LA GUERRA DEI BREVETTI

Obama “salva” Apple, no al blocco di iPhone e iPad

Veto della Casa Bianca alla decisione dell’Itc di vietare la vendita negli Usa di alcuni modelli dopo la vittoria di Samsung in una lunga causa brevettuale. Ma i fronti aperti tra governo Usa e Cupertino restano tanti

Pubblicato il 05 Ago 2013

L’amministrazione Obama “salva” Apple ponendo il suo veto allo stop sulla vendita di alcuni modelli di iPhone e iPad imposto dalla Us International Trade Commission dopo la vittoria della rivale Samsung in una lunga causa brevettuale. Il divieto doveva scattare oggi, ma, come riporta il Wall Street Journal, la Casa Bianca ha apposto il suo veto ribaltando la decisione della Itc.

Il divieto di vendere alcuni modelli Apple (tra cui l’iPhone4) scaturiva dalla sentenza del tribunale cui si era rivolta Samsung e che ha riconosciuto che la Mela avrebbe “copiato” in quei device certi brevetti della rivale.

L’Alto rappresentante per il Commercio Usa, Michael Froman, ha spiegato che il veto di Barack Obama è in linea con la recente posizione del governo che intende far sì che i brevetti “standard-essential” non siano usati per distorcere la concorrenza sul mercato. Il veto nasce anche dal timore che i detentori di brevetti esercitino un’influenza eccessiva sui concorrenti e che il bando sull’importazione dei prodotti Apple produca effetti negativi sulla competitvità dell’economia americana e anche sui consumatori. Il riferimento all’indotto di Apple per il pil americano suggerisce che la Casa Bianca teme un danno economico nazionale di vasta portata, anche se per Apple si tratta di una “decisione storica a favore dell’innovazione”.

Delusa, come è comprensibile, Samsung, che ha commentato: “Avevamo offerto i brevetti ad Apple ma loro si sono rifiutati di pagarci i diritti”. La contromossa potrebbe essere ora chiedere i danni alla Mela davanti ai tribunali federali perché il veto del presidente non impedisce di farlo.

Samsung e Apple sono coinvolte in una lunga e difficile battaglia legale sulla paternità di diversi brevetti per gli smartphone. L’azienda americana sostiene che i telefoni Android della rivale abbiano copiato alcune delle caratteristiche principali degli iPhone; la casa sudcoreana rivolge accuse simili alla concorrente.

Dopo la sentenza dell’Itc che aveva dato ragione a Samsung e vietato ad Apple l’import dei prodotti (assemblati all’estero) per la loro immissione sul mercato americano, osservatori e aziende tecnologiche si sono divisi in due fronti: da una parte quelli che chiedevano una maggior elasticità nel sistema, evitando i divieti di importazione ed ammorbidendo le normative per favorire l’innovazione e la scelta per i consumatori; dall’altra quelli che invocavano regole certe e ferree, così da tutelare al meglio le proprietà intellettuali e gli investimenti in ricerca e sviluppo. Obama (con un intervento eccezionale: è la prima volta dal 1987 che un’amministrazione Usa pone un veto sulla messa al bando di un prodotto ordinata dalla Itc) si è schierato con i primi; il veto è un modo per chiedere al comparto di rivedere gli equilibri nel mondo dei brevetti, di ridurre le cause legali e di trovare nuove modalità di cooperazione invece di ricorrere continuamente alle battaglie in tribunale.

Al momento risulta favorita Apple a scapito di Samsung, tuttavia nel lungo periodo anche la sud-coreana potrebbe beneficiare dell’intervento di Obama. Nei prossimi giorni, infatti, sarà in discussione presso una Corte americana la sospensione della distribuzione di alcuni vecchi modelli di Samsung Galaxy, per una presunta violazione di brevetti Apple. L’Itc dovrà pronunciarsi, ma se riconoscerà le ragioni di Apple vietando le importazioni dei prodotti Samsung, il presidente americano, per non creare un vero caso diplomatico, sarà indotto a firmare un nuovo veto, stavolta a favore della sudcoreana, ripristinando la parità.

Del resto, se la Casa Bianca oggi ha voluto “salvare” la casa della Mela, i fronti aperti con l’azienda guidata da Tim Cook non mancano: il dipartimento di Giustizia, dopo aver ottenuto la condanna di Apple per aver tentato di alzare artificialmente il prezzo degli ebook d’accordo con cinque grandi editori, sta perseguendo in tribunale l’autorizzazione a sorvegliare la gestione dei rapporti tra Apple e le maggiori società musicali per evitare la nascita di cartelli anche in questo settore. Il ministro della Giustizia Eric Holder vorrebbe anche obbligare Apple a vendere sul suo App Store gli ebook della concorrenza. Secondo il commento de La Stampa di oggi, la mossa di Obama potrebbe servire ad ammorbidire i rapporti con Cupertino, evitando uno scontro totale, e spingere Cook a un maggior rispetto delle regole della concorrenza sul mercato degli Stati Uniti.

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