BILANCIO 2013

Telecom Italia, il business domestico inverte il trend

All’esame del cda i conti 2013. La performance del mercato italiano in miglioramento. La cessione delle torri e il “dossier” Tim Brasil le questioni clou per il 2014. Standard Ethics mette il rating sotto esame: “Potenziali conflitti di interesse nell’azionariato”

Pubblicato il 06 Mar 2014

Sembra che il mercato si stia mantenendo prudente su Telecom Italia – stamattina il titolo registra -1,46% a 0,8425 euro – in vista del Cda che si terrà oggi sui conti 2013. Secondo gli analisti il mercato si focalizzerà principalmente sul business domestico del gruppo, sul livello di indebitamento e sulla politica di dividendo della società.

Per il 4° trimestre del 2013, il consenso si aspetta vendite pari a 5,861 miliardi euro, un ebitda non ricorrente di 2,433 miliardi euro e un indebitamento netto di 26,929 miliardi euro. Per Mediobanca Securities i risultati “dovrebbero rassicurare gli investitori sul lieve miglioramento del trend domestico” e inoltre il gruppo potrebbe fornire qualche dettaglio sui primi mesi del 2014 dal momento che “sia la rete fissa che il mobile dovrebbero migliorare ulteriormente, anche se è ancora presto” per affermare che ci sarà una crescita nell’anno.

Comunque, il punto chiave resta la riduzione dell’indebitamento, per questo ci potrebbe essere un update “sia sulla cessione delle torri italiane, sia di quelle brasiliane. Continuiamo a vedere il processo di consolidamento del mercato italiano e di quello brasiliano come driver dell’equity story 2014”, spiegano gli analisti. Nel dettaglio, Mediobanca Securities si aspetta per il 4° trimestre del 2013 un fatturato di 5,811 miliardi (23,317 miliardi nel 2013), un ebitda di 2,392 miliardi (9,434 miliardi) e un indebitamento netto di 26,882 miliardi a fine 2013 (rispetto ai 28,2 mld euro del 30 settembre 2013).

“Infine, le nostre stime, insieme a quelle del consenso, vedono 2 centesimi di dividendo per le azioni ordinarie e 3 centesimi per le risparmio: non saremmo sorpresi se la società decidesse di non pagare alcun dividendo per le azioni ordinarie” al fine di proseguire il processo di riduzione dell’indebitamento, concludono gli analisti.

Anche Ubs non si aspetta “che sia pagato un dividendo sulle azioni ordinarie, mentre ci attendiamo lo 0,028 euro sulle azioni di risparmio dal momento che questo rappresenta il minimo imposto per legge dal gruppo”. Gli analisti per l’ultimo trimestre dello scorso anno prevedono vendite per 5,94 miliardi (-20% a/a), un ebitda organico di 2,4 miliardi euro (-17% a/a), un ebitda reported di 2,4 miliardi euro (-13% a/a), un utile netto di 540 milioni euro e un Net debt adjusted a fine anno di 27 mld euro.

Anche secondo Ubs, inoltre, “con i risultati di Tim Brasil che sono stati già pubblicati, “il mercato si focalizzerà” oltre che sulla politica di dividendo anche sul business domestico di Telecom. “Ci aspettiamo nel 4° trimestre ricavi a livello domestico di 1,3 miliardi euro, un ebitda organico che dovrebbe attestarsi a 2 miliardi euro e un ebitda reported di 2 miliardi euro”, precisano gli esperti.

Intanto Standard Ethics Rating di Telecom Italia è messo sotto osservazione da Standard Ethics, l’agenzia indipendente di rating in materia di sostenibilità, responsabilità sociale e buona governance. “Dopo un’attenta analisi dell’architettura azionaria di Telecom Italia, a seguito della recente modifica del patto di sindacato sotto la predominanza di Telefonica“, la società “pone sotto osservazione lo Standard Ethics Rating di Telecom Italia in attesa di esaminare eventuali proposte operative in vista della prossima assemblea dei soci”. La decisione è stata assunta perché si rilevano “consistenti e potenziali conflitti d’interesse tra l’azionista di maggioranza del patto che controlla Telecom, e Telecom stessa, e si ritiene che tali conflitti non trovino adeguato argine nelle attuali configurazioni di Corporate Governance, trattandosi di una società tecnicamente indipendente, quotata, non sottoposta ad alcun regime di gruppo”.

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