L'INTERVENTO

Digitale, Meloni: “Tsunami tecnologico, strategia del Governo a tutela degli interessi nazionali”

La Presidente del Consiglio accende i riflettori sulla trasformazione digitale “tra le sfide più complesse che siamo chiamati ad affrontare”. Dall’Internet delle cose all’intelligenza artificiale, dagli algoritmi alla realtà immersiva del metaverso “si sta trasformando il mondo che ci circonda, non dobbiamo farci travolgere”. Il Sottosegretario all’Innovazione Butti: “Le telecomunicazioni vanno ripensate”. Sul venture capital il ministro Giorgetti: “Dobbiamo crescere”

Pubblicato il 05 Ott 2023

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La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano “uno tsunami tecnologico” e una sfida etica che vanno affrontati “per non esserne travolti”. Lo ha affermato la premier, Giorgia Meloni, intervenendo in un video messaggio alla prima edizione di “ComoLake2023 – Next Generation Innovations”.

“Il governo sta portando aventi una strategia digitale che ha due obiettivi: un’ampia diffusione delle nuove tecnologie tra i cittadini e nella Pubblica amministrazione e la tutela degli interessi nazionali, riducendo la dipendenza da Stati terzi. Il governo vuole raccogliere gli spunti e le proposte che emergeranno da qui perché è dal confronto di idee che possono arrivare le soluzioni”, ha indicato la presidente del Consiglio.

In apertura del videomessaggio la premier ha ringraziato il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti per aver ideato e organizzato a Cernobbio questa tre giorni interamente dedicata all’innovazione e alla trasformazione digitale. Nel suo intervento, Butti ha toccato il tema “caldo” delle Tlc, dicendo che l’Italia vuole assecondare le evoluzioni tecnologiche: servono maggiore consolidamento e separazione della rete dai servizi, perché così “si facilita la creazione di un mercato e di operatori paneuropei”. Il sottosegretario ha evidenziato anche la necessità di deregolamentare la fibra per attrarre investimenti privati.

Lo tsunami tecnologico nell’era dell’Ai

La trasformazione digitale è tra le sfide più  complesse che siamo chiamati ad affrontare, ha evidenziato Meloni. “L’internet delle cose, l’intelligenza artificiale, gli algoritmi di autoapprendimento, la realtà immersiva del metaverso stanno trasformando il mondo che ci circonda e il nostro modo di relazionarci”, ha affermato.

Questo “tsunami tecnologico”, ha sottolineato la premier, “rimodella continuamente il nostro ambiente vitale” dobbiamo “saperlo affrontare. Penso, ad esempio, al divario che l’evoluzione tecnologica ha creato tra le competenze necessarie per affrontare la nuova era digitale e la reperibilità di persone in possesso di tali conoscenze”.

Ma la sfida ulteriore creata dall’intelligenza artificiale non si ferma al divario di competenze: investe i temi dell’etica e della responsabilità.

“Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo quello di ottimizzare le capacità umane, che si concentrava sulla sostituzione del lavoro fisico in un mondo nel quale l’uomo rimaneva al centro. Oggi invece viviamo in un mondo nel quale l’intelletto rischia di essere soppiantato, con conseguenze che possono essere imprevedibili: sul mercato del lavoro, portando di fatto a maggiori disuguaglianze e a sempre più inique concentrazioni di potere“, ha sottolineato Meloni. “Sarebbe per noi un errore imperdonabile considerare l’intelligenza artificiale una sorta di dominio senza regole che invece dobbiamo immaginare a tutela dell’uomo e dell’umanità. Però è una sfida che le singole nazioni non possono e non sono in grado di gestire da sole”, ha concluso.

Meloni: impegno su digitale, ma l’Ai è sfida globale

“Siamo impegnati su diversi fronti – ha precisato Meloni -: la creazione di un’identità digitale unica, il wallet digitale, il miglioramento del Fascicolo sanitario elettronico, il cloud della pubblica amministrazione, la digitalizzazione dei servizi pubblici, l’ampliamento all’intero territorio nazionale della connessione a banda larga, che serve a garantire anche nelle zone rurali, collinari e insulari, una rete internet che sia ad alta velocità”.

Ma la sfida cruciale legata all’intelligenza artificiale, nella quale l’Italia intende essere protagonista, richiede un sforzo che va oltre il singolo governo: “Lo abbiamo ribadito in molte sedi, anche all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ne parleremo ad alto livello nel corso della Presidenza italiana del G7 nel 2024”: sull’Ai “la comunità internazionale deve lavorare insieme per sviluppare meccanismi di governance globale che siano in grado di garantire che le applicazioni di questa nuova tecnologia siano un’opportunità al servizio dell’uomo”.

“Vogliamo dare applicazione pratica a quel concetto di ‘algoretica’ che è stato coniato per indicare la strada da seguire: dare un’etica agli algoritmi – ha proseguito Meloni -. Per questo mi fa molto piacere che questa sfida epocale, forse la più grande che abbiamo in questo nostro tempo, sia al centro anche della vostra riflessione e dei lavori di questa tre giorni. Il Governo intende raccogliere gli spunti e le proposte che emergeranno, su questo come su tutti gli altri temi che affronterete, e intende farne tesoro”.

Butti: “Ripensare le Tlc, serve un mercato paneuropeo”

Il Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, ha incentrato il suo intervento alla prima edizione di “ComoLake2023” sul tema delle telecomunicazioni. Queste “vanno ripensate alla luce dei cambiamenti tecnologici, tenendo presente due effetti principali: favorire gli investimenti e attività legislative del contesto europeo in materia di evoluzione tecnologica. Il governo italiano non intende subire passivamente”. Butti ha sottolineato: “Abbiamo delle idee e intendiamo intervenire”.

“Separando la rete dai servizi si facilita la creazione di un mercato paneuropeo e la creazione di operatori paneuropei”, ha affermato Butti. Questa operazione “consentirà di superare la politica commerciale datata e che non consente di garantire una evoluzione tecnologica necessaria”. E ha concluso auspicando “un consolidamento del mercato su modello americano per competere con le grandi aree del mondo”.  

Sul dossier Tim, “trattandosi di una società quotata in borsa non esprimo giudizi”, ha affermato il sottosegretario all’Innovazione; “la cosa importante che interessa al governo è poter controllare la rete delle telecomunicazioni garantendo una presenza da parte dello Stato per quanto riguarda il controllo e poi cominciando a intravedere l’utilizzo di nuove tecnologie”.

Deregolamentare la fibra anche in Italia

Butti è anche intervenuto sul Sole 24 Ore firmando un articolo in cui sostiene la necessità di deregulation nella fibra: “Ormai in tutta Europa la fibra è ampiamente deregolamentata. L’Italia è l’unico paese europeo che mantiene ancora per la fibra criteri di intervento che sono stati concepiti per essere applicati sulle reti in rame. Mi riferisco ai criteri di orientamento al costo del prezzo di accesso wholesale alle nuove reti”.

Questo modello, scrive Butti, “non attrae gli investimenti e riduce la competitività del settore”. Il sottosegretario evidenzia che le indicazioni per la Gigabit connectivity della Commissione europea riconoscono “la necessità di orientare il quadro di settore verso una regolamentazione più attenta alla necessità di promuovere gli investimenti per le reti ad alta velocità come la fibra fino a casa”. Questo approccio regolatorio differente tra rame e fibra è utile “in un contesto di incertezza della domanda, con mercati caratterizzati da alta inflazione, rialzi dei tassi di interesse ed una tendenza a modelli di business con ritorno a breve termine”, prosegue Butti, ricordando come le autorità nazionali abbiano seguito queste indicazioni già da anni e che ora “è arrivato il momento di allineare anche l’Italia al resto d’Europa, per dare, finalmente, un chiaro segnale agli operatori del nostro Paese che investono con fondi privati nella fibra”.

L’Italia ha bisogno di questo nuovo approccio tanto più “perché avrà a breve i due maggiori investitori nelle reti di ultima generazione in fibra con la qualifica di operatore wholesale-only e, quindi, privi di funzioni retail. Un requisito, questo, che consente al legislatore europeo di considerare gli operatori di fibra liberi dagli obblighi di orientamento al costo sul prezzo di accesso alle nuove reti”, secondo Butti.

Giorgetti: “Innovare per competere su scala mondiale”

Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto in video collegamento a ComoLake, affermando che “Dalla capacita di innovazione dipende il peso internazionale e la sostenibilità finanziaria del Paese” e che “La competizione sulle tecnologie innovative è un tratto distintivo delle grandi potenze, soprattutto nella sicurezza nazionale”.

Giorgetti ha anche riferito che “Sullo sviluppo dei mercati di capitali è una grande soddisfazione vedere i dati di crescita del venture capital. Nel 2022 ha registrato un valore di Pil di quasi 2 miliardi, il 48% in più del 2021, un dato che attesta la buona salute del sistema innovativo italiano”. Tuttavia, “l’Italia non è ancora nel posto in cui dovrebbe essere. Questa constatazione deve spingerci a fare sempre di più per arrivare dove merita un grande Paese industriale”.

Per affrontare in modo strutturale la questione della competitività del mercato dei capitali, ha aggiunto il ministro, “il Governo ha finalizzato un disegno di legge, oggi all’esame del Parlamento, mirato a indurre una platea più ampia di imprese di medie dimensioni ad accedere ai mercati regolamentati per rafforzare la loro capitalizzazione e affrontare le sfide competitive con una maggiore disponibilità di risorse e allo stesso tempo attrarre nuovi investitori”.

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