Fossati dichiara guerra a Telco: “Via tutto il cda”

Forte di oltre il 5% del capitale chiede la convocazione di un’assemblea straordinaria di Telecom, la revoca dei consiglieri in quota Telco e il rinnovo di tutto il consiglio

Pubblicato il 17 Ott 2013

Marco Fossati sferra l’attacco a Telco. Con una mossa a sorpresa (relativa) il finanziere attraverso la sua finanziaria Findim ha chiesto la convocazione dell’assemblea di Telecom Italia. In una nota la società comunica che verrà convocato un consiglio di amministrazione “per le opportune valutazioni”.
Ad oggi, l’unico Cda in agenda risulta essere quello del 7 novembre convocato sui conti trimestrali anche se in esso potrebbe venire discusso il piano industriale ed eventualmente la eventuale dismissione di Tim Brasil e delle partecipate sudamericane.
L’iniziativa di Fossati chiarisce così la ragione per cui nei giorni scorsi Findim ha incrementato la propria quota in Telecom Italia portandola dal 4.999% al 5,004%. Forte di questa partecipazione, pari a un ventesimo del capitale sociale, Fossati può infatti chiedere al presidente di Telecom la convocazione di un’assemblea dei soci, come ha fatto.

Findim chiede di chiamare i soci a discutere e deliberare sulla “revoca degli amministratori a suo tempo candidati da Telco S.p.A. o successivamente cooptati e sul conseguente rinnovo dell’intero Consiglio di Amministrazione, previa determinazione del numero dei componenti dello stesso”. Findim chiede inoltre di inserire anche un terzo punto “deliberazioni inerenti e conseguenti”.
L’iniziativa di Fossati è giunta al termine di un’altra giornata di Borsa che ha visto Telecom Italia (+3,15%) finire nuovamente sotto i riflettori.

“Personalmente non me lo aspettavo”. Questo il commento di Gaetano Miccichè, direttore generale di Intesa Sanpaolo e consigliere di Telecom, alla richiesta di Fossati “Fossati – spiega – un azionista che ha investito tanti denari in Telecom e da diversi anni, quindi credo che abbia delle giuste aspettative affinché la societ° possa raggiungere obbiettivi di redditivit° e di valorizzazione tali da soddisfare un azionista importante come è chi ha il 5%. Comprendo anche le posizioni di Fossati”.

Secondo l’opinione di alcuni proxy advisor la mossa di Findim ha qualche chance di coagulare l’appoggio di altri azionisti di minoranza, come i fondi, ma solo a precise condizioni: motivazioni forti e un progetto industriale alternativo a quello frutto del nuovo ruolo di Telefonica in Telco che, secondo la holding della famiglia Fossati, condiziona la strategia dell’ex monopolista sulle partecipazioni sudamericane.

“Limitandoci ai numeri, Findim potrebbe avere una possibilità di successo – dice a Reuters Sergio Carbonara, fondatore di Fortis Governance, ricordando che alla scorsa assemblea le minoranze votanti esclusa Findim – che non ha partecipato – hanno rappresentato il 49,6% dei voti. Nel 2012 le minoranze hanno pesato per il 57,7% (Findim inclusa), contro il 42,3% di Telco. Ma “revocare un cda senza una chiara alternativa rappresenterebbe un elemento di rischio molto elevato per la società”, ha aggiunto Carbonara.

D’altra parte, fa notare il manager, “i conflitti di interesse di Telefonica in Telecom esistono dalla costituzione stessa di Telco, e la presenza dei rappresentanti spagnoli in cda è stata spesso contestata da alcuni fondi esteri”.

Per Arturo Albano, numero uno di Talete Corporate Governance Consulting, “solitamente gli investitori istituzionali sono molto cauti nel votare a favore della revoca del board e immagino che solo in presenza di un progetto concreto – che si ponga come obiettivo la massimizzazione del valore per tutti gli azionisti – supporterebbero la proposta di revoca”. Per assumere una posizione, oltre alle motivazioni fornite da Findim in occasione della convocazione dell’assemblea, gli investitori terranno conto anche delle contromotivazioni fornite dall’attuale cda in carica.

“Ci vuole tanta volontà sulle motivazioni e sulla macchina che si deve mettere in moto, le sollecitazioni sono costose in termini economici e di energie”, ricorda il consulente.

Oggi dopo qualche incertezza il titolo di Telecom Italia chiude al rialzo. (+0,49%) Le azioni in sei sedute hanno guadagnato il 16,7% portando il titolo di Telecom Italia ai massimi dell’anno, con scambi sempre molto forti: mercoledì è passato di mano l’1,6% circa del capitale, pari a quasi 215 milioni di azioni, in linea alla media giornaliera dell’ultimo mese 229 milioni.

Da giorni gli investitori puntano su novità in arrivo. Goldman Sachs ha inserito il titolo nella convinction buy list, la lista dei titoli più raccomandati per l’acquisto, Blackrock ha dichiarato di aver rafforzato la posizione oltre il 5% (l’operazione è datata 1 ottobre) perché’ ‘fiducioso’ nell’investimento in Telecom. Ubs dal 12 settembre detiene il 2,068%. Da tempo i piccoli azionisti Telecom riuniti in Asati, anche con l’obiettivo di bloccare Telefonica, chiedono la convocazione di una riunione straordinaria degli azionisti sia per un aumento di capitale sia per modificare l’attuale statuto, che assegna la nomina dei 4/5 dei consiglieri al socio di maggioranza Telco e introdurre il criterio proporzionale nella nomina del cda, dando maggiore rappresentanza alle minoranze e un aumento di capitale.

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