LE REAZIONI

Agcom, sul regolamento copyright più sì che no

Soddisfatte del regolamento Confindustria digitale (Parisi: qualcosa da correggere), Fieg, Fapav e Siae. Attacchi dal M5S “Cardani snobba il parlamento”. E il giurista Gambino: “Enforcement mite, l’azione dell’Authority è limitata”

Pubblicato il 12 Dic 2013

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Più “promozioni” che bocciature tra le reazioni suscitate dall’odierna adozione da parte del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) del regolamento per la tutela del diritto d’autore online. Va bene per Confindustria digitale, con qualche distinguo: secondo il presidente Stefano Parisi il regolamento “potrà essere uno strumento importante per contrastare la pirateria online, tuttavia presenta tuttora alcune criticità che ci auguriamo l’Agcom possa correggere”. Secondo il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giovanni Legnini è “uno strumento efficace e moderno che coniuga nel miglior modo possibile la difesa della proprietà intellettuale con la libertà e le straordinarie potenzialità dell’era digitale”. Per il presidente della Fieg Giulio Anselmi si tratta di una “soluzione di grande equilibrio e trasparenza”. Per il giurista Alberto Gambino il dispositivo dell’enforcement messo in atto si prefigura come “mite”: nel complesso il giurista rileva i “limiti di azione” del regolatore.

“Oggi si apre una nuova era per la cultura italiana” dice Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia e da sempre sostenitore dell’azione dell’Autorità mirata a combattere l’illegalità sul web: “La consideriamo una vittoria epocale della cultura italiana contro i pirati e chi li sostiene. Ora possiamo serenamente lavorare con le aziende di ICT – prosegue – per sviluppare nuovi modelli di business e aumentare l’offerta della produzione culturale italiana”. Il presidente di Confindustria Cultura ricorda inoltre che “per gli utenti cambierà poco: avranno solo maggiore difficoltà a trovare contenuti pirata online e più facilità a reperire quelli legali. Per i delinquenti e per chi si è arricchito a spese di chi lavora per la cultura cambierà invece molto”.

Apprezzamenti anche alla Siae, Società italiana autori ed editori. “È un primo risultato nel segno della legalità, dell’educazione dei consumatori, della valorizzazione dell’industria culturale italiana” dice il presidente della Siae, Gino Paoli, aggiungendo: “Il prodotto italiano in campo musicale, letterario e audiovisivo ha grandi potenzialità, sia in termini di qualità dell’offerta sia come capacità innovativa. E proprio Internet e le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità importante per ampliare la diffusione di opere creative a beneficio del sistema Paese e dell’intera collettività”.

Anche Filippo Sugar, editore musicale e vicepresidente della Siae, apprezza lo spirito del provvedimento: “L’approvazione del Regolamento Agcom consente tempi di reazione più rapidi e non colpisce i blog o i motori di ricerca ma solo i siti che offrono in modo plateale contenuti senza licenza. La lotta senza quartiere all’illegalità – aggiunge – deve poggiare anche su azioni positive come la promozione dell’offerta legale e l’informazione e l’educazione dei consumatori”.

Soddisfatta anche la Fapav, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali. “Il regolamento Agcom -, dichiara Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale – si muove nella giusta direzione poiché non va ad intervenire sull’utente finale bensì su tutte quelle piattaforme e sui grandi portali illegali che lucrano illecitamente e contribuiscono a deprimere l’industria audiovisiva nel nostro paese, mettendo seriamente in pericolo quella che è ancora oggi un’eccellenza del Made in Italy”.

Dal mondo della politica si complimenta con Agcom Giacomo Portas, deputato Pd e componente della Commissione Attività Produttive. “La pirateria – ricorda – arriva a costare fino a 500 milioni di euro, una cifra che raddoppia di anno in anno a causa della pirateria in line. L’industria culturale è uno dei nostri settori strategici e merita di essere tutelata anche con norme ad hoc”.

Di tutt’altro parere il Movimento 5 Stelle. “Oggi in Agcom – dichiarano i deputati in commissione Trasporti alla Camera – si approva il regolamento sul copyright e, prima che ciò avvenisse, il suo presidente, Angelo Cardani, ha pensato bene di non venire a riferire sulla materia nella sede istituzionale referente. Si tratta dell’ennesimo schiaffo in faccia al ruolo e alla funzione del Parlamento, stabilito dalla Carta costituzionale” perché l’audizione avverrà “nei prossimi giorni a cose fatte”,

Di fatto Cardani riferì di diritto d’autore e Internet il 17 luglio scorso in audizione al Senato.

I 5 Stelle comunque fanno sapere che avrebbero voluto chiedere al presidente “perché non abbia atteso che il Parlamento si pronunciasse su un tema così delicato”, ricordando che “oltre alla nostra proposta di legge sulla riforma del diritto d’autore ne risulta un’altra, presentata dal senatore Felice Casson del Pd”.

Inoltre i deputati avrebbero voluto che i pareri raccolti dall’Autorità in questi mesi di lavoro fossero resi pubblici. E infine chiedono “con quali fondi e quali risorse umane” Agcom intende far fronte ai nuovi impegni.

Non fa che ribadire la contrarietà più volte espressa contro il provvedimento Agcom Fluvio Sarzana, avvocato dello studio legale Sarzana. Nel suo blog sostiene che “nel non è stato cambiato nulla” e che quindi si è trattato di una “consultazione-farsa”. “Sono rimaste tutte le sanzioni – scrive – tutti i soggetti, tutte le assurdità emerse in mesi di dibattito svoltosi al di fuori delle mura di via Isonzo, ed anzi le procedure di armonizzazione delle procedure di notice and take down, che avrebbero potuto forse creare un contesto propositivo, sono state eliminate. Rimangono – è il parere del legale – tutte le norme che consentono la rimozione selettiva di siti che si limitino ad incoraggiare (termine che comprende qualsiasi forma di manifestazione del pensiero) la violazione del diritto d’autore. Un giornale ad esempio, o un blog”.

Parere positivo, invece, dal giurista Alberto Gambino, che definisce “mite” l’enforcement messo in atto da Agcom e sottolinea che come il ruolo dell’Authority si svolge nell’ambito di precise limitazioni.

“Il sistema di enforcement antipirateria disegnato dall’Agcom ha un indubbio valore per il contrasto della massiva violazione del diritto d’autore online”. Così il professor Alberto Gambino, giurista già presidente del Comitato consultivo per il diritto d’autore e direttore della Rivista “Diritto Mercato Tecnologia”, in merito al regolamento antipirateria varato dall’Agcom. “Una compiuta riforma delle norme sul diritto d’autore – prosegue – arriverebbe con tempistiche incompatibili con l’emergenza che vive l’industria culturale anche a causa dei fenomeni di pirateria sui nuovi media, ai quali si prevede di porre fine mediante strumenti di rapido intervento con modalità di sicuro compatibili col rispetto di alcune garanzie fondamentali e in linea con le deleghe assegnate all’Agcom. Si tratta di un enforcement che definirei ‘mite’ “.

“È chiaro – ammonisce – che il ruolo dell’Authority è confinato all’interno di precise limitazioni, su tutte l’eventuale adizione all’Autorità Giudiziaria dei soggetti coinvolti dalle procedure. L’Agcom – conclude Gambino – ha inoltre incluso positivi richiami all’educazione alla legalità e alla promozione dell’offerta legale, preparandosi a formare precedenti giurisprudenziali e una vera cultura giuridica sul tema e assumendo così anche un’importante funzione deflattiva del carico di lavoro dell’Autorità Giudiziaria”.

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