IL TAVOLO

Microelettronica, Turi (Fiom): “Governo avvii una politica industriale”

La segretaria nazionale Fiom-Cgil, responsabile del settore Ict: “Positiva la nuova convocazione al ministero dello Sviluppo economico. Fondamentale organizzarsi per poter accedere ai fondi europei per raddoppiare la produzione di chip in Europa”. Prossimo incontro al Mise il 7 marzo

Pubblicato il 29 Gen 2014

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“Positivo il riavvio, nella giornata di ieri, del tavolo sulla microelettronica presso il ministero dello Sviluppo economico, a un anno dalla prima convocazione”. Lo afferma Roberta Turi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore Ict, commentando l’incontro che si è tenuto ieri al Mise con il sottosegretario Claudio De Vincenti e rappresentanti delle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Cgil, Cisl, Uil e Anie, l’Associazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche.

“Dall’esposizione che l’Anie ha fatto della situazione del comparto si evidenzia, nell’ultimo anno, un mercato in crescita del 4% – afferma Roberta Turi – in particolare nell’automotive, dato dall’aumento dell’elettronica nelle autovetture. Una crescita più forte rispetto ai timidi segnali di ripresa dell’intero settore Ict”.

“Come organizzazioni sindacali – continua la rappresentante della Fiom-Cgil – abbiamo evidenziato che la microelettronica è un settore con grandi potenzialità che ha bisogno di una vera politica industriale. Il Governo dovrebbe impegnarsi, insieme alle regioni interessate e al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), per cogliere le opportunità di finanziamento messe in campo a livello europeo con l’obiettivo di raddoppiare la produzione di chip in Europa. Risorse che, complessivamente, in Ue saranno nell’ordine di 100 miliardi”.

“L’Italia, anche attraverso un utilizzo oculato di queste risorse, potrebbe avviare una vera politica industriale per la microelettronica – continua Turi – investire in ricerca, sviluppo e innovazione, fare investimenti produttivi, investire in formazione, aumentare l’occupazione in un settore strategico, risolvere le crisi aziendali”.

“Al momento, infatti, ci sono varie vertenze aperte, tra le quali quella della Micron, grande azienda di microelettronica che produce memorie, che ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 419 lavoratori e la Lfoundry di Avezzano che è in una situazione di difficoltà. Per non parlare della StMicroelectronics, l’azienda più rilevante del comparto, che è una delle aziende che il governo intenderebbe privatizzare senza alcuna strategia se non quella di far cassa”.

“Il tavolo – conclude Roberta Turi – è stato riconvocato per il 7 marzo prossimo, anche con il coinvolgimento del Miur e di tutte le regioni interessate, Sicilia, Lombardia, Abruzzo, Campania, Veneto e Puglia, con due appuntamenti specifici, la mattina sulla microelettronica e il pomeriggio sull’elettronica e l’elettrotecnica”.

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