DIVERSITY & INCLUSION

Imprenditoria, per gli unicorni fondati da donne livelli record di raccolta



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Dalle rilevazioni di Klecha & co emerge la crescita del numero di startup al femminile. Ma se a livello mondiale la marketshare è del 25% in Italia si attesta al 13,7%. E secondo un’indagine di Milano-Bicocca e Women&Tech oltre il 70% delle professioniste in ambito tech fatica a ottenere un adeguato riconoscimento economico

Pubblicato il 24 apr 2024



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Buone notizie sul fronte europeo in termini di finanziamento alle startupper: il 2023 è stato un anno record per capitali raccolti pari al 22,8% dei finanziamenti complessivi di Venture Capital e si stima che questa tendenza possa proseguire anche nel 2024. Crescono anche gli unicorni al femminile, passati in Europa dall’11,4% nel 2021 al 15% nel 2023.

Lo afferma il nuovo insight report di Klecha & Co., dedicato al ruolo delle donne nel settore tecnologico. Secondo l’indagine, oggi, a livello globale, 1 startupper su 4 è donna, ma l’Europa appare ancora in forte ritardo: sebbene le donne costituiscano il 51% della popolazione europea, rappresentano solo il 14,8% degli imprenditori startupper. Tale quota scende ulteriormente se si guarda all’Italia dove, nonostante le opportunità di finanziamento e gli obiettivi specifici del Pnrr, le startup a prevalenza femminile sono passate dal 13,2% nel 2021 al 13,7% nel 2023.

Cresce la percentuale di donne attive in ambito tech

Anche la percentuale di donne attive in ambito tech a livello globale è in aumento: tra i big tech, Google segnala che l’incidenza femminile è passata dal 31% del 2018 al 34% nel 2023, Microsoft evidenzia che le donne con ruoli in ambito tech sono passate dal 21,4% nel 2019 al 26,6% nel 2023. Facebook e Apple mostrano trend simili. Guardando alle posizioni di vertice, tuttavia, solo 1 su 10 ceo tra le big tech è donna, quota stabile rispetto a tre anni fa.

Nel 2023 crescono anche in Europa le donne impiegate nel settore IT, salite al 25,2% (23% nel 2019), così come la quota di donne leader in aziende tecnologiche, che ha raggiunto il 14%, valore stabile rispetto a quello dell’anno precedente, ma in decisa crescita rispetto al 2015, quando era pari all’8%.

Essenziale il ruolo delle donne nel cambio di paradigma

“La tecnologia evolve costantemente e cambia gli schemi con cui aziende e istituzioni rispondono alle necessità di consumatori e cittadini – afferma Fabiola Pellegrini, co-fondatrice e Partner di Klecha & Co. – . Per la loro capacità di contribuire in modo diverso all’innovazione, le donne hanno un ruolo essenziale nel cambio di paradigma e il tech è quindi una delle nicchie più interessanti in cui possono affermarsi. I dati ci dicono che le donne nel tech sono in aumento, ma la loro rappresentanza, nonostante gli evidenti benefici, non è ancora sufficiente, soprattutto nel mondo delle startup, dove devono emergere come imprenditrici, manager e azioniste. Il role modeling e la celebrazione di persone capaci, che con il loro lavoro e la loro determinazione sono riuscite a incidere sull’ecosistema dell’innovazione, è cruciale per alimentare un percorso virtuoso dove i successi di una alimentano i successi futuri di altre in ambiti che saranno sempre più strategici. Si deve quindi continuare a supportare la presenza di studentesse in ambito Stem, lo sviluppo di aziende a guida femminile e non lasciare che percorsi di vita complessi possano bloccare delle carriere eccellenti”.

Riconoscimento salariale e di carriera più arduo per le donne

Lo studio “Donne e Tecnologia: un’indagine quali-quantitativa”, condotto in collaborazione sinergica tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, tramite il Comitato Unico di Garanzia (CUG), e Women&Tech Ets – Associazione Donne e Tecnologie, fa intanto emergere che le professioniste sono preparate e dedite al lavoro anche in termini orari, ma la maggior parte di loro fatica a ottenere un riconoscimento salariale e di carriera. Oltre il 71% delle intervistate afferma, infatti, di avere percepito o esperito un trattamento salariale diverso rispetto ai colleghi uomini e l’11,4 per cento preferisce non rispondere.

Le difficoltà delle lavoratrici madri

L’indagine presentata ha dedicato un focus specifico alla tematica “donne e tecnologia” con l’obiettivo di raccogliere informazioni e dati sulle esperienze delle lavoratrici all’interno del network di aziende e persone associate. In particolare, sono state analizzate cinque dimensioni: genere e settore Ict; soddisfazione lavorativa; armonizzazione delle sfere di vita; gap di genere percepiti e possibili misure a contrasto.

Dal campione emerge come lavoratrici madri full-time e madri single esprimano maggiori difficoltà nel conciliare e armonizzare diverse sfere di vita e dichiarino maggiore fatica a godere di tempo libero. Significativo il fatto che la quota di lavoratrici “a orario ridotto” presente all’interno del campione (10 per cento) sia composta per il 90,5 per cento da donne madri e che in questo gruppo non si registri la presenza di donne che ricoprono ruoli apicali.

Più difficile ottenere credibilità

Oltre alla già citata diffusa percezione di ineguaglianze a livello salariale, il 51,4 per cento delle lavoratrici del campione dichiara che “spesso“ o “sempre” sia successo nella propria esperienza professionale di percepire maggiori difficoltà, rispetto ai colleghi uomini, nell’ottenere credibilità e riconoscimento. Sebbene il 37 per cento delle donne dichiari una progressione di carriera negli ultimi 5 anni, il 19,5 per cento del campione dichiara che il suo genere abbia “spesso” giocato un ruolo negativo nel vedersi accettare una possibilità di miglioramento di carriera.

Stem, Eit forma 40mila ragazze

Il progetto Girls Go Circular dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (Eit) ha raggiunto l’ambizioso obiettivo di formare 40mila in materie Stem in 33 Paesi in tempi record. Il programma continuerà a offrire servizi di sostegno all’istruzione e all’innovazione a un numero maggiore di giovani innovatori (di età compresa tra 14 e 19 anni) in tutta Europa. Girls Go Circular si inserisce negli sforzi della Comunità Eit per colmare i divari di genere e rafforzare le donne nell’imprenditorialità e nell’innovazione europea.

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