LA NUOVA UNIFY

Siemens Enterprise, la svolta oltre il brand

Ribattezzata Unify, la storica azienda si riposiziona sulla scena internazionale con una nuova strategia sulle applicazioni di comunicazione aziendale

Pubblicato il 28 Ott 2013

Rebranding, nuovi partner e nuova piattaforma. Quello annunciato qualche giorno fa da Siemens enterprise communication non è solo un cambio di nome. Unify, questo il nuovo brand, vuole imprimere anche un radicale cambio di prospettiva posizionandosi con decisione sul mercato.

Che la società dovesse cambiare nome era noto da tempo. Quando Siemens enterprise si staccò nel 2008 da Siemens si pensava che entro un anno sarebbe arrivato il nuovo brand. Poi la recessione ha allungato i tempi e oggi è arrivata Unify che permette alla società di ritagliarsi un suo spazio sul mercato delle Tlc.

“Da un punto di vista americanocentrico – ha spiegato Irwin Lazar, vice presidente di Nemertes Research Group Inc. – se mi siedo e parlo con persone responsabili per le Tlc o Cio di grandi organizzazioni probabilmente non hanno idea che Siemens è presente anche su questo mercato”.

Un problema che non riguardava solo gli Usa. La decisione di cambiare nome prende avvio dalla constatazione dei grandi mutamenti che stanno coinvolgendo le aziende alle prese con l’esplosione della mobility, del Byod e l’arrivo dei nativi digitali, ma anche dalla difficoltà di fare percepire al mercato la presenza del brand Siemes sparso su troppi settori differenti.

“È da più di due anni che stiamo lavorando al nuovo posizionamento e alla piattaforma – spiega l’amministratore delegato della filiale italiana Riccardo Ardemagni -. Il problema di Siemens infatti è che tutti la conoscono per le lavastoviglie, energia, trasporti, ma è difficile far capire su che mercato siamo posizionati. Per noi era difficile avere il controllo del marchio”. Per questo, per dare visibilità e identità all’azienda, si è proceduto al cambio annunciato con un webcasting a tutti i dipendenti.

“Vogliamo essere identificati per il mercato che vogliamo coprire”, ha aggiunto Ardemagni, con l’obiettivo di unificare le comunicazioni, mettendo ordine nei differenti modi di comunicare all’interno delle aziende. Così è stato scelto un nome preciso con un brand con la “i” in verde che diventa il colore di riferimento della società.

“Non vogliamo perdere la nostra storia – ha proseguito Ardemagni – portiamo con noi la fiducia dei nostri clienti, ma vogliamo avere una diversa immagine, portare innovazione per dare risposte ai cambiamenti del mercato”. Per questo motivo il rebranding è accompagnato dalla presentazione di una nuova piattaforma e da partner di peso come Telefonica, Verizon, Ibm e Deutsche Telekom.

Ansible è il nome della soluzione che accompagna il rebranding. Gli analisti di Gartner che l’hanno visionata in anteprima l’hanno definita come il “primo progetto di unificazione delle comunicazioni aziendali”.

Ansible, che sarà offerta anche in modalità Saas, entro fine anno sarà sottoposta a test presso alcuni clienti e rilasciata a partire da luglio del prossimo anno.

La piattaforma supporta quattro canali di comunicazione, voce, video, testo e condivisione remota dello schermo, permetterà agli utenti di condurre conversazioni multicanale da dispositivo a dispositivo ed è progettata per andare oltre le frontiere della Unified communication aggregando informazioni e dati da ogni canale inclusi social network applicazioni aziendali, video, testi statistiche e la tradizionale comunicazione telefonica.

“Il sistema tiene traccia delle mie comunicazioni. Infatti ho la mia cartella che mi informa sull’ultima conference call o il video che dovevo vedere”. Gli sviluppatori esterni hanno la possibilità di adattare la piattaforma alle esigenze aziendali. La piattaforma oltre a lavorare con Open Scape di Siemens si integra con le soluzioni della concorrenza, mentre dal punto di vista del target di riferimento Ardemagni non pone limiti. “Tecnicamente Ansible non ha limitazioni di utenza”, spiega. Oltre ai quattro grandi partner che accompagnano Unify la società punta ad ampliare il proprio canale. “Nel momento in cui ci si posiziona su quest’area di innovazione delle applicazioni – conclude Sandro Profeti, responsabile marketing – è importante trovare system integrator o realtà abituate a lavorare in questo mondo”.

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