POLIMI

Il digitale “salva-professionisti”

La crisi non risparmia nessuno, nemmeno i commercialisti. Ma le nuove tecnologie possono
diventare un valido strumento per rilanciare l’attività. Paolo Catti (Polimi): “Gli studi
devono adottare nuovi modelli di lavoro, anche in mobilità, e nuovi approcci al mercato”

Pubblicato il 08 Giu 2013

La crisi, al pari della “livella” di Totò, non risparmia nessuno. Nemmeno chi, come i professionisti, nell’immaginario collettivo, rappresentano categorie “privilegiate” al riparo da tutto e da tutti. Ma così non è. Qualcuno ha chiuso i battenti, altri hanno ridotto l’organico. Per un piccolo studio un paio di parcelle non incassate dai clienti e il destino è segnato. È quasi normale ascoltare commercialisti, che raccontano di clienti storici ai quali non se la sentono di “chiudere i rubinetti” dei servizi di contabilità.

E allora si prosegue anche se da un paio d’anni non si incassa quanto dovuto. Non è un caso, allora, che le operazioni di M&A, che coinvolgono gli studi di commercialisti, siano in aumento. Come pure l’intervento di gruppi stranieri che calano in Italia a “fare la spesa” di piccole o medie realtà professionali con portafogli interessanti. Commercialisti e imprese, un destino legato a filo doppio, com’è nella logica delle cose. Ecco perché se si parla dei primi, in realtà non si può fare a meno di parlare dei secondi. In questo contesto i 113 mila commercialisti e anche gli altri professionisti, possono vedere nelle Ict un alleato che aiuta a combattere la crisi? La risposta non può che essere affermativa: la tecnologia informatica aumenta la produttività, migliora l’efficienza globale di un sistema e riduce i costi di gestione. “Per uno studio che gestisce la contabilità dei clienti, fare la conservazione digitale dei documenti – spiega Paolo Catti, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Ict&Commercialisti della School of Management del Politecnico di Milano – può significare risparmi pari a oltre il 20% del fatturato. Senza contare tutta la mole dei dichiarativi che, per legge, gli studi devono stampare e conservare. Qualche esempio per essere più chiaro: per le fatture passive la registrazione automatica e la loro conservazione digitale significa da 2 a 4 euro di risparmio; per quelle attive la sola conservazione digitale produce risparmi da 1 a 3 euro a documento”.

La digitalizzazione dei documenti rappresenta lo strumento ideale per difendere i margini? Sì, ma non solo. Può essere anche la leva per offrire nuovi servizi e migliorare la fedeltà dei clienti. Passare dalla gestione di un documento cartaceo a uno digitale significa ridurre sensibilmente almeno tre componenti di costo: i tempi di lavorazione – senza valutare la riduzione degli errori – gli spazi dedicati agli archivi cartacei, i materiali di consumo, che comprendono carta, toner per stampanti e fax, manutenzioni delle attrezzature. In un periodo in cui è difficile espandere i ricavi, l’attenzione verso il contenimento strutturale dei costi aiuta a difendere la marginalità e, magari, contribuisce pure a creare occasioni per dare più servizi ai clienti.
“A livello generale – continua Paolo Catti – l’ambito dei commercialisti è ancora di matrice tradizionale: gestione di contabilità e grandi quantità di dichiarativi. Le tecnologie digitali sono mediamente poco diffuse e non utilizzate per erogare nuovi servizi o gestire il lavoro anche in mobilità. Sono necessari nuovi modelli di lavoro e nuovi approcci al mercato, abilitati e addirittura costruiti a partire dalle tecnologie digitali”.
Il cambiamento è, però, un percorso che passa attraverso alcune fasi, tra cui il ricambio generazionale, l’alfabetizzazione informatica, l’apertura culturale verso nuovi schemi gestionali. Non basta una norma per cambiare una cultura, ma occorrono programmi. Formazione e incentivi specifici sono i temi che le autorità politiche centrali e territoriali – camere di commercio, ordini professionali, associazioni di categoria – devono portare avanti. Il rilancio dell’economia passa certamente attraverso il sostegno diretto alle imprese. Non dimentichiamo, però, che il risultato può essere potenziato agendo anche su chi gravita intorno alle aziende, come parte integrante di un sistema più ampio.

I commercialisti siedono nei consigli di amministrazione, nei collegi sindacali, sono revisori dei conti, gestiscono le contabilità di tante imprese di micro e piccola dimensione – spina dorsale dell’economia nazionale – spesso sono a fianco dell’imprenditore coi loro consigli sulle strategie da seguire. Perchè trascurare il fatto che, anche tramite loro, si può influenzare positivamente l’impresa sulla strada della diffusione delle tecnologie digitali? Perché se si parla di commercialisti, si parla di impresa!

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati