L'INTERVISTA

Benifei: “Con l’AI Act l’Ue sarà avanguardia nella regolazione”

L’eurodeputato Pd e relatore del provvedimento: “Con le nuove norme più sicurezza, più tutele per gli utilizzatori e assist alle startup”. Ma tra Consiglio e Parlamento non c’è ancora l’accordo su foundation model e copyright: pesa la posizione di Francia, Germania e Italia che chiedono un approccio più light. “Sull’impianto generale del pacchetto l’intesa c’è, confidiamo di trovare la quadra a breve”

Pubblicato il 04 Dic 2023

benifei_brando

Sono settimane decisive per l’Artficial Intelligence Act che, una volta approvato, renderà il Vecchio Continente avanguardia nella regolazione della tecnologia. Sono in corso le riunioni del trilogo – Commissione, Consiglio e Parlamento Ue – per raggiungere l’accordo sulla proposta legislativa.

Il 6 dicembre è prevista la prossima riunione in cui i co-legislatori proveranno a trovare l’intesa su un tema critico ovvero quello dei foundation model, i modelli di Machine Learning pre-addestrati su grandi quantità di dati e utilizzati come punto di partenza per realizzare sistemi specifici per compiti particolari.

Su questo aspetto Francia, Germania e Italia si sono opposte a quella che considerano una iper-regolazione contrariamente alla posizione del Parlamento che, invece, punta a regole stringenti.

La presidenza spagnola aveva inizialmente proposto un approccio graduale, un po’ simile a quello americano, che sottopone a vigilanza e scrutinio i modelli più avanzati.

Di quello che sta succedendo ne parliamo con Brando Benifei, eurodeputato del PD e relatore dell’AI Act.

Benifei, cosa sta succedendo a livello di trilogo?

Esiste una diversità di vedute per quanto riguarda i modelli di base. Il Parlamento europeo è convinto che, se il livello di impatto è più elevato, sia necessario fare ricorso a obblighi di sicurezza più stringenti. Anche perché in questo modo si sosterrebbe l’innovazione e la nascita di startup, dato che le responsabilità dei rischi non ricadrebbero su queste ultime. Diversa invece è la posizione di alcuni Stati, come Germania e Francia, che per ora hanno continuato a preferire un approccio legato solamente al rischio applicato. Anche l’Italia si è allineata su questa posizione.

Cosa propongono in alternativa?

In pratica secondo la lettera sottoscritta da Parigi, Berlino e Roma sarebbe meglio regolamentare i sistemi General Purpose con meri obblighi di trasparenza. Per fare questo sarebbe sufficiente definire una documentazione tecnica che riassuma le informazioni sui modelli addestrati.

Perché questo approccio non convince il Parlamento Ue?

Perché non tiene in debita considerazione il rischio sistemico dell’evoluzione tecnologica. Mi spiego: per i foundation model più potenti non è possibile, ad oggi, prevedere come si svilupperanno. Per questo vanno previste delle regole pre-mercato che ne verifichino i requisiti di sicurezza prima della trasposizione in sistemi e della commercializzazione. Altro punto riguarda i divieti di utilizzo. Vanno vietati – di questo il Parlamento Europeo è fortemente convinto – la sorveglianza e il controllo tramite AI negli spazi pubblici, ad eccezione delle indagini su crimini specifici col via libera di un giudice, così come strumenti di polizia predittiva che in teoria dovrebbero prevedere chi potrebbe commettere un reato. Sistemi usati negli Stati Uniti che stanno mostrando tutti i limiti legati alla presenza di bias, andando a rafforzare pregiudizi di razza e genere.

C’è poi la questione del copyright e della corretta informazione: sistemi di intelligenza artificiale possono violare il diritto d’autore e anche veicolare notizie false. Lì come siete messi?

L’AI Act mira a garantire trasparenza sui contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale tramite l’utilizzo obbligatorio da parte degli sviluppatori dei cosiddetti watermarks, ossia “filigrane digitali” nascoste appositamente “seminate” nei testi, video o immagini generate dall’AI, che rendono conoscibile da un qualunque device l’origine non umana del contenuto. Si tratta di un obbligo fondamentale per combattere disinformazione e deep fake. E su questo l’accordo con il Consiglio c’è. Dove ancora non c’è, è sulla questione del copyright dove anche le big tech hanno espresso più di qualche dubbio.

Cosa ha previsto il Parlamento sul diritto d’autore?

Invece di ricorrere a una semplice procedura di opt out per dire “non potete usare i miei contenuti” – crediamo che non sia sufficiente per proteggere gli autori – si chiede agli sviluppatori maggiore trasparenza e dunque li si obbliga a rendere noti “quali” contenuti protetti da copyright sono stati usati nell’addestramento, così da permettere agli autori di chiedere una compensazione se ne ricorrono i presupposti. La questione è complessa tecnicamente e ancora non vede un accordo fra Parlamento Europeo e Consiglio.

Qualcuno, soprattutto tra i giuristi, ha evidenziato un eccessivo ricorso alla parola “accountability” nell’AI Act che rischierebbe di annacquare la normativa. Lei che idea si è fatto?

Stiamo lavorando sul testo per garantire la maggiore certezza legale possibile senza soffocare un mercato che comunque deve crescere. È un tema molto sentito dal Parlamento.

Questo scontro Consiglio-Parlamento rischia di fare deragliare tutto il regolamento?

Come Parlamento auspichiamo che il pacchetto venga varato prima della fine della legislatura (ad aprile 2024 ndr), anche perché il tempo c’è, ma soprattutto c’è già l’accordo sull’impianto generale che individua settori sensibili, ad esempio giustizia, scuole e sanità. Si tratta di ambiti di uso di sistema di intelligenza artificiale considerati ad “alto rischio” e, dunque, richiedono una procedura di verifica di conformità da parte degli sviluppatori che riguarda varie caratteristiche come la qualità e appropriatezza dei dati usati per l’addestramento o ancora la cybersicurezza e l’impatto ambientale. Confidiamo dunque di trovare una quadra complessiva il prossimo 6 dicembre.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati