TELCO PER L’ITALIA 2024

Open Fiber, Gola: “Per accelerare sul take up serve un nuovo approccio commerciale”



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“La copertura delle aree bianche sarà completata a metà 2025, sulle aree grigie siamo in accelerazione”. Ma il vero nodo resta l’adozione: “Diamo il nostro supporto alle vendite con una presenza diretta”

Pubblicato il 26 giu 2024



Giuseppe Gola

Open Fiber ha messo l’acceleratore sull’attività di infrastrutturazione delle aree bianche e grigie italiane e aumentato il focus sul take up: questa la strategia illustrata da Giuseppe Gola, Amministratore delegato di Open Fiber, intervenuto a Telco per l’Italia all’interno della tavola “Le infrastrutture a servizio della digital transformation.

Open Fiber: avanti sulla fibra nelle aree bianche

“Stiamo andando avanti con la roadmap per la copertura e accelerando nello sviluppo”, ha detto Gola; “sulle aree bianche siamo in dirittura di arrivo, con l’88% dell’infrastruttura realizzata: il Molise è completato, altre 4-5 regioni saranno coperte entro il 2024 e la previsione di completamento totale è per l’agosto del 2025. Lo vedo come un progetto realizzato, ora il vero punto è l’utilizzo della rete, e sono felice che sia operativo l’accordo con Tim, che sta iniziando a migrare i clienti in aree bianche dal rame alla fibra“.

Open Fiber sta intervenendo con un diverso approccio commerciale, in cui lavora, certamente, come operatore wholesale con i suoi partner, ma, nelle aree bianche, anche con un supporto alle vendite tramite presenza diretta.

“Questo ci sta permettendo di accelerare, stiamo attivando quasi 20mila clienti al mese, più del doppio di quanto facevamo prima”, ha detto Gola. “C’è sia un tema commerciale che di sollecito dei clienti in rame all’uso della fibra”.

Oggi, infatti il rame e la fibra hanno costi equivalenti e per convincere i clienti serve “una spinta complessiva”. In questo senso, il white paper della Commissione europea che delinea il progetto dello switch off del rame entro il 2030 “ci ha dato un’importante sollecitazione verso cui dobbiamo andare”, ha indicato Gola; “sappiamo che il progetto è lungo e complesso, ma dobbiamo farcela, possiamo dimostrare che è possibile”.

Sprint nelle aree grigie, focus sul take-up

Sulle aree grigie, la situazione è diversa. La rete è ancora in fase di sviluppo, ha affermato Gola: “In questi ultimi mesi abbiamo rivisto complessivamente la progettazione e stiamo andando verso una copertura più omogenea e efficace, superando un fase iniziale di lentezza. Ora siamo a quasi 1000 km al mese di rete realizzata e 40mila civici al mese collegati, non è ancora sufficiente per gli obiettivi al 2026, ma stiamo recuperando e ci metteremo al passo con i target europei entro fine anno. Siamo focalizzati sullo sviluppo dell’infrastruttura, ma con un focus maggiore sul suo utilizzo”.

L’Italia, come noto, ha un ottimo livello di infrastrutturazione rispetto ai suoi pari europei, ma livelli bassi di take up della fibra: siamo al 27% contro il 68% della Francia e l’80% della Spagna. “La nostra infrastruttura in rame è più difensiva, ma dobbiamo procedere”, ha detto Gola.

La fibra come abilitatore: il progetto edge data center

Gola ha anche ribadito il valore della connettività: “È una commodity solo se guardiamo ai prezzi, ma non lo è in quanto abilitatore, soprattutto la fibra. Open Fiber sta lavorando a molti progetti di innovazione: pensiamo agli edge data center, che distribuiscono la capacità di calcolo sul territorio, anziché accentrarla in un solo punto, ma devono essere connessi con la fibra ad alta capacità e bassa latenza. Open Fiber sta entrando in questo business con l’obiettivo di creare una rete nazionale e massimizzare lo sfruttamento della sua infrastruttura”.

Open Fiber sta innovando anche sulla cybersecurity con la Quantum key distribution, evoluzione della cifratura delle connessioni possibile solo con la fibra. In questo ambito l’azienda ha già avviato un progetto con Cellnex nel Frejus: “Una sperimentazione – ha chiarito Gola – ma che la fibra sta trasformando in realtà”.

Altro strumento innovativo è il digital twin: “Per Open Fiber è ormai parte fondamentale dello sviluppo e della progettazione della rete, che mettiamo anche a disposizione degli altri operatori e degli enti locali per avere visibilità sulle reti e coordinare l’attività di manutenzione”, ha concluso Gola.

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