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IT Wallet, ecco cos’è e come funziona il nuovo portafoglio digitale



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Via alla sperimentazione della piattaforma dove sarà possibile inserire patente, tessera sanitaria, tessera europea della disabilità e da fine anno anche la carta di identità elettronica. Passo fondamentale verso la European Digital Identity

Pubblicato il 1 lug 2024

Enzo Lima

giornalista



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Un portafoglio digitale dove inserire la patente, il passaporto, la tessera sanitaria e in seguito anche la carta di identità. Il 15 luglio parte la sperimentazione dell’IT Wallet, che vedrà coinvolto un campione di cittadini che già usano l’App IO. E dal 4 ottobre tutti cittadini potranno caricare i loro documenti sul wallet elettronico.

L’Italia punta ad anticipare la deadline europea del 2026, anno cui tutti i Paesi Ue saranno obbligati dotarsi di un e-wallet: già dal 2025 infatti nel nostro Paese sarà possibile inserire anche la carta di identità elettronica completando così la tipologia di documenti caricabili.

L’Italia ha messo sul piatto circa 300 milioni per portare a termine l’operazione IT Wallet.

Le fasi della sperimentazione

Nella prima fase verrà coinvolto un campione rappresentativo della popolazione per età, regione di provenienza e professione. Questi cittadini riceveranno sull’App Io che hanno scaricato sul loro smartphone un avviso che sull’applicazione sono disponibili la patente e la tessera sanitaria.

In autunno via alla seconda fase: il sistema sarà reso accessibile a un numero sempre più ampio di persone che potranno richiedere gratuitamente patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità sull’App IO e certificati con firma elettronica. Entro l’anno è previsto l’arrivo sull’app anche della carta d’identità elettronica.

IT Wallet, cos’è e come funziona

L’IT Wallet è il primo passo verso l’istituzione dello European Digital Identity (Eudi) Wallet che offrirà ai cittadini e alle imprese un sistema semplice, affidabile e sicuro per identificarsi online e condividere una moltitudine di attributi e certificati, come ad esempio la patente di guida, il diploma o gli estremi del proprio conto bancario, con fornitori di servizi privati ​​e pubblici. Un sistema dunque più complesso dello Spid che funziona solo piattaforma per l’identità digitale. Nell’IT Wallet verranno inseriti i cosiddetti “attributi verificabili” (dati del passaporto, del certificato di nascita, della patente, della tessera elettorale). Dal 2026, anno della messa a regime dell’Eudi, le identità digitali contenute nel portafoglio dovranno essere accettate da tutti i Paesi Ue, l’Italia dovrà fare altrettanto con i wallet elettronici degli altri. In questo modo sarà possibile accedere con la propria identità digitale ai servizi pubblici in tutta l’Ue, aprire un conto in banca, noleggiare una macchina, accedere ai servizi pubblici e così via.

App Io e IT Wallet, come accedere

Per attivare IT Wallet, i cittadini dovranno scaricare l’App IO e accedere tramite Carta d’identità elettronica o Spid. Tra fine anno e inizio 2025 IT Wallet diventerà un’app a sé stante.

Grazie a IT Wallet, sarà possibile acquistare con pochi click un farmaco che richiede ricetta medica o una sim per lo smartphone, oltre che noleggiare un’auto, senza presentare i documenti di persona. Ci sarà poi spazio anche perperizie e titoli o attestati tecnici, grazie a una serie di altri portafogli digitali a pagamento dedicati ai professionisti, alle banche e alle aziende di telecomunicazione, con una partnership tra Stato e imprese. Presto si potranno avere nel formato digitale attestazioni elettroniche per partecipare a bandi pubblici, titoli professionali per dimostrare l’appartenenza agli albi, i curricula come attestazione elettronica nel rapporto con la PA e per la selezione del personale, pareri e asseverazioni

Si calcola che il portafoglio digitale italiano interesserà una platea di potenziali interessati di 44,5 milioni di persone. It Wallet non è e non sarà obbligatorio, così come non lo saranno la patente digitale o la carta d’identità digitale. Resteranno in vigore e validi i documenti fisici e non è prevista alcuna data per la loro dismissione definitiva.

La sicurezza

Nel caso dell’IT Wallet, per proteggere da possibili malfunzionamenti o intrusioni da parte di malintenzionati, il portafoglio digitale avrà due livelli di validazione dei documenti. I cittadini, quindi, dovrebbero poter scambiare i dati senza intermediari, il che garantirebbe loro di mantenere il controllo su quali informazioni condividere e con chi.

IT Wallet, in campo anche i privati

Presto anche le aziende private potranno proporre soluzioni di portafoglio digitale. Per farlo dovranno accreditarsi su una apposita infrastruttura online. A valle di un percorso di qualifica e certificazione, potranno i soggetti privati potranno sviluppare nuovi e-wallet.

IT Wallet e pagamenti elettronici

Quando il portafoglio digitale sarà ormai diffuso e dialogherà con l’Eudi Wallet europeo, potrebbe arrivare la possibilità di effettuare i pagamenti nei confronti della pubblica amministrazione, ma anche quelli verso i privati, integrando nel “portafoglio” sistemi di pagamento come Bancomat, Postepay, Satispay e così via.

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