reti 5G standalone 4 reti risultano disponibili in Europa alla fine del 2022, contro le 15 dell’Asia-Pacifico e le 3 del Nord America.

Sostenibilità ambientale

Nel 2021 l’83% dell’energia totale utilizzata dalle telco associate all’Etno proviene da fonti rinnovabili (rispetto al 71% del 2018). Anche le emissioni di gas serra sono diminuite a 2,18 CO2 nel 2021 rispetto a 5,11 CO2 nel 2017. Continua anche la dismissione delle reti legacy e la transizione verso reti più efficienti come l’Ftth e il 5G: si prevede la dismissione di 10 reti fisse all’anno nel 2023 e nel 2024; per quanto riguarda le reti 2G e 3G, si prevede la dismissione di 36 reti nel 2023 e di 41 nel 2024.

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