IL DOSSIER RETE

Tim, anche offerta Cdp non in linea col valore di Netco. Entro il 18 aprile possibili rilanci

La proposta di Cassa depositi e Macquarie considerata insoddisfacente. E c’era da aspettarselo visto il precedente giudizio su quella di Kkr peraltro economicamente più elevata. La telco guidata da Labriola darà accesso a ulteriori elementi informativi per consentire alle cordate di aggiustare il tiro

Pubblicato il 15 Mar 2023

merger, digital

L’offerta non vincolante da 18 miliardi per Netco, presentata da Cdp e Macquarie, non è in linea con il valore degli asset. È quanto ha deliberato il cda di Tim. E c’era da aspettarselo considerato il precedente giudizio espresso sull’offerta da 20 miliardi presentata da Kkr e le esternazioni dei giorni scorsi del ceo di Vivendi – principale azionista di Tim – Arnaud de Puyfontaine.

Non sono bastate dunque la più elevata porzione in cash (nell’ordine dei 2-2,5 miliardi) proposta da Cdp e Macquarie e la clausola sul personale in ServCo a spianare la strada. Il Consiglio ha esaminato il contenuto del Consorzio (Cdp-Macquarie) e della Nbo (Macquarie agisce per conto di un gruppo di fondi di investimento gestiti o assistiti dal Gruppo Macquarie Infrastructure and Real Assets), anche con l’ausilio delle analisi e degli approfondimenti svolti dal management con il supporto degli advisor – rende noto Tim in una nota.

Kkr e Cdp-Macquarie potranno rilanciare

Le due offerte restano comunque sul tavolo – quella di Kkr ha una deadline fissata al 24 marzo, quella di Cdp-Macquarie al 31 marzo. E il cda ha deciso di dare agli offerenti, a parità di condizioni, la possibilità di accedere ad una serie di informazioni aggiuntive al fine di poter valutare il miglioramento delle proposte e dunque di rilanciare. “Alla luce delle informazioni ricevute, il Consiglio ha molto apprezzato l’interesse espresso nella Nbo e del Consorzio, pur considerando che la stessa – al pari della Nbo di Kkr – non riflette il valore dell’asset e le aspettative di Tim – spiega la telco in una nota -. Pertanto, conformemente a quanto avvenuto nel contesto dell’Nbo di Kkr, per favorire l’allineamento delle condizioni dell’operazione proposta rispetto al quadro strategico rilevante per Tim, il Consiglio ha deliberato di mettere a disposizione del Consorzio – non in esclusiva – alcuni specifici elementi informativi e di richiedere le ulteriori indicazioni necessarie per comprendere a pieno gli assunti e gli economics della Nbo del Consorzio”.
È stato fissato al 18 aprile il termine per sottoporre nuove proposte.

Processo regolato per l’accesso ai dati

A tal proposito il cda ha dato mandato all’Ad Pietro Labriola affinché avvii un processo regolato, trasmettendo a entrambi gli offerenti, per il tramite dei propri advisor, una process letter che indichi i termini a cui verrà dato loro accesso a ulteriori specifici elementi informativi, uguali per entrambi gli offerenti;  le forme attraverso le quali ciascuno di essi potrà presentare entro il termine del 18 aprile un’offerta migliorativa non vincolante.
Il Consiglio ha inoltre deliberato di attribuire al Comitato Parti Correlate il compito di espletare le proprie funzioni istruttorie in relazione a entrambe le offerte.

Bilancio 2022, confermato il preconsuntivo

Il cda ha inoltre approvato il bilancio consolidato 2022, confermando in sostanza i numeri diffusi col preconsuntivo. La perdita netta migliora a 2,925 miliardi: era di -8.652 milioni di euro nell’esercizio 2021 e sconta l’effetto negativo di oneri netti non ricorrenti per 2.431 milioni di euro (8.692 milioni di euro nell’esercizio 2021). Nel 2022 inoltre l’ebit torna positivo per 606 milioni. Il cda ha deliberato di convocare l’assemblea degli azionisti il 20 aprile che sarà chiamata a deliberare, tra l’altro, sulla copertura della perdita d’esercizio. All’assemblea sarà proposta, con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2022, la copertura della perdita d’esercizio mediante prelievo da riserve. I soci delibereranno, inoltre, su relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti; determinazioni conseguenti alla cessazione di tre consiglieri. La cooptazione quali consiglieri di amministrazione di Giulio Gallazzi e Massimo Sarmi, cooptati in sostituzione, rispettivamente, di Luca De Meo e Frank Cadoret, scade con la prossima assemblea, a cui sarà proposto di confermarli per la durata residua del mandato consiliare (fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023). Con riferimento alla nomina del terzo consigliere, avendo il consiglio di amministrazione ritenuto di non esprimere alcuna proposta al riguardo, gli azionisti sono invitati a formulare delle candidature.

All’assemblea sarà proposta l’approvazione di un Piano Long Term Incentive consistente nell’assegnazione gratuita di azioni ordinarie Telecom Italia all’amministratore delegato, al top management e a un selezionato numero di dirigenti con ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi del piano strategico 2023-2025. E sarà richiesta l’autorizzazione all’acquisto (entro 18 mesi) di massime 135 milioni di azioni ordinarie Telecom Italia e alla disposizione delle stesse al servizio del Piano di incentivazione a breve termine 2023 e del Long Term Incentive Plan 2023 2025. Gli acquisti saranno effettuati sui mercati regolamentati nel rispetto e nei limiti previsti dalla normativa applicabile e delle modalità operative stabilite da Borsa Italiana.

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