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Transizione 5.0, allarme di Ucimu: “Piano a rischio, allungare l’utilizzo dei fondi Ue”



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La presidente Barbara Colombo: “L’attesa prolungata dell’operatività del provvedimento e la mancanza dei decreti attuativi impattano negativamente sulla domanda”. Ma il ministro Urso assicura: “Norme operative entro luglio”. Intanto Anie Automazione conferma Andrea Bianchi alla presidenza

Pubblicato il 11 lug 2024




Le incertezze sul Piano Transizione 5.0 e in particolare “l’attesa prolungata dell’operatività del provvedimento e la mancanza dei decreti attuativi hanno creato un doppio effetto negativo: da un lato, hanno determinato la sospensione delle decisioni di acquisto da parte degli utilizzatori, in attesa che il provvedimento fosse chiaro; dall’altro hanno, almeno in parte, oscurato la disponibilità del provvedimento 4.0 che è tuttora in vigore ma che, per molti operatori, è finito nel dimenticatoio”. A parlare è Barbara Colombo, presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, che, intervenendo all’assemblea dei soci, ha evidenziato le principali cause del rallentamento della domanda interna.

“Dopo un biennio davvero strepitoso, segnato da una crescita a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici, il 2023 si è confermato anno favorevole per l’industria italiana di settore che ha messo a segno un nuovo record di produzione”, ha premesso la numero uno dell’associazione che riunisce i costruttori italiani di macchine utensili. “Il risultato positivo è stato però determinato esclusivamente dall’ottimo andamento delle esportazioni che hanno registrato una vera e propria impennata. Questo exploit dimostra, ancora una volta, la flessibilità delle imprese italiane capaci di riorientare rapidamente la propria attività verso i mercati più dinamici, ma al tempo stesso, mette in evidenza la chiara debolezza del mercato italiano che, già a fine 2022, aveva cominciato a scricchiolare. L’andamento della raccolta ordini di questi primi sei mesi conferma la debolezza della domanda che, sia in Italia che all’estero, subisce l’instabilità del contesto. Per il mercato interno, “se questo rallentamento può essere considerato in parte fisiologico, vista l’eccezionale espansione del biennio appena passato, è altrettanto vero che, sul risultato, ha pesato l’incertezza intorno a Transizione 5.0”.

Perché è necessario finalizzare rapidamente il Piano

“Con l’entrata in funzione di Transizione 5.0, che speriamo arrivi a giorni, le imprese manifatturiere italiane avranno l’opportunità di scegliere se operare con uno o con l’altro provvedimento, ben consapevoli che il 5.0 unisce digitale e risparmio energetico mentre il 4.0 continua a insistere esclusivamente sul digitale”, ha aggiunto Colombo. “E sarà a disposizione un bel plafond di risorse. Si tratta di circa 13 miliardi totali: 6,4 miliardi sono quelli stimati per il 4.0; mentre 6,3 miliardi sono le risorse certe per il 5.0 dal fondo Repower Eu. Il punto è però che, se non sarà operativa nell’immediato, Transizione 5.0 rischia di veder svanita una parte consistente dei benefici che ha sulla carta”.

In altre parole, ha avvertito Colombo, “i tempi così compressi tra la disponibilità della misura e il termine di consegna e interconnessione del macchinario (fissato a dicembre 2025), mettono in difficoltà i costruttori italiani che, specializzati nel prodotto super personalizzato, hanno tempi di produzione di circa 6-8 mesi. E, anche in considerazione della promessa fatta dal governo di operare a supporto del Made in Italy, noi crediamo che queste lungaggini siano un vero autogol perché, di fatto, rischiano di favorire prima di tutto gli importatori che dispongono di ampi magazzini. Per tale ragione”, ha concluso la presidente di Ucimu, ”ritengo che, una volta operativa Transizione 5.0, Confindustria debba intervenire immediatamente presso le autorità affinché si consideri l’allungamento al 2026 della possibilità di utilizzo dei fondi stanziati dall’Europa per tale misura”.

Urso: entro luglio Transizione 5.0 sarà operativo

Nel corso dell’assemblea annuale di Unem (Unione Energie per la Mobilità) Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha indirettamente risposto all’allarme lanciato da Barbara Colombo. “Abbiamo utilizzato al meglio le risorse nazionale ed europee nel Pnrr per investirli sull’innovazione tecnologica delle nostre imprese anche ai fini dell’efficientamento. Sui quasi 10 miliardi le risorse in più che abbiamo avuto dall’Ue e abbiamo messo tutti sulla tecnologia green. 6,3 miliardi sono stati destinati ad incrementare il piano Transizione 5.0 che, insieme ai 6,4 miliari dei fondi nazionali, arriva a quasi 13 miliardi per incentivare le imprese nella Transizione digitale e green, sostenendo le imprese in questi mesi. Entro il mese di luglio”, ha precisato Urso, “sarà pienamente operativo. Abbiamo anche incrementato le risorse per chi vuole creare impianti produttivi, a cui vanno 2 miliardi e mezzo per tecnologie green”.

Andrea Bianchi riconfermato presidente di Anie

Rimanendo nell’ambito del manufacturing italiano, l’assemblea dei soci di Anie Automazione ha riconfermato presidente Andrea Bianchi, amministratore delegato di Heidenhain Italiana, fino al 2026.

“Ringrazio i soci di Anie Automazione per la rinnovata fiducia”, ha dichiarato Bianchi, “che mi consente, in questo nuovo mandato di presidenza, di dare continuità al progetto di rendere questa associazione sempre di più il punto di riferimento per il mercato e le istituzioni, oltre che sede privilegiata di confronto e dialogo tra le imprese. Forti del sostegno della base associativa, in stretta collaborazione con i vicepresidenti e il comitato direttivo, rafforzeremo il nostro impegno nel valorizzare le imprese e il loro patrimonio tecnologico che riveste un ruolo cruciale nelle transizioni digitale e green. Parallelamente intensificheremo le iniziative formative e informative finalizzate ad accrescere la consapevolezza che gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità rappresentano un volano per la crescita e per una maggiore competitività e resilienza del sistema industriale. In ultimo, ma di certo non meno importante, continueremo a stimolare lo sviluppo di politiche economiche lungimiranti e calibrate sulle reali esigenze del tessuto manifatturiero italiano”.

Parlando del Piano Transizione 5.0, rispetto al quale la speranze è che “possa rappresentare il giusto stimolo per una ripresa del settore che oggi vede una dinamica degli ordinativi piuttosto debole”, Bianchi ha precisato che “l’Associazione prosegue la sua opera di divulgazione: è in fase di pubblicazione un Vademecum Transizione 5.0 sulle componenti di apporto delle tecnologie immateriali e materiali per il raggiungimento delle soglie di riduzione dei consumi richieste per accedere alle maggiorazioni di incentivo.”

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