ACCORDO DI PARTENARIATO

Delrio: “Più Ict per un uso efficiente dei fondi Ue”

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “Open Coesione e Open Siope indispensabili strumenti di trasparenza e controllo”. E annuncia: “L’accordo di partenariato sarà approvato entro agosto”

Pubblicato il 05 Giu 2014

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Sarà approvato entro fine agosto il nuovo accordo di partenariato per la programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020. Lo ha assicurato, in apertura dell’audizione alla XIV Commissione Affari europei del Senato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Coesione Territoriale, Graziano Delrio.

La proposta di accordo che riguarda i fondi Fesr (Fondi europei di sviluppo regionale), Fse (Fondo sociale europeo), Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è stata trasmessa alla Commissione europea il 22 aprile scorso dando avvio al negoziato formale con l’Unione Europea. “Entro la fine di agosto quindi la trattativa sarà chiusa e l’accordo sarà approvato” ha detto Delrio.

Delrio è quindi entrato nel merito delle modifiche apportate alla prima stesura dell’accordo: “Una tra le osservazioni più rilevanti era relativa a un rafforzamento della diagnosi dei fabbisogni territoriali, che già avevamo, ma che non erano stati inclusi nella prima bozza. Proprio in merito a questo voglio sottolineare che uno degli obiettivi di questa programmazione, su cui c’è una fortissima sintonia tra noi e la Commissione, è la “smart specialization strategy”, cioè una programmazione non più top-down, ma che sia frutto di un’analisi strategica fatta dal basso degli obiettivi, delle debolezze e delle specificità dei territori, sulla base della quale si costruiscano strategie di sviluppo reale e auto-propulsivo del territorio, abbandonando le logiche assistenziali. Questa è l’ultima programmazione in cui il nostro Paese avrà a disposizione una così rilevante mole di denaro – siamo il secondo percettore dopo la Polonia – e quindi è molto importante che l’approccio venga invertito”.

“Un’altra osservazione di rilievo riguardava la specificazione della proposta strategica fino alla definizione degli obiettivi e dei risultati attesi. Le azioni previste sono numerosissime, oltre 300. La nostra idea, per risolvere i problemi di spesa incontrati nelle programmazioni precedenti, è che dobbiamo concentrarci su poche azioni”.

“In definitiva non vogliamo che ci sia una moltiplicazione degli strumenti – ha detto Delrio – , anche perché a questa si assocerebbe una moltiplicazione delle procedure e delle verifiche. Questo è quello che è successo purtroppo in questa programmazione 2007-2013 che, al momento e nonostante gli sforzi enormi fatti dai miei predecessori nel cercare di recuperare il tempo perduto soprattutto nei primi anni, è la peggiore in termini di risultato nella spesa. Nell’accordo sono state rinforzate le risorse in favore della capacità istituzionale, sulla base dell’esperienza del settennato appena concluso, in cui abbiamo notato una difficile capacità di gestione dei fondi strutturali non solo da parte delle amministrazioni regionali ma anche da parte di quelle centrali, che non si sono attrezzate con strutture tecniche adeguate. Questo ha comportato dei ritardi non solo nella programmazione regionale ma anche in quella nazionale, con grandi programmi come quello sulle infrastrutture, quello sulla ricerca e innovazione e quello sugli attrattori culturali che presentano gravi ritardi”.

Nella proposta di Accordo indirizzata alla Commissione sono tre i grandi obiettivi tematici: competitività delle imprese, occupazione e istruzione e formazione: “Su questi tra pilastri si concentrano la maggior parte delle risorse, che ammontano a circa 32 miliardi, a cui vanno aggiunti i circa 10 miliardi del Fondo agricolo, un miliardo sulle macroaree e circa 600 milioni per la garanzia giovani. A questo vanno aggiunti i 24 miliardi di cofinanziamento del fondo di rotazione statale. In più, nei Por, i Piani operativi regionali, il cofinanziamento statale arriva al 70%, mentre l’altro 30% lo mettono le regioni”.

“Sui programmi vecchi c’è invece una oggettiva difficoltà che riguarda in particolare 5 miliardi che vanno rendicontati entro la fine del 2015 – ha continuato – Poiché alcune opere devono ancora essere appaltate è chiaramente inverosimile che possano essere rendicontate entro il 2015”. Proprio per questo, ha spiegato il sottosegretario, si sta intervenendo d’intesa con la Commissione, per la riprogrammazione delle risorse non utilizzate.

Riguardo il tema della trasparenza “tutti i dati sugli stati di avanzamento dei progetti sono su Open Coesione e con il decreto 66/2014 abbiamo voluto rendere anche disponibili i dati sui pagamenti, che fino a oggi non lo erano, attraverso Open Siope, su cui si può vedere ogni fattura pagata da ogni singola amministrazione. Più informatizziamo – ha concluso – più siamo in grado di monitorare in modo efficiente”.

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