LA RIORGANIZZAZIONE

Google: non solo licenziamenti, sforbiciata a benefit e servizi

Fra le misure per ridurre i costi, annunciate dalla Chief financial officer Ruth Porat via e-mail, anche la stretta sulla sostituzione dei pc portatili. Si punta a un importante miglioramento dell’efficienza e della velocità delle operations entro l’anno. Partono i tagli anche in Apple ma si tratterà di un numero limitato di posti di lavoro nella divisione corporate retail

Pubblicato il 04 Apr 2023

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Tagli alle lezioni di fitness e alla frequenza con cui vengono sostituiti i laptop. Google annuncia una stretta sui servizi e sui benefit offerti ai dipendenti. L’obiettivo da centrare per il 2023 è quello di ottenere “risparmi duraturi tramite un miglioramento della velocità e dell’efficienza“, ha detto Ruth Porat, il Chief financial officer di Google, in una e-mail ai dipendenti riportata da Cnbc.

La mail di Porat ai collaboratori

“Si tratta di sforzi importanti e pluriennali”, ha spiegato Porat in un messaggio inoltrato venerdì scorso con oggetto: “I nostri obiettivi e risultati chiave a livello aziendale sui risparmi durevoli”.

In documenti separati visionati dalla Cnbc, Google ha dichiarato che sta riducendo i corsi di fitness, le spillatrici, il nastro adesivo e la frequenza di sostituzione dei laptop per i dipendenti. Le ultime misure di saving arrivano mentre Mountain View continua quella che si sta rivelando come la più dura strategia di tagli ai costi nei suoi quasi due decenni di vita come azienda pubblica. A gennaio l’azienda ha dichiarato di voler rinunciare a 12 mila collaboratori, pari a circa il 6% della sua forza lavoro, per far fronte al rallentamento della crescita delle vendite dopo un aumento record del numero di dipendenti. Ma i tagli si sono manifestati in altri modi. L’azienda ha per esempio rifiutato di pagare il resto dei congedi di maternità e medici dei dipendenti licenziati, come ha riferito in precedenza la Cnbc.

Nella sua e-mail, Porat ha dichiarato che i licenziamenti sono stati “le decisioni più difficili che abbiamo dovuto prendere come azienda”, ma “vitali a causa della nostra recente crescita, del difficile contesto economico e delle nostre incredibili opportunità di investimento per far progredire la tecnologia, in particolare nell’AI”.

Del resto, “abbiamo fissato un livello elevato per quanto riguarda i vantaggi, i benefit e le comodità dell’ufficio, e continueremo a farlo anche in futuro“, recita l’e-mail di Porat. “Tuttavia, alcuni programmi devono evolversi per il modo in cui Google lavora oggi”. In un altro documento interno separato del team che si occupa del settore immobiliare e dell’ambiente di lavoro dell’azienda si legge che “si tratta per lo più di piccoli aggiustamenti“, e che i programmi di alimentazione, fitness, massaggi e trasporti sono stati concepiti per quando i dipendenti di Google lavoravano cinque giorni alla settimana.

Nell’e-mail, infine, Porat fa riferimento due volte all’anno 2008. “Ci siamo già passati“, si legge nel messaggio. “Nel 2008 le nostre spese stavano crescendo più velocemente delle nostre entrate. Abbiamo migliorato l’utilizzo delle macchine, ridotto gli investimenti immobiliari, stretto la cinghia sui bilanci Travel & Expenses, sui caffè, sulle microcucine e sull’uso dei telefoni cellulari, e abbiamo eliminato la filiale dei veicoli ibridi. Proprio come abbiamo fatto nel 2008, esamineremo i dati per identificare altre aree di spesa che non sono efficaci come dovrebbero essere, o che non sono scalabili per le nostre dimensioni”.

E Apple riduce la forza lavoro nella divisione corporate retail

Ma se Atene piange, Sparta non ride: Apple dovrebbe infatti ridurre alcuni posti di lavoro nella sua divisione corporate retail, il team che si occupa di vendita al dettaglio. A rivelarlo stavolta è Bloomberg, che ha citato persone a conoscenza della questione.
I licenziamenti riguarderebbero quelli che Apple chiama i suoi team di sviluppo e conservazione: secondo le indiscrezioni, comunque, il numero di posizioni eliminate non può essere accertato e probabilmente è molto ridotto.
Del resto, Google e Apple non sono le sole organizzazioni a dover implementare una politica di ristrutturazione. Negli ultimi mesi i timori di una recessione economica dovuta all’aumento dei tassi di interesse hanno scatenato una serie di tagli massicci di posti di lavoro non solo nel comparto tech, ma in tutte le aziende americane.

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