IL PIANO

Intel rilancia in Germania: oltre 30 miliardi sul piatto

Trovato l’accordo con il Governo a fronte di un aumento degli incentivi pubblici. ll cancelliere tedesco Olaf Scholz: “La produzione di semiconduttori a Magdeburgo è il più grande investimento diretto estero nella storia del nostro Paese”. Intanto in Italia proseguono i colloqui con il ministero delle Imprese

Pubblicato il 19 Giu 2023

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Intel investirà 30 miliardi in Germania. Il chipmaker e il governo federale tedesco hanno firmato una lettera d’intenti per la realizzazione di due fabbriche di wafer per i chip che avranno sede  a Magdeburgo, nello Stato di Sassonia-Anhalt. Previsto anche un supporto governativo che include incentivi pari – secondo indiscrezioni di stampa – a 9,9 miliardi.

Intel ha acquisito il terreno per gli impianti a novembre del 2022 e si prevede che la prima frabbrica entrerà in produzione tra quattro o cinque anni, a seguito dell’approvazione della Commissione europea del pacchetto incentivi legati al Chips Act.

Date le tempistiche e la scala dell’investimento attuale, Intel ha pianificato di produrre semiconduttori utilizzando le più avanzate tecnologie di transistor dell’era Angstrom. Il sito di Magdeburgo servirà sia i prodotti di Intel che i clienti di Intel Foundry Services.

Intel: “Magdeburgo parte fondamentale del piano di crescita”

“La costruzione della ‘Silicon Junction’ a Magdeburgo è una parte fondamentale della strategia di crescita di Intel – spiega  Pat Gelsinger, Ceo di Intel – Insieme al nostro investimento a Wrocław, in Polonia, e ai siti irlandesi che già gestiamo su scala, creerà una catena del valore end-to-end di produzione di semiconduttori all’avanguardia e unica nel suo genere in Europa, che servirà i clienti europei e contribuirà a realizzare le ambizioni dell’Ue per una catena di fornitura di semiconduttori più resiliente”.

“Siamo grati al governo federale tedesco, al cancelliere Olaf Scholz e al governo della Sassonia-Anhalt per l’impegno condiviso nel sostenere la visione di un’industria dei semiconduttori vivace, sostenibile e all’avanguardia in Germania e nell’Ue”, conclude il ceo.

Scholz: “Passo importante per la Germania”

“L’accordo di oggi è un passo importante per la Germania che diventa luogo di produzione di alta tecnologia – commenta il  cancelliere tedesco Olaf Scholz – La produzione di semiconduttori di Intel a Magdeburgo rappresenta il più grande investimento diretto estero nella storia della Germania. Con questo investimento, ci mettiamo al passo con i migliori al mondo ed espandiamo le nostre capacità per lo sviluppo dell’ecosistema e la produzione di microchip. È una buona notizia per Magdeburgo, per la Germania e per tutta l’Europa”.

Parola d’ordine: sostenibilità

Si prevede che il sito creerà 7.000 posti di lavoro nel corso della prima fase di costruzione, circa 3.000 posti di lavoro permanenti nel settore high-tech di Intel e decine di migliaia di altri posti di lavoro in tutto l’ecosistema industriale.

Intel si è impegnata a sviluppare la Silicon Junction in linea con i suoi obiettivi di sostenibilità per il 2030, tra cui il raggiungimento di un utilizzo positivo dell’acqua attraverso la conservazione, il riciclo e il recupero e il finanziamento di progetti idrici locali che contribuiscano a ripristinare una quantità di acqua dolce superiore a quella consumata dalle strutture Intel. Inoltre il chipmaker ha fissato l’obiettivo di alimentare le sue attività produttive globali con il 100% di energia rinnovabile e di arrivare a zero rifiuti totali in discarica.

L’investimento in Israele

Intel continua dunque a investire fuori dagli Stati Uniti per potenziare la produzione globale di chip, rispondendo all’aumento della domanda e alle incertezze della supply chain. Il nuovo annuncio riguarda anche Israele, dove il gigante statunitense dei semiconduttori spenderà 25 miliardi di dollari per un nuovo impianto nella città meridionale di Kiryat Gat.

Lo stabilimento aprirà entro il 2027 e sarà operativo almeno fino al 2035, ha annunciato il governo di Tel Aviv. Non si tratta del primo investimento di Intel in Israele: l’azienda americana è presente nel paese mediorientale da quasi cinquant’anni ed è il più grande datore di lavoro ed esportatore privato. Ma, come ha osservato il primo ministro Benjamin Netanyahu, 90 miliardi di shekel, ovvero 25 miliardi di dollari, sono “il più grande investimento di sempre da parte di una società internazionale in Israele”.  

La nuova fabbrica di chip di Intel in Israele

Come parte dell’accordo, le tasse che Intel dovrà versare a Israele aumenteranno dal 5 al 7,5%, mentre in cambio Intel riceverà una sovvenzione pari al 12,8% della spesa sostenuta, in linea con la legge israeliana sull’incoraggiamento degli investimenti.

L’accordo sarà finalizzato nelle prossime settimane.

Intel opera in Israele dagli anni ’70 con centri di sviluppo e un sito di produzione che impiegano circa 12.000 persone su una forza lavoro globale di 130.000. Nel 2017 Intel ha acquisito l’azienda israeliana Mobileye, che produce tecnologia per i sistemi di guida automatizzata nei veicoli, per poco più di 15 miliardi di dollari.

Secondo le prime stime, l’impianto di Kiryat Gat dovrebbe occupare diverse migliaia di persone.

Per il governo di Netanyahu si tratta di un annuncio importante dopo che negli ultimi mesi diverse aziende del settore hitech hanno annunciato l’intenzione di lasciare il Paese e alcune hanno persino iniziato a raccogliere capitali a seguito del suo piano di riforma giudiziaria, che temono possa danneggiare l’economia. Il primo ministro ha dichiarato che l’accordo con Intel rappresenta “una grande dimostrazione di fiducia nell’economia israeliana e nella forza dell’economia libera che abbiamo costruito e dell’economia tecnologica che si sta sviluppando”.

Un nuovo impianto anche in Polonia

Nei giorni scorsi Intel ha annunciato un nuovo impianto all’avanguardia di assembly & test che sorgerà nei pressi di Wrocław, in Polonia, con un investimento che arriverà fino a 4,6 miliardi di dollari. Una volta completata, la struttura darà lavoro a circa 2.000 dipendenti, ai quali vanno aggiunti quelli indiretti che serviranno per la costruzione della struttura e quelli dell’indotto.

“La progettazione e la pianificazione della struttura inizieranno con effetto immediato – se legge in una nota della multinazionale statunitense – una volta ottenuta l’approvazione della Commissione europea”.

“Questo impianto è differente e non sostituisce quello oggetto di interlocuzioni aperte con il Governo italiano, annunciato lo scorso anno – spiega Intel a CorCom -Il nuovo impianto pianificato in Polonia è simile agli impianti di assembly & test che Intel ha già aperto in altre parti del mondo, mentre l’impianto discusso in Italia, come annunciato, riguarda un diverso processo nell’ambito della fase di back-end della produzione, con tecnologie nuove e innovative”.

L’investimento che Intel ha pianificato in Polonia, assiemne all’impianto di fabbricazione di wafer già esistente a Leixlip, in Irlanda, e allo stabilimento di fabbricazione di wafer pianificato a Magdeburgo, in Germania, spiega ancora Intel, contribuirà a creare la prima filiera completa di produzione di semiconduttori  in Europa. Servirà anche da catalizzatore per ulteriori investimenti nell’ecosistema di innovazione in Polonia e in tutta l’Unione Europea.

In Italia proseguono i colloqui tra governo e Intel

Intanto, riporta l’agenzia di stampa Gea, tra Ministero delle imprese e del made in Italy  Intel “proseguono le interlocuzioni per una presenza dell’azienda in Italia” – dice una fonte – nell’ambito della costruzione di una fabbrica di microchip. Nel marzo del 2022 la multinazionale statunitense di microchip aveva annunciato un piano da 80 miliardi di euro per costruire nuove fabbriche e ampliare quelle già esistenti sul suolo dell’Unione Europea, rafforzando la filiera produttiva europea delle componenti cruciali per l’elettronica.

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